Cosa vedere a Expo 2015

Expo in 3 giorni: ecco la Guida

Susanna Levorato

Molti visitatori quando arrivano ad Expo sperimentanla spiacevole sensazione dello smarrimento: il sito espositivo è molto grande, articolato e numerosissime sono le attrazioni interessanti da vedere. Se quindi vi state chiedendo cosa vedere a Expo 2015, abbiamo preparato una guida per visitare Expo in tre giornifiglia delle altre due: Expo in un giorno e Expo in due giorni.

 

Visita ad Expo: come prepararsi

Innanzitutto, la giornata ad Expo sarà molto divertente ma anche stancante: si cammina molto e a volte le code per entrare nei padiglioni sono lunghe. La regola numero uno è: scarpe comode. La seconda regola è: vestitevi a cipolla. Soprattutto in estate fa molto caldo, ma all’interno della maggior parte dei Padiglioni c’è l’aria condizionata. Se decidete di trascorrere anche la serata ad Expo, decisione che consiglio fortemente se non altro per ammirare i giochi di acqua e luci dell’Albero della Vita, munitevi di Autan per combattere le zanzare. Diversamente da quello che ci si potrebbe aspettare, i rifornimenti di acqua non sono un problema: troverete praticamente ovunque delle stazioni che gratuitamente vi permetteranno di riempire la bottiglietta d’acqua.

 

Arrivo ad Expo

Sia che arriviate con la metro o con il treno il consiglio è di seguire le indicazioni per Uscita Triulza Ovest. La biglietteria apre alle 9.30, mentre il sito espositivo alle 10. Per evitare di rimanere troppo tempo in coda e di perdere tempo prezioso che andrebbe dedicato alla visita, il consiglio è di arrivare ad Expo il prima possibile.

 

Dentro Expo

Le aree di sosta sono numerose e ci sono anche diverse panchine lungo il Decumano, ma se siete proprio stanchissimi e non ce la fate più a camminare potrete servirvi delle comode navette che ogni cinque minuti vi condurranno da una parte all’altra di Expo. Se siete leggermente telefono-dipendenti –nessuna critica, lo siamo tutti! – e non avete il caricabatteria portatile, non disperate! Nei locali di Cir Food troverete delle colonnine, provviste di cavetti, per ricaricare tablet, smartphone, ecc…
Inoltre, tutta l’area espositiva offre un servizio wi-fi gratuito, grazie al quale potrete aggiornare lo status di facebook e twittare senza dover usare la vostra connessione.

Le ultime indicazioni riguardano i servizi igienici: Presso le “stecche” troverete diversi servizi come bar, posti di polizia, parafarmacie e servizi igienici. E per le mamme e i papà..: nessun problema per il “cambio-pannolino”. Vicino a tutti i bagni sono disponibili delle aree sono provviste di  fasciatoio.

 

Cosa vedere a Expo 2015 in tre giorni

 

Un viaggio nella memoria al Padiglione Zero

 

Padiglione Zero

 

Lo scopo del Padiglione è raccontare il percorso dell’uomo da quando ha fatto la sua comparsa sulla terra ad oggi, percorrendo le fasi di evoluzione del rapporto dell’uomo con la natura. Curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi, la sobria struttura architettonica del Padiglione riproduce il suolo terrestre, con montagne, colline e una grande valle centrale.

 

Padiglione-Zero-interno

 

Entrando nel Padiglione Zero, il visitatore verrà guidato attraverso un percorso emozionale della storia dell’uomo sulla terra: dall’adattamento dell’uomo alla natura, alla sua addomesticazione, all’invenzione degli strumenti necessari per la coltivazione e l’allevamento, allo sviluppo delle tecnologie moderne dell’alimentazione, fino ai paradossi contemporanei: primo fra tutti, la sovrabbondanza di cibo che provoca nei paesi ricchi lo spreco dello stesso, a cui si contrappone la carenza di cibo e la malnutrizione nei paesi poveri. Il visitatore si troverà quindi guidato attraverso diverse aree tematiche che lo accompagneranno alla scoperta del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

 

Kazakistan: lo stretto rapporto fra l’uomo e la natura

 

Padiglione Kazakistan

 

Il tema della partecipazione di questo paese quasi sconosciuto è La terra delle opportunità, probabilmente in virtù del grande sviluppo economico che il paese sta vivendo in questi ultimi anni.
La popolazione Kazaka, tradizionalmente nomadica, ha sviluppato una forte comprensione dell’ambiente e la coscienza e consapevolezza della necessità di un uso razionale del suolo e delle risorse naturali. Infatti, il Padiglione kazako mira a sensibilizzare il visitatore sul tema della tutela delle risorse agricole e naturali, sulla cultura e l’idea dello sviluppo sostenibile.

