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Biologico… Fa Bene Sempre!

Redazione

germoglio

 

Per parlare di biologico, del suo presente e del suo futuro, occorre iniziare dalla sua nascita, una ventina di anni fa. Da allora di strada ne ha fatta tanta, ma il percorso che ha di fronte è ancora più interessante della sua stessa storia.
Vogliamo ricordarla parlando degli utenti, dei consumatori insomma, non per evocare semplicemente “un mercato” che ci interessa da vicino, ma per parlare di stili di vita, di sensibilità e di educazione. bambino zucca
Facendo ciò vogliamo anche toccare gli aspetti più direttamente “terapeutici”, pensando anche alle persone che, per età e condizione, da questo settore sembrano un po’ lontane, ma non è così. La citazione riguarda gli anziani, tutti coloro che per motivi diversi sono un po’ in difficoltà e magari in questo momento in un letto, in un ospedale o in una clinica. Per dire che anche queste persone possono essere destinatarie di un messaggio “innovativo” in materia di alimentazione e salute: nel senso che non c’è un’età per cominciare ad avvicinarsi al biologico, vanno tutte bene, e se cominciare fin dall’infanzia è certamente appropriato – prevenire è meglio che curare, direbbe il medico – anche quando gli anni sono tanti, male non fa, anzi.

Ora, non è il momento degli spot sul settore, che è cosa nella quale non vogliamo cadere, ma se è vero che il contenuto nutrizionale di un prodotto biologico è meglio di uno convenzionale (vitamine, minerali e non solo), perché di tale vantaggio non si dovrebbe approfittare ad ogni età e in ogni condizione? Non è una questione retorica, è un fatto operativo, speriamo in un vicino futuro: menù ospedalieri che siano sì terapeutici, ci mancherebbe, ma che siano anche buoni e soprattutto “sani e naturali”. Se le Direzioni degli Enti Ospedalieri che ci leggono vorranno cogliere questo messaggio, sappiano che questo settore è del tutto adeguato alla fornitura di alimenti “sicuri e di qualità”, che è ben di più di uno slogan. Così, anche da queste nuove fasce di consumo possono provenire richieste che modificando opportunamente la produzione agricola e i consumi possono portare, tra l’altro, ad un ambiente più salvaguardato e ad una qualità di vita migliore. Ciò che riguarda tutti, ad ogni età.

verduraBiologico è assonanza con natura, natura con benessere, benessere con salute. Il metodo di coltivazione e di preparazione alimentare che fa riferimento al biologico, così come definito dal Reg. CE 834/2007, comporta l’assenza di prodotti chimici di sintesi, il rispetto dei cicli colturali, prodotti in equilibrio con l’ambiente circostante e, quindi, prodotti più ricchi di fibra, con maggior contenuto in ceneri e più ridotto in acqua, una maggiore dotazione di vitamine, l’assenza di residui di prodotti chimici di sintesi utilizzati durante il processo di coltivazione. Nella sostanza prodotti più salubri ed in linea con le esigenze di persone con uno stato di salute carente o persone che hanno necessità di diete particolari legate all’età più anziana.

In questi ultimi anni, sono stati numerosi gli ospedali, le case di cura e gli ospizi che si sono rivolti al biologico come settore in grado di offrire alimenti maggiormente in linea con le esigenze dei loro ospiti.Spesso questi prodotti sono anche connessi a caratteristiche dietetiche in funzione di particolari patologie o dismetabolie quali diabete, celiachia, intolleranze alimentari di varia origine e persino diete particolari legate a motivi religiosi. Il biologico si coniuga perfettamente con queste specifiche esigenze, in quanto il metodo di produzione può essere accostato ad altre particolari richieste che analogamente richiedono “separazione” durante il metodo di produzione al fine di evitare possibili contaminazioni e/o commistioni.
Il biologico è in sintonia con il benessere della persona e dell’ambiente, inteso come orizzonte più vasto in grado di imprimere una migliore qualità della vita a tutti noi che lo abitiamo.

di Fabrizio Piva, Amministratore Delegato CCPB Srl e
Luciano Didero, Ufficio Stampa Consorzio il Biologico.

 

 

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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