Padiglione Zero

Il viaggio di Expo comincia dal Padiglione Zero

Silvia Trigilio

Tutto iniziò allora, con la comparsa dell’uomo sulla terra e la sua istintiva necessità di procurarsi da vivere. Se la grande avventura dell’essere umano ebbe inizio con l’anno zero dell’alimentazione, il viaggio del visitatore di Expo 2015 non poteva che partire dal Padiglione Zero: struttura che interpreta il grande tema dell’Esposizione – l’alimentazione – percorrendone le tappe. Un cammino raccontato attraverso la metafora del cibo, e le trasformazioni del paesaggio, mediante linguaggi simbolici e suggestive immagini…

La visita ad Expo parte da Zero

Persino la posizione scelta per collocare la struttura obbedisce alla logica dei simboli: Il Padiglione Zero si trova vicino all’ingresso principale della Fiera, dove – si prevede – accederà il 75% dei visitatori. Riflettere sul futuro del pianeta, sul futuro dell’alimentazione, significa prima di tutto guardarsi indietro: analizzare la relazione che nel tempo l’uomo ha instaurato con il mondo vegetale e animale, esplorare le trasformazioni subite dal paesaggio naturale. Solo dopo questo emozionante viaggio nel passato, il visitatore è pronto per immergersi nello spirito di Expo, e guardare al futuro dell’alimentazione.

Il progetto

Dietro il progetto del Padiglione Zero troviamo le menti del curatore Davide Rampello, ex presidente della Triennale di Milano e già curatore della mostra permanente di Padiglione Italia all’Expo di Shanghai. E poi quella di Michele De Lucchi, ideatore, e di Giancarlo Basili, che anche per questo Expo è stato chiamato ad occuparsi del progetto scenografico, come era già accaduto per il Padiglione Italia a Shanghai.

Dentro la crosta terrestre

Per addentrarsi nei meandri del passato, il visitatore passa all’interno della crosta terrestre ed esplora le grotte costruite sotto di essa: compie un viaggio all’interno della terra per poi trovarsi, nel bel mezzo del suo percorso, a visitare la valle della civilità. Non è una rivisitazione dantesca della storia dell’uomo, né la traccia per la sceneggiatura di un nuovo episodio di Indiana Jones, bensì ciò che troverete nel Padiglione Zero.

colline Padiglione Zero

Al suo interno è stata infatti riprodotta una frazione di crosta terrestre, sollevata dal terreno e posta in una posizione di preminenza. Il suolo terrestre viene così rappresentato realisticamente, grazie alla presenza di montagne, colline e una grande valle centrale.

I simboli del Padiglione Zero

Per raffigurare l’esistenza dell’uomo e il suo sapere, Basili ha pensato ad una biblioteca, contenitore dei vari strati della civiltà, alle cui spalle troveremo la memoria digitale: uno schermo di 50 metri che mostrerà quattro video di forte impatto emotivo sui temi della caccia, della pesca, della coltivazione e dell’allevamento.

Di seguito, un grande albero secolare che protende i suoi rami oltre la volta della struttura, metafora della resistenza della natura ai cambiamenti, e della tensione degli elementi terreni verso una spiritualità.

albero Padiglione Zero

Un vasto campionario di frutta e verdura di ogni specie rappresenterà le principali fonti di energia per la vita, mentre per raffigurare il regno animale saranno esposti gli esemplari più significativi per la storia dell’alimentazione umana, realizzati rigorosamente in un unico colore.

Infine, simbolo del progresso tecnologico, l’esposizione di utensili, macchine e attrezzi grazie ai quali è avvenuto l’importante passaggio verso l’agricoltura, la pastorizia, l’allevamento.

Terminato il viaggio emotivo attraverso il Padiglione Zero, ne inizierà uno ancora più emozionante: quello per le vie della grande struttura di Expo…

 

Fonti immagini: Expo2015.org – Floornature.it

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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