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Risparmiare ed evitare gli sprechi alimentari: ecco le migliori app

Angela Caporale
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Indice

    Gli italiani sono sempre più sensibili al tema dello spreco alimentare, come testimoniano anche le pesanti critiche mosse alla fashion blogger Chiara Ferragni e al rapper Fedez che, nei festeggiamenti per il compleanno di lui all’interno di un supermercato milanese, sono stati ritratti insieme agli invitati mentre impiegavano ortaggi, frutta e altri alimenti per foto, balli e scherzi. “Con il cibo non si gioca” è la tonante critica del pubblico dei social, che si traduce in comportamenti quotidiani sensibili alla sostenibilità dei pasti. Un concetto molto caro anche ad alcune compagnie di food delivery che, proprio in Italia, stanno lanciando dei progetti mirati contro lo spreco alimentare, anche nel campo della consegna del cibo a domicilio. Per ora sono state coinvolte solo alcune città, ma l’intenzione delle aziende è di allargare il raggio d’azione. Vediamo, dunque, quali sono le app contro lo spreco alimentare più utili e scopriamo un interessante progetto che coinvolge anche uno dei colossi del food delivery.

    App contro lo spreco alimentare

    La lotta contro lo spreco alimentare beneficia dell’innovazione e della tecnologia. Lo sanno bene i giovani che, negli ultimi anni, hanno sviluppato interessanti applicazioni e dato vita a start up proprio con l’obiettivo di aiutare ristoratori, consumatori e produttori ad evitare gli sprechi, scambiando, donando e rivedendo le eccedenze e contribuendo alla crescita di una cultura di sostenibilità. Scopriamo alcune delle app contro lo spreco alimentare più utilizzate e come funzionano.

    spreco alimentare

    nito/shutterstock.com

    MyFoody, l’app che lega supermercati e consumatori

    MyFoody è una start up che ha creato l’omonima applicazione, disponibile per iOs e Android, che raccoglie tutte le offerte dei supermercati più vicini al consumatore, permettendogli di scegliere e programmare l’acquisto dei cibi che si stanno avvicinando alla scadenza, direttamente nel punto vendita. I creatori dell’app assicurano che, seguendone i suggerimenti, si può risparmiare fino al 50% sulla spesa media mensile per il cibo. Di recente, anche la blogger Lisa Casali aveva confermato l’utilità di MyFoody in un’intervista in cui suggerisce ai lettori de Il Giornale del Cibo come risparmiare e mangiare sano.

    Un servizio che non aiuta semplicemente a ridurre i costi spesa senza rinunciare a quantità e qualità, ma contribuisce concretamente alla riduzione degli sprechi, in maniera originale e innovativa, sfruttando appieno le opportunità dell’innovazione tecnologica. Un’attività che fa bene sia alle famiglie, che possono trovare offerte su prodotti stagionali e verdure non perfette a un prezzo ridotto, sia alla grande distribuzione, che smaltisce le rimanenze in maniera più sostenibile e riduce gli sprechi.

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    Daxiao Productions/shutterstock.com

    Karma, per acquistare low cost dai ristoranti

    Nata in Svezia nel 2015, Karma è una app che permette agli utenti di farsi portare direttamente a casa i piatti avanzati da ristoranti e caffè che, altrimenti andrebbero buttati. Presente in 35 città europee, ulteriore elemento interessante che fa il successo di questa app è il fatto che il piatti vengono venduti al 50% del prezzo di listino: un bel risparmio per poter gustare un piatto gourmet, comodamente a casa. Per ora Karma va molto forte a Londra dove già più di 50 attività hanno aderito al progetto, tra cui Hummus Bros e lo stellato Aquavit.

    Troppo buono per essere buttato: Too Good To Go

    Too Good To Go, invece, è una start up danese che funziona secondo lo stesso principio, ovvero segnalare alla community degli iscritti quando un ristorante ha delle eccedenze da poter vendere a prezzi scontati per non far finire tutto nella pattumiera. In questo caso, una volta prenotato il prodotto che si vuole acquistare, non resta che recarsi all’orario indicato direttamente al ristorante e portarlo a casa con sé, pronto per essere mangiato o cucinato.

    Last Minute Sotto Casa

    Tutta italiana è, invece, la storia di Last Minute Sotto Casa, nata nel 2014 a Torino, per mettere in rete tutta una serie di attori che, insieme, possono contribuire alla riduzione degli sprechi in ambito alimentare. La community, in questo caso, è formata non soltanto da ristoratori e consumatori, ma coinvolge anche produttori e rivenditori che possono mettere in circolo ciò che a fine giornata resta invenduto e per cui si avvicina la data di scadenza.

