frutta al posto delle merendine

Frutta al posto delle merendine: la buona scelta che divide

Elena Rizzo Nervo

Da febbraio in 4 scuole elementari di Bologna, dell’Istituto Comprensivo 8, il preside ha disposto che si consumi frutta al posto delle merendine per lo snack di metà mattina. Secondo la nuova circolare, infatti, i genitori potranno dare ai figli solo frutta fresca, secca o verdura, che accompagneranno il latte fornito dalla mensa. Banditi, quindi, i carboidrati, come pizze e merendine dolci o salate. Per quanto nutrizionisti e medici sostengano la decisione, l’imposizione dall’alto ha già scatenato polemiche e molti genitori si stanno lamentando, annunciando che non rispetteranno la regola. Senza la pretesa di essere esaustivi e non volendo “prendere le parti” di nessuno, proviamo a raccontarvi meglio la situazione.

Lotta all’obesità infantile

obesità bambini

La decisione è stata presa con il voto favorevole del Consiglio di Istituto, con un solo astenuto, tuttavia la novità non è condivisa da tutti e come sempre accade quando si parla di alimentazione a scuola, sono le polemiche a monopolizzare il dibattito, con il rischio di prevalere a volte anche sul buon senso. Nel caso specifico non si tratta di contrapporre mensa e panino da casa, ma di educare i bambini ad una sana alimentazione, secondo le raccomandazioni diffuse più volte anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si è definita preoccupata per la diffusione di sovrappeso e obesità infantileSeppur non direttamente collegati al consumo di merendine, infatti, questi disturbi sono conseguenza di scorretti stili di vita, caratterizzati da sedentarietà, pasti abbondanti e ricchi di grassi e zuccheri, oltre a scarsa educazione alimentare.

Non ci sarebbe nulla da protestare, sembrerebbe, tuttavia i metodi con cui il preside bolognese ha promosso il progetto che prevede la frutta al posto delle merendine, non sono piaciuti a tutti. Infatti, per alcuni genitori la notizia è stata un fulmine a ciel sereno che sta creando malumori, poiché avrebbero auspicato un percorso maggiormente partecipato, condiviso e quanto più allargato possibile. Altri, semplicemente, non sono d’accordo e definiscono la scelta del preside un’imposizione dall’alto, a cui fare battaglia.

Frutta al posto delle merendine: alcune buone ragioni

Per la salute

bimba scuola

L’intento del Preside Stefano Mari, come lui stesso ha dichiarato, è quello di ridurre l’apporto calorico per i bambini, promuovendo la salute pubblica. Certamente all’obesità sono correlate molte patologie e disturbi in età adulta, come diabete, cardiopatia-ischemica e alcune forme di tumore. Non si può ignorare, infatti, l’allarme dell’OMS che ha definito l’obesità come l’epidemia del nuovo millennio, sottolineando che i bambini sono quelli più a rischio e che è più colpita la fascia a basso reddito e bassa scolarizzazione della popolazione. A tal proposito, l’intento del preside bolognese, infatti, è anche quello di fornire regole ed opportunità uguali per tutti, scegliendo per la merenda un alimento che fa bene a tutti e garantendo equità tra alunni di diversa estrazione socio-culturale.

Contro lo spreco alimentare

Un secondo obiettivo, non meno nobile, è quello di ridurre gli scarti alimentari, come sta già avvenendo anche in altre scuole, con successo. A Sestri Levante, ad esempio, è partito un progetto dal nome esplicativo: “Frutta a scuola”, dove un giorno alla settimana i bambini consumano a merenda il frutto contenuto nel pranzo della mensa, che spesso viene sprecato, per cui salute e ambiente ringraziano. In Lombardia, invece, oltre al caso delle doggy bag a Como di cui vi abbiamo raccontato, un esperimento simile si sta attuando con successo nelle scuole di Milano. Vediamo meglio di che si tratta.

