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Spaghetti bolognaise doesn’t exist

Redazione

spaghetti in pentola

by Martino Ragusa

Italians eat spaghetti with many different kind of sauces, but never with the one usually known as bolognaise sauce (also called ragù), which tastes much better with fresh egg pasta like tagliatelle. The recipe Spaghetti Bolognaise is very famous worldwide and even in Italy in some touristic restaurants, but it is just a stereotypical fake dish. In fact, Spaghetti Bolognaise has been invented by some restaurateurs in some mass tourism Italian cities.
ragù alla bologneseSurfing the web wecan discover how foreign people see Italian people and Italian cooking: I suggest you to check
Videojug, an English successful website specialized in video-cooking-recipes. There you can find the video “How to make Spaghetti Bolognaise”, which will totally freak you out!
Here are some common mistakes of this video: the cook flavors the sauce with oregano and he puts some fresh parsley on the cooked dish. We’d be shocked, but we have to realize that Spaghetti Bolognaise is a mix of two main symbols of Italian cooking: Spaghetti and Bologna, a city known for its great culinary heritage, the Italian cooking homeland. Oregano is a symbol too, because it’s used to prepare pizza, and foreign people are not expected to know that we use it just on tomato salad and not in this specific sauce.spaghetti alla bolognese in scatola
However, the success of Spaghetti Bolognaise out of Italy is extraordinary, especially in their pre-made canned version. A recent market research by the Italian newspaper “Repubblica” clames that English consume 670 billion boxes of Spaghetti Bolognaise per year. Once a week every English person truly believes to have an Italian dinner just opening one of these boxes, maybe also drinking a cappuccino with it. We are glad that a lot of people in the world really appreciate a dish made with Italian ingredients, but at the same time we might be disappointed that these ingredients are mixed up following the diagram of a souvenir. Let’s imagine a little Colosseum, between a Gondola and a Vesuvius… This can’t be considered folklorist cooking, it’s just kitsch!
English might have the right to come up with something called
Spaghetti Bolognaise, Fettuccine all’Alfredo or meatball spaghetti and they can cook them however they like. At the same time thought, Italians shall react and get upset. We should wonder about our own
responsibilities, maybe we have not been able to communicate our national cooking traditions as they deserve.

 

Gli Spaghetti alla bolognese non esistono

di Martino Ragusa

Noi italiani gli spaghetti li mangiamo con tanti condimenti, ma non certo con il ragù alla bolognese, con il quale preferiamo una pasta all’uovo possibilmente fresca come le tagliatelle. All’estero e nei ristoranti turistici italiani, invece, prosperano gli spaghetti alla bolognese, un piatto-simbolo inventato con la collaborazione di alcuni ristoratori delle città italiane più battute dal turismo di massa. Grazie a internet è possibile sbirciare in casa d’altri per farci un’idea di come gli stranieri vedono noi italiani e, nella fattispecie, la nostra cucina. A questo innocente spionaggio si presta molto bene il sito anglofonoVideojug, un grosso portale di successo specializzato soprattutto in video-ricette di cucina. Basta cliccare su “How to make Spaghetti Bolognaise” per rimanere allibiti. Fra le tante stranezze, il ragù viene aromatizzato con un imprevedibile origano e il piatto pronto finito con una generosa manciata di prezzemolo crudo. Possiamo storcere il naso, ma dobbiamo renderci conto che gli “Spaghetti Bolognaise” sono un sincretismo tra due forti simboli della cucina italiana: gli spaghetti e la città di Bologna, universalmente nota come “città dove si mangia bene”, quasi la patria della cucina italiana. Anche l’origano è un simbolo per via della pizza, e agli stranieri importa questo, non controllare se in Italia lo mettiamo nell’insalata di pomodori piuttosto che nel ragù.
Il successo degli spaghetti alla bolognese all’estero, comunque, è straordinario. Soprattutto nella versione “in scatola”. Una recente ricerca di «Repubblica» ci informa che gli inglesi ne consumano 670 milioni di scatole all’anno, come dire che per ben due volte alla settimana ogni inglese
è convinto di mangiare italiano aprendo una di quelle scatole e magari accompagnandola con un cappuccino. Di certo fa piacere che un piatto con ingredienti inequivocabilmente italiani sia così amato all’estero, ma fa tristezza che venga assemblato con la logica di un souvenir. Questa
non è neanche cucina folcloristica, è puro kitsch, come un piccolo Colosseo con una gondola da una parte e il Vesuvio dall’altra. È vero che gli inglesi hanno il diritto di inventarsi gli spaghetti alla , le fettuccine all’Alfredo e gli spaghetti con le polpette e costruirseli come pare a loro. Ma anche noi italiani abbiamo il diritto di rimanere perplessi oltre che il dovere di domandarci se tutto questo non avvenga un po’ per colpa nostra. Forse siamo stati proprio noi a non saper fare una comunicazione efficace sulla nostra vera cucina nazionale.
Traduzione di Silvia Salomoni e Serena Canu

 

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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