Il Padiglione si compone di tre sale: nella prima, immagini realizzate con sabbia colorata raccontano la storia del Paese; la seconda sala invece si articola in un percorso in cinque tappe: la scienza agronomica kazaka, le risorse naturali, l’uso dell’acqua, le nuove tecniche agricole sostenibili e l’acquacultura. Quest’ultima area tematica è valorizzata anche da un acquario con storioni del Caspio, da cui si ottiene il famoso caviale. Inoltre sarà possibile assaggiare il latte di giumenta fermentato e annusare il profumo di tulipani selvatici. Conclude l’esposizione una divertente sala 3D, nella quale il visitatore siederà su poltroncine dinamiche che rispondono alle sollecitazioni del filmato.

 

 

Austria: il padiglione che respira

 

Padiglione Austria nebulizzatori

La protagonista indiscussa di quest’area espositiva è l’aria, il mezzo primario di sostentamento. Infatti, la struttura di breathe.austria, progettata dal team Terrain, composto dall’architetto paesaggista Klaus K. Loenhart, dal Politecnico di Graz e dall’Università di Scienze Agrarie di Vienna, si configura come una tipica foresta alpina, dove pochissimo spazio è stato lasciato agli elementi tecnologici e multimediali. Il visitatore verrà accolto all’ingresso da grandi alberi, per poi entrare in una struttura lineare e percorrere un autentico bosco, dotato di un proprio “microclima”, all’interno del Padiglione. Il sito espositivo è pensato per far vivere al visitatore un’esperienza emozionale che lascia spazio a diverse sensazioni: dapprima vi sorprende, dopo vi affascina, per poi rendervi gradualmente consapevoli e, infine, partecipi.

Appena entrati all’interno del “Padiglione che respira”, vi sembrerà di prendere parte ad un’escursione e vi sentirete trasportati in un mondo assolutamente distante da quello che avete lasciato al Decumano. Vi ritroverete all’improvviso all’interno di un bosco: gli austriaci non hanno riprodotto solo l’ambiente vegetativo del proprio territorio ma anche il clima umido, grazie alla presenza di nebulizzatori sparsi lungo il percorso. Questa suggestiva ambientazione assume un forte significato simbolico: l’aria è una delle fonti energetiche primarie per l’uomo e nutre anche il Pianeta e il territorio austriaco, occupato per il 47% da foreste. Inoltre, la vegetazione del micro-ambiente produce infatti 62,5 kg di ossigeno nuovo all’ora, sufficiente a coprire il fabbisogno di 1800 persone.

 

 

Padiglione del Giappone

 

Padiglione Giappone

 

Una elegante e minimale struttura in legno accoglie i visitatori che inizieranno un percorso che intreccia tecnologia, tradizione e natura. Una volta entrati, sarete piacevolmente coinvolti da diverse esposizioni d’arte e design, proiezioni e ologrammi. Le zone più suggestive del Padiglione giapponese sono Armonia e il Ristorante del Futuro.

La prima area vi permetterà di vivere un’esperienza sensoriale unica: passerete attraverso una selezione di immagini legate ai cambiamenti delle stagioni, al lavoro nei campi e alle immagini di antichi guerrieri. Il “Ristorante del Futuro” è invece un’area totalmente interattiva nella quale apprenderete la cultura e i riti dello “stare a tavola” giapponese.

Per una completa full immersion nella cultura gastronomica giapponese, non potrete non provare qualche delizioso piatto al Fast Food giapponese. Se l’aspetto invitante di queste pietanze non vi basta, saranno i loro prezzi sostenibili a convincervi: dai 9 ai 12  euro per i piatti a base di curry, 20 euro per quelli a base di pesce, come tempura o tonno marinato; dai 35 ai 40 euro per la famosa carne di manzo Wagyu. Per chi volesse invece concedersi un pasto di lusso, e per chi volesse vantarsi di aver mangiato in uno dei ristoranti più famosi del Giappone, che vanta una storia di 300 anni, consigliamo una sosta al Minokichi. Il menu è insuperabile ma alla portata di pochi intenditori: il prezzo varia dagli 80 ai 220 euro a persona.