“Frutta a metà mattina”: a Milano funziona

frutta a scuola

Da settembre scorso 21.500 bambini delle scuole primarie milanesi (circa la metà del totale) hanno partecipato al progetto “Frutta a metà mattina”, del quale sono stati da poco presentati i primi risultati. Anche in questo caso, la frutta non viene più consumata a fine pasto, ma durante la ricreazione e l’esperimento sembra funzionare. I risultati da poco presentati parlano di un aumento del consumo di frutta del 15%, tra la quale la più gradita è la banana, seguita da uva, mela, arancia e pera. Progressi positivi anche per il gradimento dei pasti che è cresciuto del 17%, mentre sono calati gli sprechi alimentari, probabilmente perché, secondo le maestre, mangiando la frutta al posto delle merendine a metà mattina, i bambini arrivano all’ora di pranzo con la “giusta” fame e consumano quasi tutto il pasto.

Frutta al posto delle merendine: la protesta dei genitori

Il successo del caso Milanese, ma anche di altre scuole di Bologna che stanno sperimentando progetti sul consumo di frutta, non sembra comunque rassicurare molti genitori, che vedono la decisione del preside come un’ingerenza, contro la libertà di scelta. La polemica sta montando soprattutto sul web, dove alcune mamme si chiedono cosa ci sia di illegale in una rosetta con prosciutto o come mai debba essere la scuola a decidere della salute dei propri figli.

Una decisione imposta, per tutti

In particolare, nel dibattito che sta coinvolgendo anche l’osservatorio mense cittadino, alcuni genitori sollevano dubbi di metodo: come si fa a fare educazione alimentare imponendo delle decisioni? Sarebbe stato più corretto e gradito informare passo passo e per tempo i genitori, parlando con loro di sana alimentazione. Altri ritengono che dovrebbe essere il Comune a farsi carico di questa scelta di salute, proponendo ai bambini frutta presentata in modo sfizioso e appetibile. Proprio sulla qualità del cibo arrivano molte critiche da chi sostiene che invece di pensare alla frutta a merenda, la scuola dovrebbe occuparsi del cibo in mensa, considerato poco gradito.

frutta bambini

Non mancano anche i commenti di alcuni genitori preoccupati o per specifiche patologie del figlio o perché i loro bimbi sono particolarmente magri e temono che non sia sufficiente mangiare solo frutta a merenda per le energie che consumano e che hanno bisogno di ricaricare.
Per quanto il preside tranquillizzi, innanzitutto specificando che non è prevista nessuna sanzione per chi non dovesse rispettare la disposizione e promettendo di confrontarsi con la pediatra di comunità per quanto concerne particolari disturbi o esigenze, certamente il dibattito non è destinato a concludersi a breve e molti sono i passaggi di questa decisione di cui le famiglie vogliono giustamente essere informate.  

Per andare oltre la polemica e cercare di fornire qualche consiglio utile, ci siamo rivolti alla dott.ssa Francesca Evangelisti – biologa nutrizionista – alla quale abbiamo chiesto se dal punto di vista nutrizionale la frutta al posto della merenda è adatta ai bambini delle scuole elementari e quale potrebbe essere una merenda salutare da consigliare ai genitori che non sanno come adattarsi alla nuova sperimentazione scolastica.

Frutta al posto delle merendine: il parere della nutrizionista

Il sempre maggiore interesse verso una alimentazione sana e bilanciata ha portato negli ultimi tempi l’attenzione sulle merende scolastiche, fino all’ultimo caso bolognese. Cosa è bene che mangino, quindi, i bambini a scuola durante la merenda? “Certamente – sostiene la dottoressa Evangelisti – le classiche merendine, pratiche e di facile utilizzo, ma soprattutto molto appetibili, sono l’opzione più diffusa, tuttavia non rappresentano una scelta salutare. Sono infatti ricche di additivi e contengono molti zuccheri, nocivi per la salute e per il peso”

