di Isabella Guerrini. ‘L’idea di base di tutte le antiche pratiche rituali e intuitive, era di associare intimamente gli esseri umani con la Natura. Stabilendo un rapporto amorevole tra l’uomo e Natura, i nostri grandi antenati assicuravano sia il suo equilibrio che il progresso della razza umana’ – Amma*Nella mia esperienza di paesaggista e divulgatrice ambientale ho scoperto presto che, nella nostra società, i veri pensatori o intuitori sistemici sono i bambini, in quanto pensano e agiscono nella globalità delle loro esperienze. è questa globalità naturale che dobbiamo cercare di preservare. Nelle nostre scuole entrano esseri viventi (chiamati poi ‘alunni’, ‘fanciulli’ o ‘discenti’) e tutti gli esseri viventi sono ecologici, aperti, creativi, capaci di stupore e senso del sacro, desiderosi di apprendere. Perchè vivere significa apprendere e viceversa.Il bambino è un vero esploratore della vita, uno scienziato sistemico e l’ambiente è la sorgente delle sue conoscenze. Ma per ‘apprendere l’ambiente’ è necessario ‘fare’ con l’ambiente. Solo l’esercizio di un pensiero sistemico può rendere la nostra mente nuovamente connessa con la natura, con ogni particella di materia e ogni particolare della nostra vita.Riappropriarci di questo modello naturale di pensiero ci porterà a scoprire naturalmente la visione ecologica della vita e ci renderà di nuovo uomini capaci di porsi domande, anzichè essere coloro che hanno le risposte. Per fare tutto ciò è strettamente necessario divulgare e far conoscere la perfezione dei meccanismi biologici. Attraverso tutto ciò, finalmente arriveremo a riconoscere la Terra come il luogo dal quale arriva tutto il nostro bene, dal cibo alla protezione, e come complessivamente tutto arriva da una grande mamma…la Vita.’Insieme, la grande massa di menti umane di tutta la Terra sembra comportarsi come un sistema vivente coeso’ – Lewis Thomas.Da tredici anni il mio lavoro si esprime attraverso questo sentimento di provare a esplorare un percorso di riconoscimento della Terra come un essere vivente unico… Una invisibile rete magica che unisce la vita sulla Terra e, per me, unisce anche tutti gli aspetti della mia esistenza, in ambiti che sembrano a volte non essere comunicanti, ma che invece dialogano incessabilmente.Dimentichiamo il passato delle nostre origini, eppure, inconsapevolmente, ne sentiamo il respiro in ciò che diciamo, dentro le parole e forse anche dentro i nostri pensieri. Ad esempio, come mai quando si discute si dice ‘seminare zizzania’? O ancora, perchè si usa l’espressione ‘all’acqua di rose’? O come è nato il modo di dire ‘dormire sugli allori’? Mi chiedevo tutto questo anni fa mentre ero immersa nei libri di botanica…Le risposte le ho trovate sempre nelle grandi storie dell’umanità, da ciò che compone il suo DNA collettivo, nell’invisibile rete magica delle storie degli alberi, nei miti, questi grandi giganti che ci portano sempre sulle spalle anche se non ne siamo consapevoli.Le Magie Arboree, il progetto di conoscenza degli alberi che porto avanti da tre anni insieme al mio collega Silvio Nuvola, chimico farmacista e ricercatore spirituale, con le nostre rispettive associazioni bolognesi, Terrarossa Terraverde e Damanhur Bologna, volge a favorire lo sviluppo di una ‘cultura del paesaggio’ attraverso i miti e le leggende, come strumento per acquisire sensibilità rispetto ai problemi ambientali e la coscienza che la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse passa, prima di tutto, attraverso la conoscenza del proprio passato.In ogni appuntamento delle Magie Arboree, persone di ogni genere ed età, adulti e bambini, vengono a conoscere meglio gli alberi attraverso curiosità e attività pratiche. Con una passeggiata condivisa ci si approccia insieme al mito di un albero, di più alberi o erbe, all’analisi dell’ambiente parco o al bosco e alle gerarchie e familiarità fra le piante, al rapporto fra quel particolare mito arboreo e la città, suggerendo iconografie e rappresentazioni vegetali presenti ovunque.Inoltre viene realizzata un’esperienza diretta di contatto con gli alberi. Il percorso offre l’occasione di riappropriarsi della consapevolezza e dell’importanza di questi grandi esseri.Dopo la spiegazione del mito ed il contatto con gli alberi si ascolta la musica delle Piante, grazie ad uno speciale strumento di rilevazione degli stimoli neuro-vegetali, collegato ad un sintetizzatore. Il gruppo scopre come gli alberi siano