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Brodetto alla vastese: la storia del piatto e dove mangiarlo

Giovanni Angelucci
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    Lu vrudatte”, così come è chiamato e conosciuto in Abruzzo, rappresenta un viaggio all’interno di sapori e profumi locali, un’esplorazione che ripercorre le abitudini e i cicli della terra. 

    Secondo alcun, il periodo invernale è il più indicato per concedersi un brodetto di pesce, a detta di altri, invece, durante l’estate il mare offre varietà ittiche migliori. Ma sono pareri diversi. Diversi almeno quanto le tipologie di brodetto sparse su tutta la nostra splendida penisola. Esistono tanti brodetti quanti sono i porti della costa, ogni ricetta ha caratteri peculiari, dati dalla varietà della materia prima, dai tempi e dai modi di cottura. 

    Senza dubbio, il brodetto abruzzese che maggiormente rappresenta l’identità della regione è quello vastese. Ma dove mangiare il brodetto a Vasto? Scopriamolo insieme in questo articolo. 

    Il brodetto di Italo Ferri 

    lo scudo vasto

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    Tanto per cominciare, da Italo Ferri non sbaglierete e proprio lui ci ha raccontato la sua storia: piatto povero della tradizione marinara in perfetto equilibrio tra prodotti del mare e quelli delle zone pedemontane. Sembra che il brodetto sia frutto dell’incontro tra due comunità: i pescatori e gli ortolani. Al termine della giornata lavorativa ai marinai veniva consegnata una porzione di pesce “povero”, di piccolo taglio e meno richiesta dal mercato, chiamata “scaffatte”. Dal mare le strade che portavano fino al promontorio di Vasto, passavano attraverso i campi; lungo il percorso i marinai scambiavano parte del pesce fresco con pomodori e peperoni degli ortolani. Da qui il baratto: il pescato con i prodotti dell’orto, mare e collina, genesi di un semplice ma prezioso piatto.

    Affacciato sulla costa marina di Vasto, gestisce il ristorante Da Ferri, diventato icona identitaria del brodetto vastese di oggi. Italo e sua moglie Patrizia (e ora anche il figlio Nicola) vi delizieranno con la loro ricetta “regina”, ma anche con tante altre preparazioni come fave e seppie, parmigiana di pesce, scapece di cefali e paccheri all’astice. Ma concentriamoci su “Lu vrudatte”, presentato nel tegame di terracotta, contenitore che lo chef Ferri racconta di aver ereditato dal nonno insieme alle abilità necessarie nell’uso della “tijelle di coccio.

    Brodetto abruzzese:ricette e curiosità

    Inizialmente “lu vrudatte” era prettamente bianco, con poco pomodoro e sempre fresco. Oggi sono molte le località marine che hanno una propria variante, e nonostante la semplicità del piatto, svariate sono le dispute riguardo gli ingredienti da utilizzare, le quantità e le modalità di preparazione. Per capirci: peperone secco tritato a Pescara, pepe rosso trito a San Vito, soffritto di cipolla e peperone a Giulianova, ognuno ha la sua ricetta. 

    Un punto fermo, però, esiste. Il brodetto vastese nega il soffritto e Italo Ferri precisa: “solo peperone, preferibilmente verde, aglio, olio, pomodoro mezzo tempo o occhio di bue. Tredici sono le varietà di pesce impiegate, a seconda del periodo dell’anno, tutte di taglia media utilizzate intere: lucerna, tracina, scorfano, razza e palombo (utilizzati a tranci), triglia, merluzzo, calamari, seppie, scampi, pannocchie”. 

    Dove mangiare il brodetto a Vasto: 5 locali da provare

    Hostaria del Pavone 

    Piatti creativi in un menù che però mantiene salda la tradizione della cucina della zona. Nicolino Di Renzo è lo chef e proprietario che vi offrirà la sua tipica cucina marinara direttamente dal mare che bagna Vasto. Partite con i crudi di mare, le paste con i freschi frutti di mare, la delicata frittura di calamaretti e, naturalmente, l’immancabile brodetto alla vastese che appare in carta come “il coccio, sua maestà il brodetto alla vastese”. Starete bene e sarete coccolati. 

    Trabocco Cungarelle

    trabocco prospettiva

    Un ristorante ospitato in un meraviglioso e antico trabocco del 1938, parte integrante della storia dell’Adriatico. Un tempo serviva per la pesca dalla riva e oggi per raccontare la tradizione abruzzese, a tavola (dal 2006). Accomodatevi in acqua (siete praticamente su una palafitta) e godetevi il paesaggio e la brezza marina gustando il buon brodetto ma non prima di aver assaggiato la zuppa di ceci con gamberi, la frittura mista di paranza, i tortini di pesce e gli spaghetti alla chitarra con frutti di mare. 

    Lo scudo

    In questo ristorante, tra gli indirizzi più conosciuti in città, il menù è ampio ma il brodetto alla vastese è tenuto sul piedistallo. Vengono usati i pomodorini delle “appesarelle” raccolti nell’orto della fattoria di proprietà da cui provengono anche le olive, l’olio e le verdure. “La ricetta del brodetto è molto semplice, ma esige piccolissimi accorgimenti” raccontano dalla cucina “il brodetto è un piatto delicatissimo caratterizzato da un giusto equilibrio tra olio e acqua ed è da evitare il pesce azzurro, che potrebbe caratterizzarne troppo il sapore”. Ma provate anche la scapece, altra specialità di Vasto, riconducibile ai marinai di un tempo che conservavano il pesce sottaceto. ancora oggi la tecnica è mantenuta. 

    Castello Aragona

    castello

    Un posto mozzafiato, la terrazza vista mare di un antico castello. Se poi la cucina è anche di livello allora cosa desiderate di più?

    Tra tutte le prelibatezze della valida proposta gastronomica il principe rimane lui, il brodetto di pesce alla vastese, qui preparato a regola d’arte.

    Il menù è completamente a base di pesce, dagli antipasti misti esaltati con i crudi ai primi piatti tra cui tortelloni all’ortica in crema di scampi e tartufo, sagnette con pelosi (granchi), cavatelli con pescatrice e tagliolini ai frutti di mare. Concedetevi anche la pescatrice al forno con patate

    “Zi’ Nicola”

    Non c’è niente di meglio che mangiare il pesce con i piedi quasi in acqua. Qui è possibile perché siete quasi tra gli scogli e il mare lo vedrete, lo sentirete e lo annuserete. Insomma vivrete la cultura ittica nella sua totalità accomodandovi ad uno dei tavoli di Zi’ Nicola. Il brodetto viene ben realizzato con i pesci che quotidianamente vengono portati a riva dai pescatori. Da più di vent’anni qui si mangia il pesce nella sua più genuina semplicità, dalle trofie alla razza agli spaghetti alle vongole, dall’arrosto di gamberi alle saporite grigliate.

     

    E voi dove andate a mangiarlo il brodetto alla vastese?

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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