Cosa mangiare allora? Consigli per una merenda semplice e salutare

“Iniziamo col ribadire che la merenda a scuola va sempre fatta, in quanto non mangiare può portare al bambino diversi problemi, come stanchezza, sonnolenza, scarsa concentrazione e mal di testa. Inoltre, saltare lo spuntino porta a mangiare molto a pranzo, cosa che ovviamente si ripercuote negativamente, a lungo andare, sul peso”. Ecco perché anche la dottoressa è d’accordo nel sostenere che “la frutta è un’ottima opzione per la merenda a scuola, in quanto apporta vitamine, minerali e sostanze nutrienti molto importanti, favorendo al tempo stesso l’idratazione ed il senso di sazietà, grazie al contenuto di fibra”. Molti frutti risultano anche pratici da portare e da consumare,”come la banana, la mela e, con la bella stagione, fragole o ciliegie”.

bambino merenda

Via libera dunque alla frutta per le merende scolastiche, anche perché si tratta di un’utile occasione per farla mangiare ai bambini, dato che spesso è un alimento da loro poco gradito. Tuttavia, oltre alla frutta esistono altre alternative per creare una merenda gustosa e salutare, come ci spiega la nutrizionista: “l’aspetto importante per realizzare una merenda sana è l’equilibrio dei nutrienti, regola che non deve valere solo per i pasti principali, ma anche per spuntini e merende. Ecco allora che, in alternanza (ma anche in associazione naturalmente) alla frutta fresca, si può utilizzare frutta secca, quali mandorle, noci o nocciole, che apportano grassi buoni (monoinsaturi) e risultano molto sazianti, da abbinare magari ad un pacchetto di crackers integrali senza sale, oppure delle barrette ai cereali integrali con frutta secca, facendo in questo caso attenzione che non contengano troppi zuccheri (leggere sempre le etichette).

Non solo dolce a merenda

Qualche volta può essere utilizzato anche il cioccolato, ma fondente, e contenente nocciole. Non bisogna poi pensare solo ad una merenda dolce, ma anche salata. “Un piccolo tramezzino di pane integrale con insalata o pomodori e un po’ di formaggio fresco o affettato magro, come la bresaola, costituisce un’ottima merenda, molto ricca dal punto di vista nutrizionale, in quanto, oltre a contenere carboidrati e proteine, possiede addirittura le verdure”. Da non confondere assolutamente col classico panino e affettato, quindi pane bianco raffinato farcito spesso con affettati grassi, e spesso di grandi dimensioni, che al contrario apporta grassi e zuccheri raffinati in grandi quantità. Proprio per questo, specifica la nutrizionista “è bene preparare il tramezzino a casa ed evitare quelli confezionati o già pronti, spesso ricchi di grassi aggiunti”.
In conclusione la nostra intervistata sostiene che “la cosa migliore è assolutamente inserire la frutta come merenda nelle scuole, ma alternandola con altri alimenti sani, così da evitare la monotonia del pasto e,  soprattutto, per evitare che il bambino associ la merenda ad un momento non gradito dal punto di vista alimentare, che potrebbe portarlo gradualmente non solo a rifiutare la frutta stessa, ma anche a saltare proprio la merenda”.

A proposito di frutta al posto delle merendine e di come rendere gli alimenti graditi ai più piccoli, vi consigliamo di leggere l’articolo con i migliori blog di ricette per bambini, oppure date un’occhiata all’articolo in cui vi sveliamo come fare un minestrone per bambini. E voi cosa ne pensate? Qual è il giusto equilibrio tra gusto e salute, quando parliamo di alimentazione dei minori?

 

Elena Rizzo Nervo

Elena è nata a Bologna, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, nutrizione e tendenze alimentari. Il suo piatto preferito é il Gateau di Patate, "perché unisce gusto e semplicità e conquista tutti". Per lei in cucina non può mancare una bottiglia di vino, "perché se c'è il vino c'è anche la buona compagnia".

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