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Caratteristiche, proprietà e usi in cucina del coriandolo, antichissima erba aromatica

Federica Portuese
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    Il coriandolo è un’erba aromatica dal profumo e dal sapore caratteristico e marcato, che però non mette tutti d’accordo: c’è infatti chi lo apprezza e lo utilizza come spezia per insaporire le preparazioni, e chi invece trova il suo gusto sgradevole. D’altra parte, il suo nome deriva dal greco koris che significa “cimice”, proprio per l’odore pungente delle sue foglie e dei frutti acerbi.

    Al di là del suo aroma particolare, il coriandolo è ricco di benefici, per cui vale la pena conoscere e imparare a utilizzare questa pianta e i suoi frutti. Quindi andiamo a scoprire insieme, in questo articolo, le caratteristiche nutrizionali del coriandolo, le sue proprietà e, in aggiunta, qualche consiglio sul suo impiego in cucina e alcune curiosità.

    Il coriandolo, un’antichissima erba aromatica

    Coriandolo (o cilantro, in spagnolo) è il nome comune del Coriandrum sativum, una pianta appartenente alla famiglia delle Apiaceae, come il cumino, l’aneto, il finocchio e il prezzemolo. Si tratta di pianta erbacea annuale alta circa 60-70 cm, coltivata nel bacino del Mediterraneo della quale si utilizzano sia i frutti, di piccoli dimensioni e duri e per questo impropriamente chiamati semi, che le foglie, molto simili a quelle del prezzemolo, motivo per il quale il coriandolo è anche conosciuto con il nome di “prezzemolo cinese”, pur avendo un aroma decisamente diverso.

    È una delle piante aromatiche più antiche di cui abbiamo traccia. Oltre a essere citato nella Bibbia, i suoi frutti  sono stati ritrovati raffigurati anche nelle piramidi egiziane e che le sue proprietà medicinali fossero già note in epoca romana. Inoltre, sembra che i nostri coriandoli lanciati in aria dai bambini nei giorni di carnevale derivino in realtà proprio dai frutti del coriandolo che venivano ricoperti di zucchero colorato come dei confetti.

    coriandolo coltivazione

    Lokman Shekh/shutterstock.com

    Come si coltiva e come si raccoglie

    Il coriandolo, originario dell’Oriente, dove da sempre è  impiegato come pianta aromatica e medicinale, è oggi coltivato anche in Italia, dove cresce anche come specie spontanea. Esistono due varietà di coriandolo:

    • il Coriandrum sativum L.var vulgare, tipico dei paesi tropicali e sub-tropicali, Marocco, India e Australia, che si caratterizza per i frutti grossi (diametro di 3–6 mm) ed è utilizzato soprattutto per produrre la spezia in polvere;
    • il Coriandrum sativum L.var microcarpum, tipico dei paesi delle zone temperate, coltivata sia negli Stati Uniti che in Europa, che si caratterizza per i frutti piccoli (diametro di 1.5–3 mm) utilizzati in erboristeria per la produzione di oli essenziali, di cui sono particolarmente ricchi, ma sono utilizzati frutti interi, dal sapore intenso.

    Come abbiamo detto, il coriandolo cresce bene nei nostri climi, non richiede terreni particolari quindi si può coltivare bene anche in vaso sul terrazzo o in una piccola aiuola. Il periodo migliore per la semina è la primavera, tra marzo e maggio, avendo cura che le temperature non siano ancora troppo basse, o che non ci sia troppo caldo per la crescita delle foglie. Del coriandolo, come abbiamo detto, si raccolgono sia i frutti, tra giugno e luglio quando sono maturi, che le foglie, in qualsiasi momento.

    Per raccogliere i frutti si tagliano le infiorescenze di colore bianco chiamate ombrelle, si legano insieme, assicurandosi che non siano troppo strette tra loro, e si appendono a essiccare all’ombra in un luogo fresco e ventilato. Una volta essiccate, si battono le ombrelle all’interno di un sacchetto per estrarre i frutti che verranno poi conservati in barattoli di vetro. È importante mantenere i frutti interi e macinarli solo al momento del loro utilizzo perché tendono a perdere facilmente sia l’aroma che le loro proprietà.

    Le foglie vanno recise con il coltello o con la forbice avendo cura di non tagliare gli steli raso terra, perché questo impedirebbe la crescita di quelle nuove.

    Coriandolo: proprietà e caratteristiche nutrizionali

    Il coriandolo – facendo riferimento sia alla pianta che ai frutti – contiene fino al 2% di oli essenziali, tra cui il linololo (45-85%) a cui deve la maggior parte delle sue proprietà, e il limonene (1-4%), ed è inoltre ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti. In ogni caso, le caratteristiche chimiche e la presenza di composti bioattivi nel coriandolo dipendono da numerosi fattori, tra cui la varietà, la stagione di semina, la fase di crescita e di raccolta, la parte della pianta che viene utilizzata.

