Una fattoria sociale aperta a tutti nell’ex Ospedale psichiatrico di Aversa: ecco Fuori di Zucca

Angela Caporale
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    Dalla necessità di costruire un’alternativa e restituire alle persone non soltanto uno spazio dismesso, ma anche il senso di comunità. Nasce così, nel 2005, Fuori di Zucca, fattoria sociale di oltre 700.000 metri quadrati di estensione ad Aversa, in provincia di Caserta. Uno spazio dove l’agricoltura è collante e occasione di crescita per la cittadinanza e rappresenta un modello concreto di inclusione. Per conoscere meglio questa realtà abbiamo intervistato uno dei responsabili della cooperativa sociale “Un fiore per la Vita”, che gestisce da sempre la fattoria, Giuliano Ciano.

    “Fuori di Zucca”, molto più di una fattoria sociale

    Ci troviamo ad Aversa, città campana con più di 50.000 abitanti a circa 30 km da Caserta. Ed è qui che, nel 2005, uno spazio urbano abbandonato ha mosso i primi passi di una nuova vita: si tratta dell’intera area dell’ex Ospedale psichiatrico Civile della città, 700.000 metri quadri trasformati in una fattoria sociale con l’obiettivo di rilanciare la terra partendo proprio dall’agricoltura e agendo a favore dell’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate.

    Ciano ci racconta Fuori di Zucca come un progetto culturale, economico e sociale di rigenerazione degli spazi e della comunità. “L’ex manicomio era identificato come il luogo del disagio della malattia e della reclusione, abbiamo voluto trasformarlo in un’azienda agricola multifunzionale aperta a tutti.”

    fattoria didattica

    © Fuori di Zucca

    Fuori di Zucca, infatti, è sì uno spazio agricolo di 19 ettari coltivato secondo le regole dell’agricoltura biologica, ma è anche un agriturismo. Al suo interno esiste una bottega dove è possibile acquistare i prodotti realizzati nella fattoria, uno spazio didattico, un’area dedicata agli orti sociali, gestiti dai cittadini, e addirittura una campo da calcio dove bambini e bambine di Aversa possono trovarsi. “Abbiamo voluto creare una sorta di sistema di welfare territoriale dal basso dove le persone lavorano, possono trovare nuove opportunità e mettere in campo abilità e competenze”, aggiunge Ciano ponendo l’attenzione sulle difficoltà del territorio dove nasce Fuori di Zucca.

    La casa della Nuova Cooperazione Organizzata per costruire la comunità delle persone

    fuori di zucca

    © Fuori di Zucca

    Non è un caso la forte vocazione sociale e culturale di Fuori di Zucca e il profondo legame con Aversa e tutto il casertano. “Negli anni, questa terra ha subito molti traumi legati al fenomeno camorristico e, per questo, già nel 2000 (quando è stato avviato il primo progetto di inserimento lavorativo finanziato dalla Regione Campania e gestito dalla Cooperativa sociale Il Millepiedi, poi confluita nella gestione di Fuori di Zucca, ndr) abbiamo iniziato a sviluppare progetti capaci di incidere culturalmente sul territorio.” Ciano aggiunge che “bisognava ricostruire il senso comune e il valore del ‘noi’ contrapposto all’io. Le persone tendevano a chiudersi per proteggere sé stesse, così noi ci siamo messi in gioco creando una rete di cooperative che abbiamo voluto chiamare Nuova Cooperazione Organizzata per dire ad alta voce che le persone per bene potevano unirsi e creare una filiera di agricoltura e comunità proprio qui.”

    Una scelta di campo che ha portato naturalmente all’agricoltura biologica, metafora di un rapporto con la natura e con le persone di rispetto, autenticità e legalità. E si sviluppa anche nell’idea di contrapporre l’economia sociale all’economia criminale, dimostrando che funziona. Ciano ci racconta che “in napoletano ‘fare un patto’ significa fregare qualcuno, per questo abbiamo voluto promuovere l’iniziativa ‘Facciamo un patto alla Camorra’ che consiste in un pacco che include i nostri prodotti agroalimentari che racconta storie di persone che ce l’hanno fatta.”

    Un luogo di integrazione per tutti e tutte

    La fattoria sociale Fuori di Zucca è un luogo per natura aperto a tutti e tutte. Tra le persone che ci lavorano c’è chi ha avuto in passato problemi di tossicodipendenza, persone con disabilità, bambini e ragazzi con autismo, e anche chi in passato è stato coinvolto nella malavita. “La nostra filosofia prevede” spiega Ciano, “di mescolare le carte e le persone per permettere loro di confrontarsi con realtà differenti e costruire così un’integrazione reale. Siamo convinti che questo sia e debba essere un luogo dove ricostruire le relazioni e un’alternativa di vita.”

    fuori di zucca

    © Fuori di Zucca

    Da qui la molteplicità di iniziative e progetti che trovano spazio nell’ex ospedale psichiatrico, l’ultimo dei quali è la “Fattoria della Salute”. Si tratta di un’iniziativa nata durante il lockdown per permettere ai bambini con autismo di uscire all’aria aperta, partecipare a laboratori didattici e conservare l’opportunità di costruire relazioni. “Sentivamo la responsabilità nei confronti di queste famiglie e abbiamo voluto far proseguire il progetto e, anzi, mettere in contatto i ragazzi con i cittadini che curano gli orti sociali costruendo nuovi legami e collaborazioni.”

    Verso una rete dell’agricoltura sociale

    Il modello di inclusione e agricoltura sociale di Fuori di Zucca fa scuola e, oggi, sono diverse le realtà partner in altre Regioni, a partire da Puglia e Calabria dove sono nate altre imprese simili. L’obiettivo per il futuro è costruire una rete per organizzare un unico paniere di prodotti  a livello nazionale e internazionale affinché sia più semplice arrivare al consumatore e migliorare, quindi, la sostenibilità delle fattorie.

    Oggi i prodotti freschi e trasformati di Fuori di Zucca si possono acquistare nella bottega di Aversa, ma presto sarà online anche un e-commerce dedicato proprio per raggiungere un pubblico più ampio e far conoscere le storie delle persone della fattoria. Si chiamerà “Socialmente bio” e proporrà sott’oli, sughi, confetture e altri trasformati biologici.

    Nel frattempo continueranno e cresceranno anche le attività in fattoria perché, come chiosa Ciano, “una volta riconosciuto il potere della natura e dello stare bene in campagna, non smettiamo di utilizzarlo come leva per stare insieme e coinvolgere tutte le persone che ne hanno bisogno.”

    Conoscevate la fattoria sociale Fuori di Zucca?

    Passaporto friulano e cuore bolognese, Angela vive a Udine dove lavora come giornalista freelance. Per Il Giornale del Cibo scrive di attualità, sociale e food innovation. Il suo piatto preferito sono i tortelloni burro, salvia e una sana spolverata di parmigiano: comfort food per eccellenza, ha imparato a fare la sfoglia per poterli mangiare e condividere ogni volta che ne sente il bisogno.

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