 

EAU: l’oasi interattiva di “Cibo per la Mente”

 

Padiglione EAU esterno

 

La struttura del Padiglione ricorda dune di sabbia del deserto, formate da pareti increspate alte 12 metri la cui disposizione ricorda gli insediamenti storici degli Emirati Arabi Uniti, formati da stratte stradine tortuose poco illuminate. Oltre ad essere affascinante, la struttura è anche ad uso sostenibile: al termine dell’esposizione infatti il Padiglione verrà smontato e ricostruito a Masdar, città a basse produzioni di carbonio e simbolo di sostenibilità degli EAU.

Oltre le dune del deserto, sperimenterete anche un’ “oasi tecnologica” interattiva. Azionando dei piccoli cubi scoprirete come gli EAU hanno pensato di risolvere dei problemi ambientali di interesse mondiale, come la necessità di reperire le risorse idriche e alimentari necessarie per soddisfare i bisogni del pianeta anche in futuro. Lo scopo del Padiglione è infatti quello di condividere con il visitatore queste soluzioni innovative al cambiamento climatico.

 

Padiglione dell’Azerbaijan

 

Una foto pubblicata da Chiara (@machedavvero) in data:

 

Il tema del Padiglione è la biodiversità, rappresentata nelle tre biosfere che compongo l’originalissima struttura esterna. Entrando nel Padiglione, il visitatore verrà coinvolto in un’esperienza sensoriale a 360 gradi: vista, udito, olfatto e tatto sono infatti stimolati contemporaneamente durante il percorso di visita, attraverso le numerose istallazioni. Proiezioni e video interattivi presentano al visitatore la ricchezza di flora e fauna di questo paese, dovuta alle ben 9 aree climatiche in cui si divide.

 

Palazzo Italia: sostenibilità e innovazione

 

Palazzo Italia
La struttura, di circa 13.200 mq sviluppati su 6 livelli, è stata progettata dallo Studio Nemesi sul tema della “foresta urbana”. L’involucro esterno ramificato sembra una “pelle” che richiama i concetti di primitività e innovazione. L’approccio sostenibile e innovativo non si riscontra solo nell’architettura dell’edificio, ma anche nella scelta dei materiali usati: cemento biodinamico per la parte esterna e vetro fotovoltaico per la copertura. La visita, della durata di circa un’ora, si sviluppa sul tema dell’Identità Italiana, declinato attraverso quattro filoni tematici:

  • La Potenza del Saper Fare: 21 personaggi, uno per ogni regione italiana, raccontano le idee innovative che hanno sviluppato per risolvere problemi, concretizzando la loro arte in un progetto d’impresa.
  • La Potenza della Bellezza: immersi nelle sale-specchio sarete coinvolti in un tour virtuale attraverso i paesaggi e gli edifici storici più belli del nostro paese.
  • La Potenza del Limite: in questo spazio viene lanciata una sfida; il limite infatti non viene considerato come ostacolo, ma come incentivo a dare il massimo. Inoltre, dovrete cercare di rispondere ad una domanda: “Come sarebbe il mondo senza l’Italia?”.
  • La Potenza del Futuro: la presentazione di diverse idee innovative, tutte Made in Italy.
    Palazzo Italia Biodiversità

 

La visita termina con la rappresentazione della biodiversità italiana: un giardino in miniatura realizzato con 21 piante, ognuna caratteristica di una regione italiana.

 

Padiglione della Svizzera

 

Visitare Expo


Ce n’è per tutti?
È la scritta provocatoria che appare sulla facciata di una delle 4 torri a tre piani che formano il Padiglione. Ciascuna di queste è riempita con uno degli alimenti che caratterizzano il Paese: mele essiccate, acqua, sale e caffè. È così che la Svizzera vuole far riflettere attorno al quesito più importante legato al tema dell’alimentazione: nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone, resteranno abbastanza risorse per tutti?

Il visitatore verrà coinvolto in modo attivo nel cercare di dare una risposta a questa domanda: sarà infatti libero di prendere la quantità di prodotti che desidera, diventando anche responsabile della futura carenza degli stessi. La responsabilizzazione viene espressa dal fatto che ogni torre, una volta esaurito il prodotto che contiene, non verrà più rifornita.

