Elba – stagionalita’, territorialita’ e semplicita’!

Redazione

I consigli gastronomici di Martino sulla prima tappa del viaggio estivo di AdriaticaTra un mese Adriatica, la barca di Velisti per Caso, partirà per il suo giro sulla rotta dei Popoli del Mare nel Tirreno. A bordo assieme a Patrizio e Syusy le 16 “star” selezionate dal concorso Star Q8: se vuoi provare a essere una di loro hai ancora qualche giorno di tempo per fare un appello-video e caricarlo sul sito del Concorso!Come anticipato, Il Giornale del Cibo seguirà da vicino questo viaggio dando spunti enogastronomici per pregustare i sapori di ogni tappa. La prima ci porta all’Isola d’Elba, Capraia, Populonia Baratti e Piombino. Martino, nostro interprete del gusto, ci racconta la cucina di questa zona. Leggi quali ricette e prodotti vale la pena assaggiare e prendi spunto per buone idee di shopping-gastronomico!La RedazioneLa cucina dell’Elba: stagionalità, territorialità e semplicità!di Martino Ragusa.All’Elba la fertilità della terra, il mare pescoso e un’agricoltura florida hanno incoraggiato gli isolani a perseguire una sorta di autonomia gastronomica, con piatti soprattutto semplici e freschi perché fatti con quello che l’isola fornisce giorno dopo giorno. Stagionalità, territorialità, semplicità: sono questi i tre pilastri della gastronomia di quest’isola “verde”, cioè provvista di sorgenti di acqua dolce, e quindi capace di offrire oltre al pescato anche ottimi prodotti agricoli, resi ancora più gustosi e pregiati dall’influenza temperante del clima marino.All’Elba mare e terra convivono in armonia dando ciascuno il meglio sé, e sarebbe veramente poco saggio il visitatore che rinunciasse alle specialità di terra solo perché è arrivato con l’idea di una vacanza al mare.Bene dunque il cacciucco, più delicato del livornese, ma è ottimo anche il gurguglione, una zuppa estiva fatta con peperoni, melanzane, pomodori, cipolle, basilico e pane casereccio.Chiedete il riso con il nero di seppia, ma anche la zuppa di fagioli, qui veramente speciale perché fatta con i fagioli dall’occhio (quelli autoctoni italiani, precedenti all’avvento dei fagioli americani) coltivati della piana di Campo.Tornando ai sapori marini, gli elbani sono veri maestri nella cottura del polpo ed è tassativo gustarlo semplicemente bollito e “alla forchetta”, cioè senza nessuna aggiunta oltre la forchetta necessaria per infilzarne i tocchi, ma io ve lo consiglio anche “alla cacciatora”, una versione di ispirazione campagnola (come suggerisce il nome) con pomodoro, vino e peperoncino.A questo proposito, una classica specialità di confine tra mare e terra è il baccalà, un pesce a lunga conservazione e perciò disponibile ovunque e con qualsiasi tempo. Viene preparato in vari modi, ma il posto d’onore spetta alla sburrita, una zuppa arricchita di pane e aromatizzata con aglio, nepitella e timo. Assieme allo stoccafisso alla riese (con pomodoro, basilico, capperi, olive e pinoli) era il pasto dei lavoratori delle miniere di ferro nel territorio di Rio nell’Elba.Quanto ai vini, mi basta ricordare nomi come Aleatico, Elba Bianco e Ansonica per dirvi senza tante chiacchiere che qui si beve proprio bene. Ringraziamo l’autore Mjobling e Wikipedia Commons, per le foto di veduta aerea dell’isola.

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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