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    Denys Prykhodov/shutterstock.com

    Banco alimentare virtuale: Bring the Food

    L’applicazione Bring the Food unisce l’esigenza di contrastare lo spreco di cibo con la solidarietà. In collaborazione con il Banco Alimentare, infatti, questa app creata nel 2011 consente ad organizzazioni di produttori e mense di distribuire e donare le eccedenze direttamente a chi ne ha più bisogno: i curatori dell’applicazione contribuiscono con un supporto di tipo burocratico e aiutando a mettere in comunicazione domanda e offerta.

    Flashfood: dal Canada contro lo spreco alimentare

    È stata presentata, invece, ben lontano dall’Italia, Flashfood, un’applicazione creata da un gruppo di ragazzi fermamente convinti che lo spreco alimentare sia un fenomeno da arginare, e in fretta, per il benessere e la sopravvivenza del pianeta.

    Le attività proposte e realizzate dall’app sono:

    • vendita (e rivendita) dei cibi per cui si sta avvicinando la data di scadenza. Ciò viene fatto a prezzi ridotti per chi sceglie di acquistare gli alimenti secondo questa modalità.
    • Presentazione e vendita diretta da parte dei contadini e dei produttori che possono, tramite Flashfood, mettere in commercio tutta quella frutta e quella verdura considerata “brutta” e, dunque, spesso sprecata.
    • Proposte e ricette antispreco: sul blog dell’applicazione, infatti, esiste una sezione dedicata alle preparazioni con i cibi che si possono acquistare, ma ci sono anche suggerimenti  da mettere in pratica direttamente in cucina.

    Food delivery contro lo spreco: il ristorante solidale di Just Eat

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    nito/shutterstock.com

    La solidarietà crea ponti e reti anche in ambito alimentare, ecco dunque che le realtà che partecipano e animano i progetti di food delivery contro lo spreco alimentare sono di vario tipo. Dalle aziende che si occupano della consegna a domicilio dei piatti, come Just Eat, ai ristoranti, fino a Caritas, comunità e altri enti che sul territorio fanno arrivare il cibo a chi ne ha più bisogno.

    Milano, Torino e Roma: l’esperienza del ristorante solidale

    Just Eat è un vero e proprio colosso delle consegne a domicilio con sedi in tutto il mondo. Nel febbraio 2017 ha lanciato, a Milano, l’iniziativa Ristorante Solidale: il progetto  mette in contatto i ristoranti e i ristoratori, incoraggiandoli  a condividere e a sfruttare anche le eccedenze, cucinando per chi ha bisogno di un piatto pronto. Ogni mese vengono serviti circa 60 pasti caldi, distribuiti in collaborazione con il Refettorio Ambrosiano e, materialmente, da Pony Zero. Il successo dell’iniziativa ha portato Just Eat a includere nel progetto anche Torino (da ottobre 2017) e Roma (da giugno 2018): in tutto sono stati donati più di 3.000 pasti e l’auspicio è quello di aggiungere presto altre città alla lista.

    Questo virtuoso progetto che unisce l’innovazione del food delivery con la solidarietà gode del patrocinio dei Comuni dove si realizza l’iniziativa, ed è nato proprio nell’ambito della legge contro lo spreco alimentare promossa, durante la scorsa legislatura, dall’Onorevole Maria Chiara Gadda, intervistata anche da Il Giornale del Cibo, che ha commentato così l’apertura su Roma del Ristorante solidale di Just Eat: “La legge antisprechi consente di recuperare le eccedenze e dare nuovo valore al cibo. Quando una legge cammina sulle scelte di chi sa guardare alle persone più fragili e ai loro bisogni, allora diventa patrimonio culturale dell’intera collettività”.

     

     

    Conoscevate o avevate mai utilizzato alcune di queste soluzioni smart per contribuire alla lotta contro lo spreco alimentare? Se sì, raccontateci le vostre esperienze nei commenti!

     

    Angela Caporale

    Nata a Udine, vive e lavora a Bologna come giornalista freelance. Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara, perché le viene proprio bene in tutte le sue varianti. In cucina, per lei, non può mai mancare una compagnia ciarliera, un dolce da condividere e un buon bicchiere di vino bianco.

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