 

Malaysia: i semi della foresta pluviale

 

Padiglione Malaysia
Il concetto della nutrizione viene affrontato in questo Padiglione attraverso l’approccio culturale, antropologico, ecologico e scientifico. Visitare il Padiglione della Malaysia significa passare attraverso i quattro semi della foresta pluviale, realizzati con un’innovativa tipologia di legno ricavato da materiale sostenibile, il Glulam.

Il primo seme vi presenterà le bellezze del paese attraverso un video interattivo. Il secondo seme vi farà vivere l’esperienza della foresta pluviale, attraverso la riproduzione delle piante caratteristiche del paese, prima fra tutte l’albero della gomma. Il Terzo seme presenta le erbe rare della Malaysia con proprietà medicinali e curative. Il quarto seme illustra le eccellenze in campo musicale, artistico, tecnologico e scientifico del Paese.

Per concludere, non potrete non provare uno dei piatti tipici presenti nella zona ristorante del Padiglione!

 

Padiglione della Corea del Sud

 

Padiglione Corea

 

La struttura architettonica di questo sito espositivo prende spunto dal “Vaso Luna”, una ceramica tradizionale nella quale ancora oggi vengono conservati i cibi fermentati della cucina coreana. Durante la visita, sarete condotti lungo un percorso che lega tradizione, innovazione e natura, punto centrale anche della cucina coreana, espresso con il termine Hansik. Entrando nel padiglione, verrete accolti in uno spazio semibuio ed entrerete in contatto con diverse installazioni interattive che descriveranno, con immagini a forte impatto emotivo, dapprima le abitudini alimentari dell’uomo, per proseguire poi con la scoperta delle diverse malattie causate dall’abuso di cibo, fino al suo esatto contrario: la carenza di alimenti e la malnutrizione.

Infine, il visitatore scoprirà la tecnica coreana per la conservazione del cibo: la fermentazione. A quanto pare, il cibo fermentato, e conservato per anni, ha la peculiarità di essere, oltre che più buono, anche più salutare. Per scoprire se questa affermazione corrisponde a verità, potrete testarlo, assaggiando i piatti tradizionali coreani nel ristorante alla fine del percorso di visita.

 

Padiglione Slow Food: un salto nella sostenibilità

 

Padiglione Slow food

 

Dopo aver percorso tutto il Decumano, l’ultimo Padiglione che si incontra è quello di Slow Food. Il visitatore verrà accolto in un tranquillo giardino alla scoperta della biodiversità per poi entrare in un edificio semiaperto che ricorda una vecchia cascina, oppure una stalla. Questa stanza rettangolare in legno ospita una serie di lunghi tavoli, anch’essi in legno, ognuno dei quali, attraverso immagini, odori, e sensazioni tattili, guida il visitatore attraverso un percorso emozionale alla scoperta del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la vita.

Tre sono le installazioni che più attraggono: quella che fa riflettere di più raggruppa una serie di immagini che rappresentano i Presidi Slow Food, quindi un modo sostenibile di fare agricoltura e allevamento, in contrapposizione e contrasto con un modo malsano di trattare la natura: deforestazione, allevamenti intensivi, sfruttamento. Un altro tavolo invece mira a far scoprire al visitatore la natura in modo giocoso: all’interno di diverse scatole sono stati inseriti dei semi oppure degli odori e il visitatore si divertirà nel tentativo di indovinarli solo con l’ausilio del tatto o dell’odorato.

Infine, interessante, e anche un po angosciante, è da menzionare una grande clessidra in vetro che rappresenta in modo metaforico la velocità con cui spariscono le specie vegetali e animali: 3 ogni ora, 1 specie ogni 20 minuti. Segue quindi l’invito a tutti noi: “senza biodiversità il nostro pianeta non ha futuro, facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi”.
Il visitatore potrà terminare la sua visita sorseggiando dell’ottimo vino e mangiando una selezione di formaggi provenienti da Presidi Slow Food.

 

Padiglioni ma non solo…

 

Padiglione Brasile

 

Per entrare al Padiglione del Brasile ci sono due modi, il più divertente è farlo molleggiando su una grande rete sospesa nel vuoto. Per i bambini sembra di essere al Luna Park, ma vi assicuro che l’esperienza è divertente anche per gli adulti. All’inizio è tutt’altro che semplice rimanere in equilibrio, ma bastano pochi passi per prendere dimestichezza, superare la fase di incertezza e iniziare a giocare.

