Ristoranti Giapponesi Milano

I 5 migliori Ristoranti Giapponesi di Milano

Giovanni Angelucci

Quanto sushi a Milano! La cucina giapponese (che non è assolutamente solo sushi) è ben rappresentata nella capitale meneghina con diversi e valevoli ristoranti. Ce n’è per tutte le esigenze: dal tradizionale al gourmet con rivisitazione contemporanea fino ai fusion che vanno per la maggiore. Non è più una moda passeggera, la proposta ristorativa giapponese è ormai diventata una cosa seria. Gli abitanti di Milano la scelgono almeno una volta alla settimana e hanno a disposizione numerosissimi locali pronti ad offrirla. Bisogna quindi saper scegliere quelli giusti. Dopo avervi dato i nostri consigli sui migliori ristoranti di Milano, vi diciamo quali sono secondo noi i ristoranti giapponesi più validi.

Ristoranti Giapponesi a Milano: i 5 migliori (secondo noi)

Iyo

Ha una cucina creativa e si fregia dell’unica stella michelin assegnata ad un ristorante giapponese. Pluripremiato anche dalle altre guide, Iyo (che deriva da “ukiyo”, ossia “mondo fluttuante”), offre una qualità del pesce ottima sia con i grandi classici come sushi e sashimi, sia con i California maki, i carpacci o la tartare di salmone.

Al coltello il maestro Haruo Ichikawa con al seguito la sua brigata per l’Iyo Selection, millefoglie di gamberi in salsa di miso, calamaro e pomodoro piccadillo; il fagottino di salmone con ikura (le sue uova) e semi di sesamo al wasabi, lavato con sakè e salsa di soya; la ventresca di tonno con scaloppa di foie gras, soya caramellata allo zenzero, kataifi e sale nero. Carta dei vini ampia e soddisfacente.

Fukurou

fukurou sushi

È l’emblema della cucina tradizionale giapponese. Entrate e sentitevi in Giappone per un paio d’ore grazie all’arredamento, ad una clientela prettamente giapponese e allo staff che parla italiano ma preferirebbe esprimersi in lingua madre. Lo chef è Ninomiya Yoshikazu che prepara i fondamentali della cucina nipponica come i magnifici gyoza (ravioli), sashimi, sushi e udon ma anche il Teishoku sushi, una panoramica di nigiri con wasabi. A disposizione una vasta lista di ramen con tutte le sue variazioni, tonkots, shio, shōyu; abbondanti e squisiti. Il ristorante non è molto grande e si può mangiare anche seduti al bancone a prezzi accessibili. Pranzo o cena, è sempre pieno.

Yuzu

Qualità, competenza, precisione, tradizione. Ottimo il rapporto qualità-prezzo e spirito giapponese tanto nei piatti quando nel locale. Una ventina di coperti disponibili in un luogo contenuto ma molto ospitale con un menù variopinto. La cucina giapponese è presentata in chiave moderna e accurata e il suo ceviche con gamberi e avocado è ormai famoso. Quindi da provare anche le capesante servite con salsa yuzu (tipico agrume giapponese), salsa chilli e sale di Maldon sul letto di alghe o il Red Wave, un roll ripieno di asparago e ricoperto da manzo e foie gras.

Poporoya

È sia alimentari giapponese che sushi bar. Poporoya è il precursore del sushi in Italia senza il quale probabilmente oggi l’alto livello che è possibile trovare a Milano non esisterebbe. È il primo ristorante giapponese di Milano, nato come negozio di alimentari, accanto al quale vive un piccolo ristorante “yatai” (il classico chiosco delle strade nelle città del Giappone). Un’istituzione insomma rappresentata da Hirasawa Minoru, per tutti Shiro, che dal 1989 gestisce il piccolo alimentari dove gustare la sua cucina, fatta di ingredienti selezionati e lavorazioni tradizionali. È spartano e chiassoso come i locali a cui i giapponesi sono abituati e per questo apprezzato, anche dagli italiani. Possibilità di servizio take away.

Sushi B

Sushi b preparazione

La più positiva novità milanese dell’anno. Sushi B è nel cuore di Brera e propone una cucina giapponese rivisitata in chiave creativa e innovativa di altissima qualità. Che sia un pranzo di lavoro, un cocktail homemade (curato da esperti barman del calibro di Alessandro Avilla e Lorenzo Andreoni), un aperitivo fusion giapponese o una cena di livello, Sushi B è così versatile da combinare la qualità con l’esecuzione in ogni occasione.

Piatto Sushi

In cucina l’executive chef Nobuya Niimori per un hamburger di tonno alla Teppanyaki con uovo marinato, salsa di soia, il “Karaaghe” di rana pescatrice con friggitelli e salsa ponzu, le cappesante americane con asparagi arrostiti, profumo di burro di Normandia e salsa di soia o il rombo alla Teppanyaki con fave, fagiolini e piselli. Ma anche una divertente selezione di sushi creativo, dove ogni pezzo e ogni decorazione sono realizzati al momento, e due menù degustazione: tradizionale e creativo Omakase, da sei e otto portate. I dessert con incursioni giapponesi sono firmati dal pasticcere Bruno Manganaro (Park Hyatt, Trussardi alla Scala e Grand Hotel Et de Milan). Scelta furba la carta dei vini in cui l’etichette sono divise e organizzate per vitigno. È possibile scegliere Sushi B anche per l’aperitivo o bere un drink post cena circondati dal giardino verticale più grande di Milano.

Quali sono i vostri ristoranti giapponesi preferiti di Milano?                 

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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