cucina siciliana vegana

3 grandi piatti della cucina siciliana in chiave vegan

Carmela Kia Giambrone

La cucina regionale del nostro paese ci regala una grandiosa varietà, modificandosi a seconda tanto delle stagioni quanto della cultura legata a doppio filo con il territorio.
Chi ha scelto di seguire lo stile di vita vegan, può rapidamente rendersi conto di quanto sia semplice scovare praticamente in qualunque cucina tipica italiana, piatti vegani senza alcuna fatica, oppure rendere vegan-friendly piatti che non pur non nascendo come tali, lo diventano come per magia e senza alcuna eccessiva restrizione.
Oggi, forte della mia tradizione di famiglia, mi divertirò con la cucina siciliana vegana. Una sfida certo, ma anche un modo perfetto per ripensare alle lunghe tavolate domenicali passate in famiglia, arricchite da piatti che prima ancora del cibo, portavano in tavola momenti di gioia e festa da trascorrere tutti assieme tra chiacchiere, giochi e risate.

Piatti nati vegan

Moltissimi piatti siciliani sono vegani già dalla loro prima creazione, cibo povero, di strada e semplice. Qualche esempio? Le panelle, sottili dischi di farina di ceci fritte che diventano una  farcitura perfetta per i panini con il sesamo, oppure l’insalata di finocchi e arance fresca e velocissima, lo sfinciuni, una pizza alta con pomodoro, cipolla e tanto origano, la caponata, olive, melanzane e pomodoro in agrodolce da gustare con abbondante pane casereccio.
Ma ancora, ricordo benissimo la pasta con i tennerumi, porzioni dei germogli e delle foglie nuove della pianta di zucchina lunga detta “serpente” ed in generale tutte le paste che univano verdure e legumi.

Le olive schiacciate, una ricetta semplice in cui le olive vengono  messe sotto sale con pazienza e si trasformano,  da amare, dure ed immangiabili,, in qualcosa che non smetteresti mai di assaggiare. , Infine, i carduna in pastella, ossia i cardi selvatici dal vago sentore di carciofi e perfetti se fritti dopo essere stati passati in una pastella di acqua e farina di grano tenero.
Questa lista non è certo esaustiva ma, andando a memoria, è ciò che amo maggiormente della parte vegetale della cucina siciliana, ovvero la cucina siciliana vegana.

Esistono, poi gustose ricette della cucina siciliana, che ho scelto di rendere vegane senza alterarne minimamente la loro goduriosità. Vediamole insieme!

Cucina siciliana vegana: 3 ricette rivisitate

Arancine

arancini vegani

Innanzitutto le arancine di riso, cibo cardine dello street food della Ttrinacria che qui saranno declinate in versione totalmente vegetale.

Ingredienti

  • Riso arborio 500 g
  • Pane grattugiato qb
  • Farina di ceci 6 cucchiai
  • Mozzarella di riso 1 confezione
  • Olio extravergine per friggere qb
  • Spinaci cotte a vapore 300 g
  • Burro di soia qb
  • Sale e pepe qb

Procedimento

  1. Cuocete il riso in abbondante acqua facendolo scuocere e poi fatelo intiepidire
  2. Passate velocemente gli spinaci cotti a vapore in una padella con un poco di burro di soia, sale e pepe
  3. Tagliate a dadini la mozzarella di riso
  4. Preparate una pastella con acqua, farina di ceci, sale e pepe sufficientemente liquida da poterla utilizzare come pastella e ponetela in un piatto fondo
  5. Preparate con il riso delle palline compattando i chicchi tra loro con le mani quindi formate un buco centrale e riempitelo con un poco di spinaci e di mozzarella poi chiudete il buco con il riso bianco.
  6. Ponete una capiente pentola sul fuoco con abbondante olio extravergine
  7. Ora passate la pallina di riso nella pastella e subito nel pane grattugiato e quindi friggete in abbondante olio ben caldo ad immersione una per volta.

Ecco pronte le vostre arancine vegane in versione “al burro”.

Pane cunzatu

pane siciliano

Il pani cunzatu, ossia qui pane condito con pomodori, olive, olio extravergine, origano e formaggio duro vegan No-Muh, uno tra i “formaggi vegani” (anche se sappiamo che una sentenza europea impedisce di chiamarli così).

Ingredienti

  • Pane casereccio 1 pagnotta
  • Pomodori 4
  • Origano qb
  • Sale e pepe qb
  • Formaggio duro vegan No-Muh 4 fette
  • alghe nori 2 fogli
  • Olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. Tagliate la pagnotta a metà e poi ancora a metà
  2. Tagliate i pomodori a fettine sottili togliendo i semi quindi conditeli con sale, pepe, origano
  3. A parte tostate due fogli di alga nori utilizzando una padella antiaderente quindi polverizzate i due fogli aiutandovi con un tritatutto quindi poi aggiungete dell’olio extravergine a filo sino a rendere il composto cremoso
  4. Tagliate il “formaggio” a fettine sottili
  5. Ora provvedete a comporre il vostro pane cunzatu unendo il tutto all’interno delle due metà della pagnotta
  6. Finite con un filo di olio extravergine.

Biancomangiare

bianco mangiare

Ecco infine il dolce, conosciuto in tutto il mondo, secondo solo ai cannoli ed egualmente apprezzato anche nella sua versione totalmente vegetale: il biancomangiare vegan.

Ingredienti

  • Gelatina di Agar agar qb
  • Mandorle tostate 2 cucchiai
  • Zucchero 1 cucchiaio
  • Latte di mandorla naturale 2 bicchieri
  • Panna montata vegan 6 cucchiai

Procedimento

  1. Fate scaldare senza far giungere a bollore il latte di mandorla quindi aggiungete lo zucchero
  2. Ora unite la polvere di agar-agar seguendo le dosi indicate sulla vostra confezione, mescolate bene con una frusta quindi fate intiepidire: questo permetterà di gelificare il composto
  3. Incorporate la panna montata e delicatamente ponete il composto in alcuni stampini di budino
  4. Poneteli in frigo per una notte intera
  5. Passata la notte sformate i vostri dolci e serviteli accompagnati con un trito di mandorle tostate

Ecco quindi che per concludere il nostro excursus nella cucina siciliana tradizionale divenuta cucina siciliana vegana possiamo accompagnare la nostra esperienza assaporando il re dei dolci siculi: il cannolo siciliano, anche questo naturalmente, come piace a noi, in versione vegana.

Carmela Kia Giambrone

Carmela è nata a Bergamo e vive poco lontano da Milano. È una giornalista e si occupa da molti anni di alimentazione naturale, autoproduzione, ambiente e sostenibilità, tematiche che tratta anche nel suo blog equoecoevegan.it. "Adoro l’hummus di ceci e le patate, sotto ogni forma possibile", dichiara, mentre gli elementi che non devono assolutamente mancare in cucina per lei sono il coraggio ed un buon frullatore ad immersione, "perché l’improvvisazione necessita certo di idee ma soprattutto di strumenti pratici da utilizzare".

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