Se siete stanchi dei Padiglioni e volete stare un po all’aria aperta, godetevi gli spettacoli dell’Albero della Vita, che ogni ora offre emozionanti giochi di luci e acqua. Dulcis in fundo, non potete mancare lo spettacolo “Alla Vita” del fantastico Cirque du Soleil sul palco di Expo dal mercoledì alla domenica fino al mese di agosto.

 

 

I Cluster: Opportunità per i Paesi in via di sviluppo

I nostri consigli su cosa vedere a Expo 2015 non possono escludere i Clusternove aree tematiche che raggruppano quei Paesi in via di sviluppo che si caratterizzano per la produzione di materie prime necessarie per l’alimentazione. I raggruppamenti non avvengono più secondo criteri geografici, come accadeva per le scorse esposizioni universali, ma per filiera produttiva. Ciascun paese all’interno dei Cluster ha uno spazio espositivo individuale dove sviluppa la propria interpretazione del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Tutti i Cluster propongono durante l’arco della giornata numerosi eventi e degustazioni in linea con il tema del Cluster.

 

Cluster del Riso

 

Cluster Riso

Il riso è il più importante cereale coltivato dall’uomo e l’Università degli Studi di Milano Bicocca, content provoder per il Cluster del riso, ha deciso di presentare al visitatore questo alimento attraverso la riproduzione in miniatura di un paesaggio che ricorda una risaia.

I paesi che partecipano con il loro padiglione al Cluster del Riso sono: il Bangladesh, la Cambogia, la Sierra Leone, Myanmar e la Repubblica Democratica Popolare Laos. Il Cluster del riso ospita anche il Padiglione Basmati e una delle 18 installazioni dell’itinerario ONU, che illustra il lavoro delle agenzie del sistema delle Nazioni Unite per sostenere la produzione di riso, come fonte primaria di sostentamento per più di un miliardo di persone.

 

Cluster Cacao e Cioccolato

Il cibo degli Dei è valorizzato all’interno di una struttura che ricorda le piantagioni del cacao. Mentre il cioccolato è conosciuto da tutti, il cacao è un frutto la cui origine e storia è ignota a molti. Per questo motivo, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha realizzato uno storytelling diffuso sul cacao che circonda le pareti esterne dei padiglioni sei paesi protagonisti del Cluster: Cuba, il Camerun, la Costa d’Avorio, il Gabon, il Ghana e l’arcipelago di Sao Tomè e Principe.

 

Cluster del Caffè

 

 

Cluster Caffè

 

Il visitatore che entra in questo elegante spazio verrà trasportato in un vero e proprio viaggio dalla pianta alla tazzina, suddiviso in quattro stazioni tematiche, che raccontano il percorso che trasforma un chicco in una delle bevande più consumate al mondo. Lo sviluppo dei contenuti del Cluster è stato compiuto dall’Università Commerciale “Luigi Bocconi” e dall’Università del Caffè / illycaffè. I paesi protagonisti del Cluster del Caffè sono: il Burundi, El Salvador, il Kenya, il Ruanda, l’Uganda, lo Yemen, l’Etiopia, la Repubblica del Guatemala, la Repubblica Dominicana e Timor-Leste. Inoltre, è stato riservato uno spazio ONU, nel quale si possono scoprire tutti gli aspetti della filiera del caffè, valorizzando soprattutto i piccoli agricoltori che producono l’80% degli oltre 9 miliardi di tonnellate prodotti ogni anno.

 

Cluster Frutta e Legumi

Cluster Frutta e Legumi

 

La sensazione che l’Università Vita Salute S. Raffaele ha voluto donare al visitatore che scopre questo luogo è di trovarsi in un bosco coltivato. Infatti, il Cluster Frutta e Legumi potrebbe essere un vero e proprio orto, con aree coltivate con piante da frutto di diverse tipologie, che arricchiscono questo spazio con forme, profumi e colori.

