Grande Entusiasmo All’ecopicnic Di Monfalcone!

g.lagonigro

ecopicnic a monfalcone

Di Giuditta Lagonigro

Una bella giornata di sole, una splendida vista sul golfo di Trieste e un tratto di spiaggia dalle mille sorprese naturalistiche hanno fatto da cornice al 1° Eco Picnic organizzato dalla Compagnia del Cibo Sincero della Venezia Giulia, in collaborazione con il WWF Isontino e Patrocinato del Comune di Monfalcone. L’iniziativa ha trovato entusiasti consensi, tanto da richiedere vari incontri per mettere a punto l’organizzazione e fare in modo che i partecipanti, provenienti da varie zone con molti che non si conoscevano tra loro, ricevessero una calorosa accoglienza.

martino sistema lo striscioneIl primo a mettersi in tenuta da lavoro (in senso figurato, giacchè eravamo in spiaggia) è stato proprio il nostro Presidente Nazionale Martino Ragusa, il quale non ha esitato ad aiutare a scaricare borse, montare il gazebo, sistemare lo striscione col nostro logo, aprire tavolini. Insomma, è stato un vero condottiero!
Gli eco – simpatizzanti cominciano ad arrivare, tutti curvi per il peso delle sporte… ci sono persino le eco scatole, per la raccolta differenziata dei rifiuti portate dagli amici di Trieste, sono sistemate in bella vista a disposizione di tutti. Eccoci ai saluti e alle presentazioni. Nel frattempo si svuotano i cestini, le borse frigo, gli zaini, si stendono gli asciugamani, si aprono le sdraio…Abbiamo pensato anche al ghiaccio, sistemato in una bagnarola di stagno d’epoca!
bagnarola di stagnoMi sono assentata per pochi minuti, e al mio ritorno ho trovato due tavoli lunghi due metri e un tavolo più piccolo nelle retrovie, tutti con le loro belle tovaglie colorate e imbanditi con piatti di ogni genere, leccornie che aspettavano solo di essere addentate! Insomma, un buffet degno di una sfarzosa cerimonia.
In più, nel ghiaccio, oltre ad acqua e anguria, bottiglie di ottimo vino, anch’esso di varie Doc –Carso-Grave e Isonzo-, naturalmente del territorio regionale. Guai a non abbinare cibo e vino con sapienza e competenza, visto che molti presenti hanno grande preparazione in materia. La gola ha però dovuto attendere che si celebrasse la parte ufficiale della festa. Perciò è stata data la parola ai rappresentanti delle Associazioni che hanno organizzato l’eco picnic: Graziano Benedetti, Segretario WWF Isontino, Giuditta Lagonigro CCS Monfalcone e Martino Ragusa, ospite d’onore.
giuditta con andreaIl Presidente Nazionale ha illustrato la finalità dell’eco picnic inteso come mezzo di comunicazione, per diffondere un messaggio a favore della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente. L’invito a evitare la plastica, se non quella riutilizzabile nel tempo, a non mangiare cibi preconfezionati, a non bere bevande gasate, fa parte di un ritrovato senso del buon vivere. Se decrescita ci dev’essere, che sia felice! Con una rinnovata attenzione verso le nostre cose, che dobbiamo rispettare nella loro funzione, riutilizzandole e facendole vivere con noi.
A chiusura dei saluti, l’intervento di Maria Natural, Assessore all’Ambiente in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Monfalcone, che ha ringraziato il WWF e la Compagnia del Cibo Sincero per l’iniziativa, condivisa e molto apprezzata.

L'assessore NaturalL’Assessore Maria Natural ha garantito, per il futuro, l’attenzione dell’Amministrazione Comunale e del suo assessorato verso le problematiche che riguardano il territorio nelle sue mille sfaccettature promuovendone la valorizzazione.
Il botto di una bottiglia di spumante, offerta e stappata da Adriano Bellini, socio della CCS di Trieste, ha dato il via alla danza dei sapori. Quasi una quadriglia è stato lo scambio di postazioni per assaggiare tutte le delizie che vi illustro, una per una…La “Sarma”, un piatto serbo- croato che Rarbo un amico “invisibile”, grande conoscitore e guaritore del corpo umanosarma attraverso tecniche naturali, ha voluto farci assaggiare affidandolo alla nostra socia Franca. Si tratta di involtini fatti con foglie di cavolo cappuccio ripieni di carne di tacchino (nel nostro caso) e riso, conditi e fatti cuocere a bassa temperatura in forno, coperti di acqua, fino a evaporazione dei liquidi.
La quiche con gorgonzola e pere preparata da Michèle, in vacanza, da Digione. Le polpette di zucchine grattugiate a crudo, impastate con uovo, formaggio grana, pangrattato e fritte in olio extravergine di oliuva, la polenta “arrosta”, le melanzane impanate, la girella di pane con salame, classica merenda del Carso preparata con la farina Moka (slovena); gli strucoli, dolcetti a forma di mezzo ferro di cavallo, ripieni di mele, cannella, uvetta, pinoli e fiocchi di burro. Altrettanto carsolini, lo “strucolo de pomi” (strudel di mele) preparato all’alba dalla nostra Rita, vice presidente della CCS di Trieste che, a completamento,ha portato anche una bottiglia di Terrano (da vitigno autoctono del Carso), limoncello (emergono le sue origini siciliane) e liquore al caffe’. Naturalmente tutto preparato in casa. Non può mancare la frutta ed ecco zuccherosi grappoli di uva fragola!girella di pane e salame
Pensate di essere sazi? Siamo solo all’inizio…
Dopo il primo round si ricomincia con baccalà mantecato alla triestina, preparazione laboriosa con stoccafisso Ragno battuto, ammollato in acqua, lessato pulito e condito con olio, aglio, prezzemolo, pepe e sale, poi mescolato fino a ridurlo in crema.
Le patate in tecia (in tegame) prima lessate e poi fatte cuocere in una pentola nella quale è stata soffritta una cipolla fino alla formazione di una crosticina, la parte più saporita.
Il cous cous fresco e leggero di Paola, i formaggi freschi e di media stagionatura portati da Luisa direttamente da un casaro carsolino, le prugne avvolte in sottili fette di pancetta preparate da Renzo, le paste fredde, con vari condimenti…
La carsolina di melanzane alla parmigiana con gli ingredienti-melanzane, mozzarella, formaggio stagionato, rigorosamente del Carso. Tutto preparato dalla magica Linda!
Il timballo al forno con polpettine e mozzarelle che proprio regionale non è ma che rivela le origini di chi lo ha confezionato, le frittate di zucchine, la pizza vegetariana, le torte salate,il rotolo di pasta fillo con zucchine e stracchino di Claudia che ha anche preparato un cheesecake al bacio per festeggiare l’anniversario di matrimonio di Rita!

