Una Bologna chic e cioc

Redazione

La felicità racchiusa in un quadratino di cioccolato.di Daniela Badalì.’Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: per la dannosa colpa de la gola, come tu vedi, a la pioggia mi fiacco. E io anima trista non son sola, chè tutte queste a simil pena stanno per simil colpa’.Così Dante presenta i golosi nel III cerchio dell’Inferno, costretti a giacere supini nel fango sotto un’incessante pioggia maleodorante di neve e grandine. Beh, se questo è il prezzo da pagare per noi peccatori ed estimatori del cibo degli dei, pazienza! Sopporteremo queste pene.Volge al termine la settima edizione del Cioccoshow di Bologna, che scopre il suo lato più dolce. Espositori e produttori artigianali provenienti da svariate regioni italiane, ma anche dal Belgio e dalla Spagna, hanno deliziato il palato e la vista di tutti i cittadini bolognesi che, nonostante la crisi, hanno partecipato numerosi all’iniziativa. Il tutto è avvenuto sotto lo sguardo attento del Nettuno che sovrasta Piazza Maggiore, neppure lui è riuscito a resistere alla tentazione, al profumo intenso e irresistibile, alle cascate di cioccolata calda, alla visione paradisiaca del cioccolato in tutte le sue forme. Altro che inferno!Il Cioccoshow è un appagamento non solo per i golosi, ma anche per i più curiosi che vogliono ammirare l’abilità degli artigiani. Un’esposizione di borsette, scarpe, macchine fotografiche, iPhone, attrezzi, tazze, tazzine, moke, cucchiaini, fino alle classiche tavolette aromatizzate con olii essenziali naturali o con frutta in pezzi. E ancora praline, cremini, bon bon curati nei minimi dettagli. Delle vere e proprie piccole opere d’arte a base di burro di cacao, zucchero, fave di cacao e un’ingrediente indispensabile, l’amore dei mastri cioccolatieri. Così perfette che sembra quasi un peccato, anche se solo per un attimo, mangiarle.Non solo cioccolata buona da gustare, ma anche buona per il suo scopo sociale. I maestri cioccolatieri Mirco della Vecchia e Giuseppe Sartori sono entrati nella storia dei Guinness dei Primati creando la tavoletta biologica più lunga del mondo. Lunga ben 15 metri, larga 2 per un peso pari a circa 300 chili e composta da un mix di cioccolato proveniente dall’Ecuador e dalla Repubblica Dominicana, è stata messa in vendita a offerta libera, durante la manifestazione. Il ricavato sarà devoluto alle popolazioni alluvionate della Liguria. Ecco un video-tour con qualche intervista ai produttori espositori!

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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