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Cresce il biologico in Italia, trainato da giovani e donne: le novità dal Sana 2019

Redazione
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    Il presente del biologico è verde brillante e guarda al futuro con fiducia. Questo è quanto emerge dalla 31esima edizione del SANA, il Salone internazionale del Biologico e del Naturale, che si è concluso ieri a Bologna. L’appuntamento ha richiamato sotto le Due Torri molti visitatori che hanno esplorato i 60.000 metri quadri dedicati all’esposizione. Quest’anno sono state oltre 1.000 le aziende espositrici divise in tre aree: Food, Care & Beauty e Green Lifestyle. Organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Assobio e Federbio, due grandi sigle del mondo biologico, il SANA si conferma un punto di riferimento per consumatori e addetti ai lavori: oltre ai prodotti e ai SANA Award che premiano le proposte più innovative, anche il programma di convegni si è rivelato vivace. Quest’anno è stato impreziosito da un’anteprima: Rivoluzione Bio. Svoltosi a Bologna nei locali dell’ex GAM il 5 e il 6 settembre, il convegno ha accolto numerosi speaker internazionali che si sono interrogati su quali siano i punti di forza e quelli deboli di un settore capace di conquistare sempre di più i consumatori.
    Ecco quanto emerso a SANA 2019 iniziativa che ha sancito il settore biologico non come antagonista rispetto all’agricoltura tradizionale, ma come una parte rilevante del mondo agricolo. Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, ha commentato: “Si è appena conclusa una settimana molto importante per il biologico, iniziata con gli Stati Generali dove sono stati presentati i punti al centro del Manifesto 2030, proseguita con il grande successo della 31a edizione di SANA e la Festa del Bio. Il Manifesto del Bio 2030 rappresenta un contributo concreto e importante che FederBio, insieme ad AssoBio e a BolognaFiere, propongono per impostare una strategia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte”.

    Cresce ancora il biologico, scelto anche al ristorante

    Il biologico è un mercato in crescita, lo confermano i dati presentati e commentati al SANA e a Rivoluzione Bio: non si tratta più di una nicchia e l’Italia ha un ruolo di rilievo a livello globale. È, infatti, leader mondiale per numero di imprese trasformatrici (sono 18.000), mentre è ai vertici europei per quanto riguarda il numero di aziende biologiche, ben 75.000. Ciò che colpisce maggiormente, è che queste imprese sono condotte in gran parte da giovani (il 22% degli imprenditori agricoli bio ha tra i 20 e i 33 anni) e da donne (30% – dati AssoBio).

    Durante il SANA sono stati presentati anche i più recenti dati raccolti dall’Osservatorio SANA, lo strumento promosso da BolognaFiere e curato da Nomisma con il patrocinio di Federbio e Assobio e il sostegno di ITA, Italian Trade Agency. Il primo dato è il volume d’affari generato dalle vendite di prodotti alimentari a marchio biologico in Italia nel 2018 su tutti i canali: 4.089 milioni, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente. Addirittura a tre cifre la crescita dell’ultimo decennio: + 171%.

    Le vendite sono aumentate, dunque, così come sono cresciuti i luoghi e le modalità di acquisto del biologico. Tra le novità più interessanti dell’Osservatorio SANA di quest’anno, per esempio, il fatto che il consumatore trovi e scelga il biologico per gli acquisti di “food to go” (prodotti precotti, o pronti da preparare), nei distributori automatici e al ristorante. Il biologico è presente in maniera capillare nel carrello e nelle case degli italiani: l’86% del campione ha avuto, nel 2018, almeno un’occasione di acquisto. Ancora una volta, colpisce l’aumento rispetto agli anni precedenti: l’Osservatorio rileva, a tal proposito, che nel 2012 le famiglie che sceglievano il bio erano il 53% del totale. In termini assoluti si rileva come 8,4 milioni di italiani che nel 2012 non acquistava mai biologico, oggi lo compra abitualmente.

    Abbiamo chiesto a Silvia Zucconi, Responsabile market intelligence di Nomisma, di darci una panoramica dei principali trends emersi dall’Osservatorio SANA:

    Sono molte anche le sfide a cui il settore dovrebbe rispondere. Per poter conquistare nuove fette di mercato in primo luogo è necessaria una riflessione sul “giusto prezzo”. Molti consumatori, infatti, non scelgono il bio perché lo considerano troppo caro, ma il leit motiv condiviso dalle associazioni di agricoltori è sempre lo stesso: dove c’è un prezzo troppo basso, c’è qualcosa che non va. L’obiettivo è, dunque, l’equilibrio, per poter proporre un biologico di qualità, riconosciuto e accessibile.

    Seconda sfida è quella della sostenibilità ambientale. Molto viene già fatto, ma il biologico dovrà essere in grado, sempre di più, di proporre anche un packaging biodegradabile e compostabile. Il consumatore, infatti, richiede cibi che facciano bene sia all’organismo che all’ambiente.

    Infine, una terza criticità emersa durante i giorni della fiera e del convegno è quella della regolamentazione. L’auspicio è che siano armonizzate le normative vigenti e che, anche a livello europeo, si vada nella direzione di un sostegno e di un riconoscimento del settore e del suo valore, come ci ha raccontato Doriano Giuglianini, vice-presidente dell’Associazione Nazionale Tecnici e Ispettori per le Produzioni Biologiche (ATBio): 

    SANA 2019: quali sono i trend del biologico?

