anisetta marchigiana

Tutti pazzi per l’Anisetta marchigiana, Liquore nobile

Ilaria De Lillo

Le Marche sono una regione italiana dalle mille sorprese paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche. Non solo si bevono ottimi vini naturali e biodinamici, si produce un paradisiaco prosciutto del Montefeltro e lo stuzzicante formaggio di fossa. Qui nasce anche un liquore che oggi è amato in tutto il mondo. È l’Anisetta marchigiana, liquore simbolo di Ascoli Piceno e ideato nell’Ottocento nella bottega di Silvio Meletti che aveva tra le mani dell’anice verde. Dopo più di un secolo di brindisi e risate a suon di anisetta marchigiana, vi raccontiamo alcune curiosità sul liquore della nobiltà.

anisetta

Anisetta, il volto autentico delle Marche

Gli appassionati di liquori, buongustai e cultori delle eccellenze marchigiane, riconoscono nell’anisetta tutti i profumi e i colori della regione. La sua storia antichissima comincia nel laboratorio di liquori della famiglia Meletti, già conosciuta per l’omonimo caffè in Piazza del Popolo ad Ascoli. A base di anice verde, Pimpinella Anisum, l’anisetta era ottenuta attraverso un alambicco a bagnomaria, a evaporazione lenta, che consentiva di isolare un distillato estremamente aromatico. Perfezionata nel tempo la ricetta, Silvio Meletti studiò una procedura di evaporazione del liquido così lunga che il sapore e la dolcezza dell’anice rimangono forti e persistenti nella bevanda, con una buona gradazione alcolica ma in un gusto allo stesso tempo dolce e fine. Insomma, la bevanda dell’aristocrazia.

Ed è il profumo deciso dell’anice verde, un misto di finocchio e menta, che caratterizza l’anisetta marchigiana e lo rende ritratto perfetto della regione. Solo nei terreni argillosi delle colline marchigiane c’è la Pimpinella Anisum, pianta da cui si ottengono i semi utilizzati nella distillazione.

L’Anisetta in cucina: tante ricette gustose

Questo delizioso liquore a base di anice verde è ideale a fine pasto come digestivo. Può essere bevuto liscio, oppure con un chicco di caffè tostato nel bicchiere, oppure può anche essere utilizzato come correttore del caffè che dà la carica a metà mattina, o per profumare i dolci e preparare torroni, cioccolate, babà, semifreddi e torte. Avete mai provato a fare i deliziosi biscotti all’anisetta? Una goduria per il palato. Oppure utilizzate l’anisetta per profumare la pasta frolla e preparare la crostata, da farcire con la crema gialla aromatizzata con limone e, dulcis in fundo, anisetta.

biscotti anisetta

L’Anisetta al cinema: il liquore di Marlon Brando

Il grande cinema ha omaggiato l’anisetta ne “Il Padrino. Parte seconda”, quando in una delle scene iniziali Mr. Corleone, un ineccepibile Marlon Brando, offre un drink al suo ospite, Johnny Ola, interpretato da Dominic Chianese. Quel liquore è proprio l’anisetta.

E oggi anche l’Anisetta è biologica

I sapori antichi che guardano al futuro: questo è sinonimo di rispetto della tradizione e innovazione. Così, tra gli scaffali delle enoteche e liquorerie, oggi possiamo trovare anche l’Anisetta biologica, che non solo è ottenuta da materia prima bio, ma è anche protagonista del progetto di solidarietà della cooperativa ascolese Ama-Aquilone, impegnata nelle dipendenze patologiche e nell’accoglienza presso comunità di persone con problemi di abuso di sostanze stupefacenti.

Se oltre all’anisetta siete appassionati del mondo dei liquori, approfondite l’argomento esplorando questi suggerimenti e queste ricette.

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

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