storia del caffè

Storia del caffè, parte II. Il caffè in Europa.

Deborah Ascolese

Nello scorso articolo abbiamo iniziato un viaggio alla scoperta della Storia del Caffè, la bevanda di origine araba, apprezzata soprattutto per le sue proprietà energizzanti e stimolanti.

Oggi continuiamo questo percorso di scoperta parlando di come questi deliziosi chicchi tostati e macinati raggiunsero e ammaliarono i paesi europei.

caffè tazza araba

 

Cominciamo col dire che, nel consumo di caffè, il punto di incontro tra Oriente e Occidente è rappresentato dai Turchi Ottomani. Questo popolo, infatti, amava talmente tanto questa bevanda da consumarla in ogni momento del giorno. Considerata la bevanda dell’amicizia per eccellenza, il caffè era immancabile nelle occasioni di convivialità e socializzazione.

Il Caffè in Europa

Nel 1660, con l’intensificarsi delle attività commerciali tra il mondo occidentale e quello orientale, il caffè giunse anche in Europa. Il primo paese europeo ad assaporare l’intenso aroma dei chicchi tostati fu l’Inghilterra. Poi, dopo qualche decennio, fu il turno dell’Impero Asburgico.

Si dice, infatti, che durante l’assedio a Vienna nel 1683, i Turchi, costretti alla ritirata, abbandonarono alcuni sacchi di caffè davanti alle mura della città.

Ebbene, dopo solo un anno, ecco che veniva inaugurato il primo Cafè dell’Impero Asburgico, il Zur Blauen Flasche.

Zu den blauen Flaschen

Il successo del Caffè in Europa

La nascita delle caffetterie in Europa, inizialmente contrastata dai produttori di alcolici, era al contrario incentivata dai sovrani e dai governi. Questi ultimi, infatti, vedevano nel consumo di caffè un modo per ottenere consistenti vantaggi economici. È questo il caso di Luigi XIV che, grazie alle tasse sul caffè, si assicurò il finanziamento di alcune imprese militari.

Riguardo all’abuso da parte dei sovrani delle tasse inique sui beni di consumo e, in particolare, sul caffè è ancora celebre la “Cantata del Caffè” composta nel 1732 da Johan Sebastian Bach.

Il Caffè in Italia

La prima e ufficiale “bottega del caffè” nacque, grazie all’istinto imprenditoriale veneziano, in Piazza San Marco nel 1645.

Il successo generato da questa prima bottega fu tale che, dopo solo un secolo, il governo veneziano si vide costretto a sospendere la concessione di licenze: in città, le botteghe di caffè presenti erano oltre duecento!

E non a caso, nella commedia “La Bottega del Caffè” di Carlo Goldoni, Ridolfo sostiene: “una volta correva l’acquavite, adesso è in voga il caffè”.

Il Caffè “benedetto”

Tuttavia, l’avvento dei Cafè in Italia non fu certo privo di ostacoli. Uno fra tutti, il parere della Chiesa che, considerando le botteghe dei veri e propri luoghi di perdizione, cercò di osteggiarne la diffusione in ogni modo.

Fortunatamente, Papa Clemente VII volle assaggiare questa famosa “bevanda del diavolo”, prima di bandirla per sempre. E di certo non poté credere alle sue papille gustative quando, assaporando una calda tazza di caffè, si rese conto della bontà di quell’intenso aroma. Non ebbe dubbi e la benedì senza pensarci due volte: quella che prima era considerata “bevanda del peccato” si trasformò in un batter d’occhio nella bevanda cristiana preferita dal Papa.

tazzina caffè

Nata in Oriente, nel lontano 500 d.C., la Storia del Caffè continua ogni giorno: che la si gusti appena svegli a casa o al bar in compagnia, il profumo intenso e il gusto corposo di questa bevanda ci accompagna e ci delizia durante tutte le nostre giornate.

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

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