tè verde bancha giapponese

I benefici del bancha, il tè verde giapponese quasi privo di teina

Federica Portuese
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    Mai sentito parlare del tè bancha? Molto apprezzato nella cultura orientale e soprattutto nella tradizione macrobiotica, è una particolare varietà di tè verde giapponese, che si distingue dalle altre perché povero di teina. Nonostante non sia ancora molto conosciuto nel mondo occidentale, vale la pena parlare di questa preziosa bevanda per scoprirne i benefici e le proprietà che lo rendono così speciale e diverso da altri tipi di tè.

    Tè Bancha, il tè verde in foglie e rametti con un basso contenuto di teina

    Il tè bancha è una bevanda dal gusto leggero che si prepara a partire dalle foglie più vecchie, cioè quelle di almeno tre anni, della pianta del tè, la Camelia sinensis. Si tratta di un arbusto sempreverde che raggiunge 4-5 metri di altezza, coltivato principalmente in Bangladesh, Cina, India, Sri Lanka, Kenya e, ovviamente, Giappone. Il periodo di raccolta delle foglie di questa pianta e tutte le fasi di lavorazione a cui sono sottoposte successivamente determina le differenze, nel gusto e nell’aroma, delle varie tipologie di tè che si possono ottenere.

    bancha tè verde

    Natalia Hanin/shutterstock.com

    Il termine bancha significa proprio “raccolta tardiva”, e infatti questa tipologia di tè è conosciuta anche come bevanda dei tre anni, proprio perché si raccolgono le foglie più grandi e più mature dopo il terzo anno di vita della pianta. Il motivo per cui la pianta deve crescere così a lungo è che in questo modo cede buona parte della teina. Quello che si ottiene è perciò un tè a bassissimo contenuto di teina, adatto a essere consumato a qualsiasi ora della giornata, anche da anziani e bambini.

    Tè bancha kukicha e hojicha: qual è la differenza?

    Occorre però fare una distinzione. Esistono infatti due qualità di tè bancha che si trovano in commercio, ossia:

    • kukicha, il cui nome deriva dal termine giapponese kuki che significa “rametto”.
    • hojicha, che invece indica le foglie vere e proprie.
    tè bancha

    funny face/shutterstock.com

    La differenza principale tra queste due tipologie di tè bancha è che mentre la prima si ricava da rametti essiccati e tostati, che conferiscono alla bevanda un gusto più deciso, quasi amarognolo, e un’aroma legnoso. La seconda, invece, si ottiene solo ed esclusivamente dalle foglie della pianta, perciò ha un contenuto più alto di teina, seppur in quantità tali da considerarsi sempre minime, e un sapore più delicato e fresco. In entrambi i casi, dopo la raccolta, sia le foglie che i rametti si lasciano asciugare per una settimana, riposare per un anno e infine vengono tostati.

    Tè verde bancha: tutte le proprietà

    Come abbiamo anticipato, la quasi totale assenza di teina è la caratteristica principale che rende il tè bancha giapponese una bevanda salutare, perfetta per essere consumata tutti i giorni, e che la distingue dalle altre tipologie di tè verde. Ma andiamo a scoprire quali sono le altre proprietà di questa bevanda.

    Un potente antiossidante

    Grazie alla presenza di polifenoli, il tè bancha è un potente antiossidante e antinfiammatorio naturale in grado di contrastare gli effetti negativi dello stress ossidativo, riducendo il rischio di danno cellulare causato dai radicali liberi.

    tè bancha proprietà

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    Proprietà digestive e depurative

    Se consumato tiepido durante o dopo i pasti, il tè bancha facilita i processi digestivi, riduce il rischio di gonfiore addominale causato da fermentazioni, favorisce la diuresi e aiuta il fegato sostenendo la sua attività di detossificazione.

    Remineralizzante e alcalinizzante

    Grazie al suo contenuto di calcio, ferro e vitamina A, il tè bancha è una fonte preziosa di minerali in grado di riequilibrare il ph del sangue. Ideale in caso di anemia e di osteoporosi, alcuni studi hanno dimostrato anche l’efficacia di questa bevanda nel proteggere il cuore e i reni.

    Il tè bancha ha effetti collaterali?

    Non ci sono controindicazioni particolari associate al consumo di questo tè, soprattutto perché, come abbiamo già detto, è praticamente privo di teina, perciò adatto anche ad anziani e bambini, e può essere consumato in qualunque momento della giornata, anche la sera. Non sono note interazioni con i farmaci, ma è sempre opportuno consultare il medico.

    Come si prepara il tè bancha

    Preparare il tè non è così scontato e semplice come crediamo. Per poter gustare al meglio il bancha e poter beneficiare di tutte le sue proprietà è importante infatti rispettare tutte le fasi della preparazione.

    tè

    Pixel-Shot/shutterstock.com

    Innanzitutto, è fondamentale che la temperatura dell’acqua non sia troppo calda: deve rimanere tra gli 80-90 °C. Non va portata quindi a ebollizione, oppure bisogna aver cura di spegnere il fuoco non appena l’acqua bolle e lasciarla raffreddare qualche istante prima di mettere in infusione le foglie del tè o i rametti.

    Se si utilizzano le foglie, è importante utilizzare la giusta quantità per evitare che il tè abbia un gusto troppo intenso, che può diventare amarognolo: basterà mezzo cucchiaino di foglie per tazza, oppure un cucchiaio colmo per un litro di tè. Si lascia in infusione circa 3-4 minuti e poi si filtra.

    Se invece si utilizzano i rametti, i tempi di infusione sono più lunghi, circa 8-9 minuti e poi occorre farlo riposare altri 8-9 minuti. In ogni caso, il colore non deve essere scuro, ma deve rimanere dorato.

    L’ideale sarebbe non aggiungere zucchero, miele o altri dolcificanti, ma gustare questa bevanda al naturale per poterne apprezzare il suo sapore delicato e il suo aroma fresco. In alternativa, se volete conferirgli una nota più aromatica, si può aggiungere zenzero fresco o anice stellato.

    Dopo aver filtrato il tè, i rametti o le foglie si possono utilizzare fino a 2-3 volte e successivamente si può non buttarle in quanto sono degli ottimi fertilizzanti per le piante in vaso.

    E voi conoscevate il tè verde bancha e le sue proprietà?

    È nata e vive a Catania ed è una biologa nutrizionista. Il suo piatto preferito è la pasta con le vongole: semplice e buonissima, fa sorridere tutti quelli che la trovano nella dieta; in cucina, per lei, non possono mancare: l'olio di Agira, perché è unico e speciale, in quanto è frutto della raccolta che ogni anno fa con amici e parenti, e un cucchiaio di legno che, come una bacchetta magica, trasforma e unisce i sapori.

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