Bardolino Doc

Redazione

di Martino Ragusa.

Il Bardolino DOC è un vino che proviene da una lista molto precisa di comuni del territorio gardesano veronese, stilata nel 1968. Una zona collinare decisamente favorevole alle coltivazioni vinicole, grazie al clima mite, addolcito dall’influenza benefica del Lago. Diverse uve concorrono a costituire il Bardolino e ognuna aggiunge una personale impronta all’effetto finale: uva Corvina in una percentuale variabile dal 36 al 65%, che definisce il corpo e il colore, uva Rondinella tra il 10 e il 40%, che apporta il caratteristico sapore erbaceo, uva Molinara tra il 10 e il 20% responsabile della fragranza e uva Negrara fino al 10%, che aggiunge morbidezza e freschezza. Queste le imprescindibili, possono poi concorrere da sole o mischiate anche altre uve provenienti da vitigni Rossignola, Barbera, Sangiovese e Garganega, per non oltre il 15%.

Esistono tre tipologie di Bardolino: Chiaretto, Novello e Spumante. Si tratta di un vino dal colore rosso rubino chiaro, tendente a volte al cerasuolo, che si trasforma in granato con l’invecchiamento, oppure al rosa nel tipo Chiaretto. L’odore è vinoso, con un leggero profumo delicato; il sapore è asciutto, sapido, leggermente amarognolo, armonico, sottile e talvolta leggermente frizzante. Da segnalare nel processo produttivo la “fermentazione tumultuosa”, cosiddetta perché il vino sembra bollire. La fermentazione del mosto ottenuto pigiando le uve, avviene a contatto con la vinaccia. Per il Chiaretto si procede con una vinificazione “in rosa” delle uve, cioè con una minima macerazione delle bucce. Lo Spumante, invece, è addizionato con liqueur de tirage, una miscela di lieviti e zuccheri che si trasforma in anidride carbonica e alcol. Le bottiglie vengono conservate coricate per oltre un anno, a una temperatura costante compresa fra 11 e 13°C, in cui avviene la presa di spuma. Terminata la fermentazione, le bottiglie vengono poi sottoposte a remuage, cioè a una piccola rotazione e a una sempre maggiore inclinazione. Si arriva alla posizione verticale con il tappo all’ingiù dopo 40 giorni. È giunto il momento di eliminare i depositi e tappare le bottiglie definitivamente. Infine, il Novello può definirsi tale se viene imbottigliato entro il 31 dicembre dell’annata di produzione delle uve. È questo uno dei “novelli” italiani più prestigiosi, con un odore fruttato che ricorda il lampone, la fragola e la marasca.

Abbinamenti

E’ un vino di buona beva e facile digeribilità, per questo è considerato da “tutto pasto”. Il Bardolino DOC è ottimo con Prosciutto veneto e Piave fresco. Meglio se in calici bordolesi e a una temperatura di 18-20°C. Lo Spumante si accompagna molto bene a Prosciutto veneto, soppressa, Asiago, risotto con le quaglie, ma in flûte e a una temperatura di 6-8°C. Prosciutto e soppressa esaltano al massimo anche la versione Novello, che va degustato in calici di media capacità svasati, a una temperatura di 13-14°C. Conservate le vostre bottiglie al buio, in posizione orizzontale. Meglio se a una temperatura costante fra i 10 e i 15°C e con un’umidità del 70-75%, così il tappo non si asciuga.

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito o gli strumenti terzi da esso utilizzati, si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Informativa cookie. Se vuoi sapere di più, o negare il consenso ad alcuni o a tutti i cookie, consulta la Cookie Policy. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi