Crudité

Crudité: come scegliere il pesce da mangiare crudo

Francesca Bono

Con l’arrivo del calore estivo sale la voglia di cibi freschi e in un Paese circondato dal mare, come il nostro, le voglie non vengono solo di gelato e frutta, ma anche di carpacci, tartare e crudité di pesce.

Oltre la sushi-mania, in Italia il crudo di pesce è proprio una tendenza, tanto da aver fatto aprire negli ultimi anni fish bar in tutto lo stivale e da far diventare le pescherie locali d’aperitivo. Dai molluschi ai crostacei, dai filetti alle tartare, tutto accompagnato da ottimo vino.

Crudo di pesce

Pesce crudo per mantenere tutte le proprietà nutritive

Che si tratti ancora una volta di ritorno alle origini? Voglia di cibo ancestrale? Esistono filosofie alimentari, quali il crudismo, che scelgono un’alimentazione cruda e naturale, per mantenere al massimo le proprietà nutritive del cibo.

Che si tratti di ritorno ad un’alimentazione naturale o meno, effettivamente il crudo consente di mantenere inalterato tutto il contenuto di Omega-3 e conserva meglio le qualità nutritive, permette di mangiare bene senza appesantirsi, essendo ricco di vitamine termolabili, quindi più facilmente digeribili.
Allora, ricordando tutti i consigli di sicurezza alimentare, saziamoci di crudo di pesce. Che aperifish sia!

Pesce crudo

 

Pesci, molluschi e crostacei per le crudité

Come già abbiamo scritto, la scelta del pesce da utilizzare è fondamentale non solo per la riuscita della ricetta, ma per la preservazione dell’ambiente marino. Dobbiamo essere sicuri che il pesce in vendita sia veramente fresco e che non appartenga a qualche specie protetta.

Le proposte di crudo nei fish bar e ristoranti sono principalmente a base di tonno, salmone o pesce spada. Sarebbe invece consigliabile preparare o ordinare crudo di pesci meno richiesti ma più sostenibili, come tombarello, palamita, ricciola, orata, acciughe, cernia, spigola o dentice e ancora cape sante e seppia come molluschi e gamberi e scampi come crostacei.

 

Crudo di pesce: la sapienza sta nell’abbinamento

La preparazione del crudo di pesce non richiede particolare sapienza, come invece accade per il sushi. Crostacei e molluschi possono essere serviti tal quali, mentre per la tartare i tranci possono essere tritati grossolanamente con un coltello.

Tartare di tonno

La differenza sta negli abbinamenti con spezie, semi, erbe selvatiche e verdure a guarnizione che saprete creare. Sapevate che la ricciola si sposa molto bene con agrumi, menta, cerfoglio, aneto e, perchè no, frutta secca? La palamita invece si può preparare con miele di acacia o semi di sesamo e il tombarello con cedro, mandorle e timo.

Siete amanti della crudité e vi piace anche preparalo? Stupiteci con i vostri plateaux de crudités! Quali inediti abbinamenti avete già provato?

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

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