cibi afrodisiaci

Falsi miti: i cibi afrodisiaci

Deborah Ascolese

Peperoncino, ostriche, cacao, fragole e zenzero. Cos’hanno in comune questi alimenti? Sono tutti cibi afrodisiaci, direte voi.
E qui, casca l’asino.

Già, perché secondo nutrizionisti, esperti di alimentazione e sessuologi, quella del potere afrodisiaco dei cibi sarebbe solo una leggenda o, per meglio dire, una suggestione psichica. É, infatti, la semplice convinzione dell’azione afrodisiaca di certi alimenti ad agire come placebo sul nostro cervello, stimolando le nostre fantasie erotiche e, di conseguenza, attivando i circuiti vascolari del nostro corpo.

Se, però, avete già fatto scorta di ostriche e champagne per una piccante seratina a lume di candela, non disperate. Non tutto è perduto.
Nessun alimento è in grado di accendere la miccia dell’eros, questo ora è chiaro. Tuttavia, esistono certi cibi che, in virtù delle loro proprietà chimiche, hanno la capacità di aumentare le energie fisiche e stimolare i sensi, i veri motori propulsori dell’erotismo.

Volete sapere quali sono questi potenti cibi dell’amore? Vi suggeriamo 5 alimenti che non potranno più mancare nelle vostre serate di coppia.

Cibi afrodisiaci: la chimica della passione

  • Il Miele: l’efficacia afrodisiaca di questo alimento è testimoniata fin dai tempi dell’antico Egitto, quando il miele veniva servito durante i banchetti nuziali. Secondo alcuni studi, infatti, il miele stimolerebbe la produzione di testosterone (un ormone steroideo), aumentando il desiderio maschile.
  • L’aglio: è sicuramente l’alimento che meno ci si aspetterebbe di trovare tra i cibi afrodisiaci. In realtà, secondo alcune ricerche, avrebbe effetti terapeutici sulla virilità maschile, grazie all’alto contenuto di ossido nitroso (il principio attivo del Viagra).
  • L’olio extra vergine d’oliva: da utilizzare a crudo, anche sulla pelle. Questo alimento contiene, oltre alla rivitalizzante vitamina E, anche un alto livello di zinco, un minerale in grado di comunicare all’organismo le condizioni favorevoli per l’attivazione del sistema riproduttivo.
  • Il mais: contiene triptofano, una sostanza che, insieme alla tirosina, viene utilizzata dall’organismo per la costruzione dei neurotrasmettitori del benessere: dopamina, serotonina e noradrenalina. In particolare, il triptofano contenuto nel mais diminuisce la quantità di serotonina (l’ormone della calma e serenità), aumentando la produzione di dopamina, ormone stimolante della sessualità e dell’energia fisica
  • La soia: un alimento particolarmente indicato per la sessualità femminile, in quanto in grado di stimolare l’organismo alla produzione di cortisolo ed estradiolo, comunemente detto ormone del sesso. Secondo una ricerca della University of California, i fitoestrogeni contenuti in alimenti come la soia, andrebbero a influire sui livelli ormonali dell’organismo, incentivando l’attività sessuale.

Se vi state già affannando nella ricerca di ricette a base di cibi afrodisiaci, voglio darvi un ultimo consiglio: non importa in realtà quali ingredienti deciderete di utilizzare per la vostra cenetta intima. Come scriveva Isabel Allende: non esiste nulla di più afrodisiaco delle parole.

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

2 responses to “Falsi miti: i cibi afrodisiaci”

  1. beppe says:

    Cara Deborah, articolo molto interessante e soprattutto illuminante.
    Personalmente ritengo che valga sempre la pena di sfatare falsi miti, anche se a volte innocui come questo. Il tuo articolo dimostra anche che sfatare falsi miti ci consente di risparmiare non poco. Penso ad esempio alla differenza abissale di prezzo che ci può essere tra i cibi afrodisiaci del mito e quelli molto più reali da te suggeriti. Gli abituè di certe cenette sopravviveranno alla realtà? Gli amanti accetteranno di essere conquistati e conquistare con una zaffata di aglio anziché con un plateaux di ostriche? Ed i ristoratori cosa ne penseranno?
    Speriamo di non rischiare una sommossa popolare.
    cordialmente
    Beppe

    • Deborah Ascolese Deborah Ascolese says:

      Caro Beppe,
      ti ringrazio molto per il tuo commento.
      Per quanto riguarda gli amanti dei cibi afrodisiaci, credo che alla fine dovranno anch’essi lasciarsi “conquistare” dall’aglio, il cui potere afrodisiaco è testimoniato fin dall’antichità. Addirittura, pare che l’etimologia della parola stessa derivi dal termine celtico “all”, traducibile con “caldo, bruciante”. Pensi che queste informazioni possano bastare per convincerli?
      Un caro saluto,

      Deborah

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