Vi Raccontiamo L’eco-picnic Di Ribera

Redazione

partecipanti sotto un ombrellone

Ha avuto successo e ne siamo felici. Noi e l’ambiente!

Di Giuseppe Mazzotta

Il 1° agosto 2011 alla “Fucitedda” della Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani di Ribera (AG) saremo stati circa 200, di cui un centinaio hanno scelto di rimanere in spiaggia, mentre gli altri spartecipanti sulla spiaggia e cartello della compagniai sono accomodati nell’area attrezzata della pineta a non più di 100 mt.
La manifestazione ha visto i partecipanti godersi prima il sole, il mare, il paesaggio ed il contesto, che sicuramente rappresenta uno di quei luoghi nei quali ci si può perdere nelle rappresentazioni leggendarie da Dedalo in poi.
Dopo un bagno (o tanti) rinfrescante e rigenerativo, verso l’una (ore 13:00)  i partecipanti hanno anguria nel bagnasciugaesposto i cibi e le attrezzature, secondo quanto indicato nel protocollo di partecipazione.
E’ stato un godere dei sensi e dello spirito (non quello alcolico-che è stato assente tranne qualche rara bottiglia di buon vino).Paste al forno, “ncupunati”, “arripusati”, e poi frittate, arrosti, verdure ed ogni altro ben di Dio, che ha avuto la sua naturale conclusione nell’anguria resasi fresca grazie alla risacca del mare che l’ha vista semisepolta, ma perennemente controllata, per tutta la mattinata.
martino sulla spiaggia con i partecipantiLa natura non tradisce.
Gli amanti del cibo sincero, riunitisi in Compagnia a Ribera sin dalla scorsa estate, capitanati da Presidente e Vice locali, Margherita Amato e Vanna Ambrosi, coordinati dal responsabile nazionale, Martino Ragusa, il quale ha posto l’accento sulla filosofia della decrescita felice che deve accompagnare tutte le nostre anche più piccole azioni, hanno dimostrato che i picnic “all’antica”, senza spreco di plastica e senza produzione di rifiuti inutili, è possibile, anzi è tanto più godibile, perché in fondo tentare di limitare al massimo l’impronta dell’uomo sulla terra è dovere di tutti.
Se lo si fa associandovi il piacere è il massimo.

Un grande picnic! Parola di cestino sincero.

Di Caterina Maddi

cestino durante l'ecopicnicErano anni che non mi tiravano fuori dall’armadio. Sapeste quanta polvere si era accumulata sul mio rivestimento di stoffa a quadretti bianchi e rossi! Fu grande la meraviglia quando, pochi giorni addietro, sentii aprirsi le ante cigolanti del vecchio armadio. Mani sapienti si premurarono di rimettermi a nuovo: sono stato spolverato, spazzolato, ripulito e tirato a lucido. Anche i piccoli buchetti della stoffa, dovuti all’ingordigia delle tarme, sono stati ricuciti. -Chissà perché?- mi chiedevo. Oh pardon, che sbadato! Non ho fatto le presentazioni! Sono un cestino da pic-nic. Sì, proprio un cestino da pic-nic! Di quelli che si usavano negli anni’50 per fare le grandi scampagnate, di quelli che ormai si vedono solo nei quadri di Renoir o di Monet. E insieme a me, dall’armadio cigolante sono stati letteralmente riesumati anche il vecchio tavolopartecipanti sotto un ombrellone apribile, il piccolo frigorifero polveroso, l’ombrellone da spiaggia, i piatti, i bicchieri, le posate, le borracce … tutte cose che ormai non si vedono più in giro. Strumenti infernali, scomodi e di grande impaccio! Si preferisce usare i moderni ritrovati cari alla scienza degli sprechi. Immani diavolerie, fedeli compagne delle famiglie senza tempo: piatti usa e getta, posate usa e getta, bicchieri usa e getta … si usa e si getta tutto oggi giorno, che idiozie!
E invece, un po’ per gioco, un po’ per coscienza ecologica, la mattina del 1 agosto 2011, alla buon’ora, colmo di antiche leccornie (da far invidia al cestino che Cappuccetto Rosso portò astriscione della compagnia in spiaggialla nonna malata), sono stato caricato in macchina insieme ai miei vecchi e fedeli colleghi, amici di mille scampagnate. Meta del nostro viaggio la riserva naturale della foce del fiume Platani. Un delizioso tratto di spiaggia incontaminata, tra Ribera e Cattolica Eraclea, incorniciato da un ombroso boschetto. Era un giorno caldo e poco ventoso, ottimo clima per un eco pic-nic sulla spiaggia. E se mi sembrò già insolita per i tempi che corrono la tanto sana idea di una scampagnata ecologica, altrettanto stupefacente mi apparve la grande partecipazione che l’evento aveva raccolto. Una sorridente manciata di partecipante sulla spiaggiaallegre famigliole, ognuna armata dei propri cestini, calpestava con passo celere la terra battuta della stradina che dalla riserva porta al mare, mentre un coro di cicale friniva in modo assordante. Un grande telo di juta penzolava appeso al collo di un albero arso dal sole. “Compagnia del cibo sincero”, c’era scritto su! E poco più in là un altro striscione recitava: associazione “SOS Democrazia”. Da ciò capii che quella gente non si era ritrovata lì per pura casualità, ma che tutto faceva parte di un evento prestabilito, allo scopo di risvegliare le coscienze sopite. Che bella iniziativa, una scampagnata sincera! E a chiarire meglio le mie idee da cestino confuso o poco informato, ci ha pensato con un brevepartecipanti sotto l'ombrellonediscorso un signore alto e dinoccolato, un certo Martino Ragusa. Gli intenti della manifestazione erano molteplici, uno più genuino dell’altro: riscoprire le tradizionali ricette da scampagnata, sapori antichi e genuini, che contrastano con i preparati industriali e i prodotti della gastronomia globalizzata; informare sull’importanza di assumere abitualmente comportamenti ecologici e a impatto zero sull’ambiente; promuovere l’uso di materiali riciclabili rinunciando all’utilizzo delle stoviglie usa e getta; e cosa ancora più importante, creare una comunità di persone con interessi comuni, un gruppo in cui riconoscersi ed identificarsi, un sostrato di terreno fertile dove poter gettare i semi per una società più pulita,martino con una partecipante sulla spiaggia nella consapevolezza che i semi attecchiscono se il terreno è ben preparato.
Così, mentre ognuno apparecchiava sotto l’ombrellone, l’aria si riempiva di chiacchiere, risate e profumi invitanti. I profumi della Sicilia più vera, più “sincera”, quella che giace ancora intatta sotto uno spesso strato di rifiuti e parole: anellini al forno, polpette di carne, peperoni ripieni, torte salate, parmigiana di melanzane, anguria, melone, pesche, torta di mele e caffè. E in tanta abbondanza di cibi e buoni propositi, io mi crogiolavo nel ricordo dei bei tempi andati. Davo bella mostra di me, posando vanitosamente agli scatti dei fotografi e godevo soddisfatto del mio momento di gloria.

Si ringrazia Comunic@lo per la concessione delle immagini.

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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