in grado di imparare a controllare le risposte elettriche del proprio sistema neurovegetativo, come fossero consapevoli della musica che creano.I concerti di ‘Musica delle Piante’ si tengono regolarmente nell’eco-village di Damanhur in Piemonte e sono stati presentati in Festival europei, nonchè in India, negli Stati Uniti e in Canada. Inoltre, sono in corso attività di sperimentazione costanti in collaborazione con il Giardino Botanico della Facoltà di Scienze Naturali di Firenze. Questi esperimenti confermerebbero la teoria di Gaia. Negli anni Sessanta Sir James Lovelock, chimico britannico, scienziato indipendente, scrittore e ricercatore ambientalista che vive in Cornovaglia, nel sud ovest dell’Inghilterra, inizia a prendere in esame la teoria di Gaia, elaborandola. Egli descrive il pianeta Terra, con tutte le sue funzioni, come un unico superorganismo in cui tutto è in comunicazione. Due secoli prima, Immanuel Kant e l’economista francese Jacques Turgot immaginavano l’umanità stessa come un’entità simile, un sistema dotato di alcuni degli attributi di un organismo. Grandi pensatori e scienziati, filosofi e maestri religiosi nella storia, da Leonardo Da Vinci a Spinoza fino a Gandhi, da Lewis Thomas a Teilhard de Chardin, si sono chiesti se la razza umana, quella animale, minerale e quella vegetale non fossero interconnesse con modalità misteriose e inesplicabili.Se vogliamo dirla tutta, il sapere tramandato oralmente, la storia orale vissuta direttamente e la comunicazione fra esseri viventi sensienti e non, che avviene anche inconsapevolmente, unisce, già nei primissimi stadi dell’età, un individuo con il suo ambiente vitale, vale a dire con lo spazio della sua appartenenza socio-culturale. Esso unisce le persone e le pone in relazione diretta, individuale e interattiva. La natura nelle varie forme in cui compare, la storia di una regione e il confronto-scontro con esse operano plasmando e segnando la società. Il vissuto personale e quello biologico costituiscono la base per il radicamento dell’individuo e per il sentimento di appartenenza. La persona, con la conoscenza dei miti e quindi della cultura a cui appartiene, diventa una parte di un contesto socio-culturale accessibile e comprensibile, e diventa capace di sperimentare responsabilità verso sè, verso ciò di cui si nutre, verso il prossimo e verso l’ambiente.Il mio lavoro di paesaggista si unisce a quello di divulgatrice ambientale indissolubilmente perchè, per cambiare la direzione di questa società che sembra soffrire di insonnia di sè, bisogna, prima di ogni altra cosa, sensibilizzarci (partendo dai bambini o tornando bambini) all’importanza ecologica e culturale delle piante, incentivare la protezione dell’albero e del paesaggio come bene ambientale, economico e culturale, fornendo strumenti semplici, come le storie, per un approccio più consapevole alle osservazioni naturalistiche ed alle problematiche ambientali.’Gli antichi amavano e veneravano alberi e piante, (), non perchè gli alberi producessero frutti e li aiutassero a ricavarne un profitto, ma perchè sapevano che loro stessi erano, in verità, tutt’uno con la Natura’ – Amma*Gli alberi dei boschi, dei parchi e dei frutteti, le erbe e le verdure degli orti e dei prati hanno molto da raccontarci… dobbiamo solo salire su questi grandi giganti usando la scala dei miti, avventurandoci in un percorso magico e ricco di insegnamenti. * Se desideri avere notizie su Amma le trovi su questa pagina di Wikipedia: Amma-Mata_AmritanandamayiPer maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione agli eventi ‘Magie Arboree’ e ai laboratori per bambini visita il sito dell’Associazione Terraverde Terrarossa. Isabella GuerriniPaesaggista, progettista di giardini naturalistici, educatrice ambientale ed esperta in simbologie vegetali, Isabella Guerrini nasce a Foligno PG nel 1972. Consegue diploma di laurea in Gestione Tecnica del Paesaggio con una Tesi sul Giardino Simbolico. La sua attività professionale si sviluppa sempre su due fronti, quello della progettazione dei giardini, del paesaggio, dell’educazione ambientale e quello imprenditoriale attraverso il cooperativismo, la gestione d’impresa e l’attività di consulenza agroalimentare, organizzando anche eventi culturali di carattere nazionale, in particolare dedicati alla cultura, al cibo, alla promozione della sostenibilità ambientale e biologica.

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