alimenti ricchi di vitamina k

Vitamina k: la lista di dove trovarla e i consigli utili

Elisabetta Pacifici

La K è una vitamina liposolubile che serve per mantenere la funzionalità di alcune proteine utili alla salute delle ossa, inoltre è indispensabile per la coagulazione del sangue. Una mancanza di questo nutriente  nel nostro organismo può portare alla non corretta coagulazione e quindi a rischio di sanguinamenti, che variano nell’entità da persona a persona. Questo tipo di vitamina si classifica solitamente in vitamina K1 e vitamina K2. La prima è presente negli alimenti e serve proprio a far funzionare in modo corretto il sistema di coagulazione del sangue, mentre permette alle ossa di assorbire il calcio e quindi di essere più forti. La seconda invece viene prodotta nell’intestino dai batteri e arriva alle pareti dei vasi sanguigni, ma si può trovare anche in alimenti fermentati.

Scopriamo, allora, quali sono gli alimenti ricchi di vitamina K.

Fabbisogno giornaliero di vitamina K

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Il fabbisogno giornaliero di vitamina K varia a seconda dell’età: ad un anno si ha bisogno di 10 microgrammi al giorno, mentre a 14 anni si arriva a 45 microgrammi. In età adulta, invece, dai 25 anni gli uomini hanno bisogno di 80 microgrammi al giorno e le donne di 65 microgrammi.

Alimenti ricchi di vitamina K: la lista

  • Spinaci
  • Lattuga
  • Broccoli
  • Cavolo
  • Cavolfiore
  • Cime di rapa
  • Cavoletti di Bruxelles
  • Carciofi
  • Verza
  • Latticini
  • Frutta
  • Cereali
  • Carne
  • Ceci
  • Piselli
  • Olive
  • Soia
  • Uova
  • Fegato
  • Tè verde.

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Carenza di vitamina K

Siccome è facile trovarla negli alimenti ed è presente anche nella produzione batterica dell’intestino, è molto difficile che si verifichi una carenza di questo nutriente. Ci sono casi particolari in cui questo può accadere, per esempio in presenza di patologie da assorbimento, trombosi venosa, cardiopatia o alterazione della bile. Chi soffre di questi disturbi,  per ovviare alla carenza della vitamina K deve assumere probiotici.

Nei neonati la carenza si può verificare per diversi motivi: il latte materno non ha molta vitamina K, inoltre essa non passa attraverso la placenta. Infine, per ridurre le perdite di sangue dopo alcune operazioni  viene somministrata la vitamina k, ma anche prima del parto per prevenire forti emorragie.

Eccesso di vitamina K

Anche l’eccesso di vitamina K è molto raro, ma i sintomi possono essere sudorazione, vampate, oppressione al petto e trombosi. I neonati possono presentare un eccesso di vitamina K, in quanto vista la mancanza nel latte materno gli vengono somministrati degli integratori. Questa situazione potrebbe portare a l’itterizia. Nelle persone adulte l’eccesso di vitamina K può esserci soprattutto per chi assume farmaci coagulanti, e questo può portare anche problemi alla pelle ad esempio acne. Dosi eccessive di vitamina k sintetica possono ristagnare nel sangue e creare intossicazioni o  forte anemia.

Ora che sapete tutto sulla vitamina K, perché non leggere anche qualcosa sulla vitamina H e i cibi in cui è contenuta? Informarsi è meglio!

Elisabetta Pacifici

Elisabetta è nata a Roma, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di cultura, cibo, cinema e curiosità. Il suo piatto preferito è il risotto, perché si può fare in moltissimi modi e non annoia mai. In cucina non posso mancare le erbe e le spezie, perché sono il tocco in più che rende unica qualsiasi preparazione.

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