Nel primo pomeriggio è arrivata Patrizia con un termos di caffè bollente e paste creme (pasta sfoglia e crema tipiche del Carso).
Come si può ben immaginare, l ‘assaggio delle varie pietanze ha fatto conoscere nuovi sapori e avviato un fitto scambio di ricette. A ben guardare la cucina Carsolina ha predominato.
Il nostro gruppo ritrovatosi su una spiaggia a cavallo tra due nazioni -Italia e Slovenia- composto da residenti in regione ma non tutti originari della stessa, è stato un testimonial ideale rappresentativo di una comunità allargata, felice di far conoscere e condividere la propria cultura e le proprie tradizioni.
Condizione necessaria, questa, per consentire una giusta e completa integrazione di coloro che, spesso loro malgrado, sono costretti a vivere lontani dalle famiglie e dagli affetti.
A completare la gioiosa atmosfera creatasi, sono state le nuove conoscenze con quanti, prima un po’ titubanti, poi incuriositi, si sono avvicinati informandosi e poi addirittura condividendo le finalità della nostra iniziativa.
In momenti del genere non è semplice trovare carta e penna per scambiare il numero di telefono, quindi ben utili risultano i social network ai quali affidarsi per i futuri contatti, così come sta effettivamente avvenendo in queste ore con i nuovi amici conosciuti durante l’eco picnic.
Il nostro programma prevedeva anche un’ interessante “lezione” che il Prof. Paolo Utmar, ornitologo e consigliere del WWF,ha tenuto sul Biotopo della Cavana.
Per nostra fortuna ci sono studiosi che mettono a disposizione le loro conoscenze, dedicandosi alla divulgazione del loro sapere con grande passione. Questo è avvenuto a fine picnic, quando il gruppo si è spostato di qualche metro appostandosi sull’argine del biotopo.

il biotopo della cavanaE’ stata una lezione davvero illuminante, anche perché in pochi conoscevano la zona in quanto protetta e sarebbe difficile immaginare, senza averne cognizione, che sia tanto ricca di flora e fauna, con specie in alcuni casi introvabili in altri territori.
Anche questo è stato un momento di grande soddisfazione per gli organizzatori: è un’equazione perfetta associare vari aspetti della cultura consentendo di chiudere la giornata più ricchi dentro, e lo affermo senza retorica.
L’Eco Picnic, avrà lunga vita perché lungo è il percorso che seguiremo alla riscoperta di ciò che eravamo attraverso l’eredità lasciataci da chi ci ha preceduto negli scorsi millenni, che si tratti di cultura gastronomica o di ricerca di territori usurati per meglio tutelarli.
uvaE’ un percorso che ci vede protagonisti assoluti in quanto abitanti del Pianeta Terra ed ora chiamati inesorabilmente a migliorare i nostri comportamenti, se ci vogliamo un po’ di bene.
Grazie di cuore a coloro che si sono impegnati per la buona riuscita del 1° Eco Picnic della Venezia Giulia, agli amici del WWF-Roberto Pizzutti, Presidente Regionale WWF, Claudio Siniscalchi-Presidente WWF Isontino- a Paola Barban, a Paolo Padovan, a Rita Costanzo, a Deborah Fanin , a Sandra della CCS Venezia Giulia, agli amici del Barrio di Ronchi dei Legionari per tavoli e panche, a Partesa per il gazebo e a Ramon per il ghiaccio (della pescheria Gregori), Nando di Martino per il furgone.

In ultimo ma non ultimo grazie a Martino Ragusa, la vera forza trainante della Compagnia del Cibo Sincero!
Giuditta Lagonigro

 

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