Al termine della visita ci si può fermare a curiosare ed eventualmente acquistare prodotti nel mercato. I paesi rappresentati nel Cluster sono: il Benin, il Gambia, la Guinea Equatoriale, la Repubblica del Kyrgyz, la Repubblica Democratica del Congo, lo Sri Lanka, l’Uzbekistan e lo Zambia. Nello spazio ONU del Cluster Frutta e Legumi è illustrata la centralità di questi prodotti per la sicurezza alimentare e nutrizionale. Inoltre, vengono raccontate le pratiche agricole tradizionali capaci di garantire la diversità agricola e alimentare, la resilienza e i mezzi di sostentamento.

 

Cluster delle Spezie

L’Università IUAV di Venezia ha deciso di presentare questo Cluster attraverso le mappe che storicamente hanno guidato gli esploratori alla scoperta del mondo e alla ricerca delle spezie. I paesi protagonisti del Cluster sono: Afghanistan, Brunei Darussalam, Repubblica Unita della Tanzania e Vanuatu.

Nello spazio ONU, situato nell’area mercato, vengono presentate le grandi potenzialità che le spezie e le erbe offrono ai piccoli agricoltori in termini di produttività, reddito e mezzi di sostentamento.

 

Cluster Cereali e Tuberi

 

Cluster Cereali e Tuberi

 

Il Cluster è sovrastato da una copertura che richiama la forma di un grande camino e il concept, sviluppato dall’Università degli Studi di Milano, evoca le suggestioni che rimandano alla coltivazione della terra.

I paesi che appartengono al Cluster sono: la Bolivia, il Congo, Haiti, il Mozambico, il Togo, il Venezuela e lo Zimbabwe. Inoltre, lo spazio ONU valorizza il fatto che cinque cereali – riso, grano, mais, miglio e sorgo – forniscono il 60% dell’apporto energetico alimentare mondiale e per circa 700 milioni di poveri in Africa, Asia e America Latina le radici e i tuberi sono gli alimenti base e la principale fonte calorica.

 

Cluster Bio-Mediterraneo

Il tema del Cluster è la cucina mediterranea. Official Partner di Expo Milano 2015 per il Cluster Bio-Mediterraneo è la Regione Sicilia che si è ispirata per la progettazione di questo spazio all’immagine della città del Mediterraneo. Il Cluster quindi si sviluppa attorno a una grande piazza semicoperta che ospita quattro strutture dedicate alla distribuzione di prodotti tipici della Sicilia: l’olio di oliva, il pane e il vino. La varietà cromatica del pavimento, composta da diverse tonalità di azzurro, richiama tutte le sfumature del mare che abbraccia le nazioni ospitate nel Cluster. L’Università degli Studi di Napoli Federico II ha sviluppato il tema dell’intreccio fra luoghi e cibi attraverso l’allestimento di una mostra-racconto articolata in tre percorsi didattici: il racconto per immagini, il racconto letterario e il racconto cinematografico.

 

Cluster Isole, Mare e Cibo

L’elemento più caratteristico di questo spazio è una grande copertura in bambù che sovrasta e unisce i due padiglioni che ospitano i Paesi Partecipanti: Capo Verde, Comore, Comunità Caraibica, Guinea Bissau, Madagascar e Maldive. Frasi d’autore che evocano racconti di isole, mari e viaggi – da Omero a Conrad, da Cristoforo Colombo a Darwin – costellano le pareti esterne dei padiglioni.

Nello spazio ONU del Cluster Isole, Mare e Cibo sono presentati i progetti di sviluppo che le Nazioni Unite portano avanti per garantire la sopravvivenza di questi territori, minacciati dall’innalzamento delle acque, per tutelare la loro ineguagliabile biodiversità e per sviluppare la loro fragile economia.

 

Cluster Zone aride

Il concept del Cluster si basa sull’immagine della tempesta di sabbia nel deserto, quale simbolo della difficoltà di vivere e sfruttare il territorio delle zone aride. La struttura dei Padiglioni dei paesi protagonisti del Cluster, Eritrea, Gibuti, Mauritania, Mali, Palestina, Senegal, Somalia e Giordania, ricorda quella di pietre e sono sovrastati da una moltitudine di cilindri semitrasparenti che pendono dal soffitto.
Lo spazio ONU illustra i progetti delle Nazioni Unite a sostegno delle 2 miliardi di persone che vivono in questi territori e dei piccoli agricoltori ed allevatori che vi lavorano.

Adesso che vi abbiamo suggerito cosa vedere a Expo 2015 in tre giorni, diteci: da quale padiglione comincerete la vostra visita?

 

 

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