    In generale, il coriandolo ha proprietà digestive e carminative, cioè è in grado di ridurre il gonfiore addominale, ha effetti positivi sul senso di pienezza e di pesantezza di stomaco, e trova impiego come coadiuvante nel trattamento di alcuni disturbi gastrointestinali come spasmi e meteorismo, prevenendo le coliche. Ma vediamo quali sono le proprietà specifiche di ciascuna delle parti della pianta.

    coriandolo caratteristiche

    boommaval/shutterstock.com

    I frutti del coriandolo, amici dell’intestino e del colesterolo

    I frutti del coriandolo contrastano l’inappetenza e sono utili in caso di dispepsia, cioè di indigestione, poiché stimolano l’appetito e aumentano la secrezione gastrica, facilitando così i processi digestivi. Grazie alle proprietà antisettiche degli oli essenziali di cui sono ricchi, i frutti svolgono anche un’azione antifermentativa a livello intestinale e quindi riducono il gonfiore addominale. Inoltre, in caso di ipercolesterolemia riducono il colesterolo LDL, aumentando il colesterolo HDL e favorendone inoltre l’eliminazione per via biliare. Alcuni componenti dei frutti, infine, sono anche in grado di stimolare la produzione di insulina e di diminuire i livelli di glucosio nel sangue.

    Proprietà delle foglie, potenti antiossidanti

    Le foglie del coriandolo si utilizzano come quelle del prezzemolo per aromatizzare alcune preparazioni, ma se masticate riescono a mascherare, ad esempio, lo sgradevole odore di aglio dall’alito. Inoltre, sono ricche in beta-carotene e vitamina K e hanno un’azione antiossidante più efficace rispetto ai frutti. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che le foglie di coriandolo hanno effetti positivi nel migliorare la memoria.

    Coriandolo: ci sono controindicazioni?

    In letteratura non sono stati segnalati effetti collaterali o tossici, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale oppure un’allergia alle Apiaceae. Il coriandolo rientra tra le piante classificate come GRAS, ovvero come ingredienti alimentari “generalmente riconosciuti come sicuri” dalla Food and Drug Administration statunitense.

    Utilizzo in cucina

    coriandolo usi in cucina

    Anna_Pustynnikova/shutterstock.com

    Il coriandolo sembra essere una delle erbe aromatiche più diffuse nel mondo, eppure il suo utilizzo in Italia non è ancora così comune come in altri Paesi. Le foglie del coriandolo rappresentano un ingrediente essenziale della cucina mediorientale e del Sud-Est asiatico. Spesso vengono aggiunte al pane, non solo per aromatizzarlo, ma anche per mantenerlo fresco più a lungo. In Algeria quest’erba è mescolata al sale e al pepe per conservare la carne. Si trova come ingrediente in numerose pietanze a base di carne, nei ripieni o nelle polpette, ma anche in salse aromatizzate insieme all’aglio, e lo si aggiunge anche nelle zuppe.

    I frutti macinati sono spesso utilizzati anche in molte ricette della cucina indiana, ad esempio per la preparazione del curry e del garam masala, insieme ad altre spezie. Gli oli essenziali, oltre che per le loro proprietà terapeutiche, sono impiegati nella preparazione di liquori. Per chi cercasse altre ispirazioni, troverete delle gustose proposte per scoprire questa spezia e valorizzarla nel nostro approfondimento, mentre adesso vediamo una ricetta facile e veloce per un infuso salutare.

    Tisana di coriandolo

    Se volete sfruttare al meglio le proprietà del coriandolo, potete preparare un’ottima tisana digestiva. Ecco la ricetta.

    tisana coriandolo

    NS Natural Queen/shutterstock.com

    Ingredienti

    • 2 cucchiaini di frutti di coriandolo essiccati
    • 150 ml di acqua

    Procedimento

    1. Versate l’acqua in un pentolino e portate a ebollizione.
    2. Nel frattempo, tritate i semi di coriandolo con un mortaio o con un macinapepe.
    3. Aggiungete i semi di coriandolo tritati all’acqua bollente e spegnete il fuoco.
    4. Lasciate in infusione, con un coperchio, per 10-15 minuti.
    5. Filtrate e versate in una tazza. Se necessario potete aggiungere un cucchiaino di miele per dolcificare.

    Conoscevate il coriandolo e le sue proprietà? L’avete mai utilizzato in cucina?

    Federica Portuese

    È nata e vive a Catania ed è una biologa nutrizionista. Il suo piatto preferito è la pasta con le vongole: semplice e buonissima, fa sorridere tutti quelli che la trovano nella dieta; in cucina, per lei, non possono mancare: l'olio di Agira, perché è unico e speciale, in quanto è frutto della raccolta che ogni anno fa con amici e parenti, e un cucchiaio di legno che, come una bacchetta magica, trasforma e unisce i sapori.

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