    Per comprendere quali sono i trend più interessanti emersi al SANA 2019 è interessante partire dalle priorità degli italiani che scelgono il biologico. Il consumatore ha, infatti, le idee chiare e le ragioni per cui sceglie i prodotti con questo marchio sono: 

    • salute;
    • sostenibilità ambientale;
    • sicurezza alimentare;
    • qualità;
    • minor impatto ambientale (inquinano meno).

    I prodotti che generano più profitti, secondo l’Osservatorio SANA su dati Nielsen aggiornati a luglio 2019, sono le uova, le confetture spalmabili a base di frutta e le gallette di riso, che trainano le vendite bio, soprattutto nella grande distribuzione organizzata. Da qui emergono i tratti che caratterizzano le risposte delle aziende del settore e gli elementi innovativi più interessanti.

    Tracciabilità: blockchain ed etichette parlanti

     

    In questa 31esima edizione del SANA si è parlato anche di tracciabilità e di trasparenza della filiera. Il mondo dell’agricoltura biologica si sta attrezzando, in maniera sempre più consistente, per garantire al consumatore finale un prodotto sicuro e di qualità. Come ha sottolineato Gianluca Lelli, responsabile nazionale area economica di Coldiretti: “c’è la necessità che tutta la filiera sia responsabile di quanto arriva sul tavolo del consumatore. Una possibile soluzione? La blockchain e un’etichetta chiara, leggibile e comprensibile”.

    La risposta delle aziende biologiche si trova nell’area Novità del SANA con due esempi. Uno è quello del miele biologico di Mielizia. Su ciascun tappo è, infatti, riportata la seguente dicitura: “traccia il tuo miele inserendo il numero di lotto nell’apposita casella sul sito www.mielizia.com”. Questa strategia lega l’innovazione digitale con l’esigenza di raccontare anche la storia di un prodotto e dell’apicoltore che l’ha curato. 

    miele mielizia sana 2019

    Anche la blockchain è già applicata, per esempio per tracciare la filiera del cacao di Cacao Criollo. Sulla confezione, il consumatore trova un QR code che, una volta scansionato, restituisce informazioni sulla materia prima, sulle caratteristiche degli ingredienti, sulla lavorazione e sulle proprietà salutistiche. Direttamente sullo smartphone.

    Sostenibilità ambientale e attenzione al packaging

    solibello rivoluzione bio

    “Chi comprava bio prima lo faceva per mangiare in maniera più sana e sentirsi meglio, oggi lo fa con il desiderio di essere parte di coloro che stanno facendo qualcosa per salvare il pianeta”, così conclude il suo intervento a Rivoluzione Bio Filippo Solibello, conduttore radiofonico del programma Caterpillar di Radio 2. Il biologico vuole proporre cibi e prodotti che abbiano il minor impatto ambientale possibile. Troviamo, dunque, alimenti confezionati in vetro, distributori di bevande con il vuoto a rendere, packaging compostabili. L’obiettivo è puntare su materiali completamente rinnovabili, che non generino né inquinamento né rifiuti. Lo sottolinea Marco Versari, presidente di AssoBioPlastiche: “la sfida dell’innovazione per noi è sulle materie prime: superare la soglia del 50% di rinnovabili per produrre film pacciamante e selezionarne il 100% OGM free”. 

    Denominazione protetta e biologica per valorizzare il made in Italy

    cioccolato di modica

    Aceto balsamico di Modena IGP e biologico, cioccolato di Modica IGP e biologico, vino DOP e biologico: un elemento che emerge tra gli stand del SANA, e confermato a Rivoluzione BIo da Ettore Ciancico del Consorzio Vino Valdarno di Sopra, è proprio la volontà di unire la certificazione biologica ai prodotti d’eccellenza a marchio IGP, DOP e DOC. Un percorso irto dal punto di vista burocratico, ma che ha sempre più applicazioni. L’obiettivo è duplice: offrire al mercato prodotti di qualità elevata, più competitivi anche sul mercato estero, e valorizzare il territorio di produzione insieme ai prodotti stessi.

    Mangiare bio per sentirsi bene

    Nonostante, come abbiamo visto, il biologico venga scelto grazie a un’attenzione crescente all’ambiente, le ragioni salutistiche sono ancora presenti, infatti, il 52% degli italiani sceglie il biologico perché fa bene e le aziende biologiche rispondono con proposte che tengono conto dell’esigenza salutistica. I superfood, per esempio, sono all’ordine del giorno e contaminano molti piatti diversi, dagli estratti ai taralli. DiSanaPianta propone come novità per il 2019 i “Veg-Fusion”, infusi biologici 100% con erbe aromatiche come, per esempio, al mirtillo, salvia e limone, oppure ribes nero e finocchio, o anche uva, fragola e alloro, per una pausa priva di zuccheri e salutare. 

    Biologico “food to go”

    Infine, come sottolineato da Nicola De Carne, Retailer Client Business Partner di Nielsen, intervenuto a Rivoluzione Bio, cresce il consumo di prodotti biologici confezionati. In particolare, verdure, food to go, frutta, vini DOC e IGP, pasti pronti e cibi salutari. Tra le proposte delle aziende del bio, troviamo sempre di più pasti pronti da scaldare 100% biologici. È il caso, per esempio, delle linee proposte da DNA bio o Cereal Terra. 

    “I numeri – conclude De Carne – ci raccontano di un futuro che vede un’intersezione tra i prodotti freschi e freschissimi che fanno bene alle persone e quelli che fanno bene all’ambiente”, sintetizzando così la proposta del SANA 2019. 

    Ci siete stati? Quali novità hanno attirato la vostra attenzione?

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      La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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