Peace Kitchen

Peace Kitchen: la scuola milanese di cucina giapponese!

Giovanni Angelucci

Non dire Giappone se non è Peace Kitchen! Una parola sola: Washoku. Questo termine nasce dall’unione dei due termini Wa che significa Giappone, ma anche pace, armonia, e Shoku che significa Cibo. Dunque Peace Food.

Peace Kichen è un’organizzazione che nasce in Giappone con l’intento di diffondere nel mondo la tradizione gastronomica giapponese, utilizzandola come strumento di armonia fra diverse culture. Ed ora è finalmente giunta anche in Italia per la felicità e l’entusiasmo di moltissimi.

 

Perché Peace Kitchen?

L’obiettivo è quello di far vivere la cucina giapponese come un luogo non solo fisico ma anche simbolico. Una condivisione di esperienze culturali diverse tra loro derivanti da generazioni e popoli diverse, fondandosi sul concetto di community food experience: insieme si prepara, si impara, insieme si mangia. Perché è ormai evidente che quando ci si riunisce a cucinare e mangiare attorno ad una tavola, la nostra casa è uguale a tutte le altre.

 

Peace kitchen stare insieme

 

Il programma

In che modo? Attraverso tre appuntamenti settimanali che si ripeteranno all’interno della famosa “Cascina Cuccagna” e nel ristorante “Un posto a Milano” situato all’interno della cascina stessa, con ospiti e sceneggiature diverse durante l’intera durata di Expo.

La Food Experience che prenderà vita ogni domenica basandosi sempre sul concetto del “fare insieme”, scoprirà la cultura culinaria giapponese e non solo.
I temi proposti: Onigiri (preparare una palla di riso), chirashi-zushi (creare un disegno di sushi) e Mochi (impasto di riso glutinoso).

 

Sake Experience
Di più, si imparerà anche ad utilizzare le famose e, per molti astruse, bacchette al posto delle posate e a creare degli origami (decorazioni di carta). A condurre i corsi si alterneranno Machiko Tateno, ex chef in Giappone che oggi si divide tra programmi televisivi, corsi e libri di cucina, e la sommelier giapponese da diversi anni a Milano, Masumi Nakagawa, entrambe coadiuvate dalla brava Midori Shimasue. La Sake Experience andrà in scena ogni mercoledì e sarà la migliore maniera per avvicinarsi al mondo del sake spesso visto come esclusivo, elitario. Con gli incontri dedicati si vuole invece rivalutare l’approccio verso l’antichissimo e prezioso “vino di riso” derivante dalla fermentazione di questo cereale. In molti degli appuntamenti parteciperanno i produttori di sake con le loro diverse etichette, spesso introvabili in Italia.

Peace Food Stories

Dalla salsa di soia al miso: le Peace Food Stories enfatizzano i fondamenti della cucina tradizionale giapponese. Grazie alla collaborazione di grandi chef e di specialisti della cultura gastronomica giapponese, vengono insegnate le ricette, le metodologie di cottura e tutto quello che rende il cibo giapponese così speciale e apprezzato in tutto il mondo, specialmente scoprendo che “cucina giapponese” non è solo “sushi”.

Il tutto all’interno della prestigiosa scuola di cucina “Cucinoteca”, diretta con maestria da Mariangela Nuccio, che ne condivide la filosofia di insegnamento, basata anch’essa sulla condivisione e sull’ambiente familiare. Anche qui la squadra è la stessa della Food Experience.

Produttore Sake

“Ciò che c’è di più bello è che tutti vogliono capire cos’è la cucina giapponese, abbiamo sempre moltissime richieste. Per quanto riguarda il sakè non è ancora molto conosciuto e apprezzato, dunque anche per questo le nostre degustazioni sono viste con un pizzico di diffidenza ma poi alla fine chi viene, grazie anche al nostro sommelier del sakè Justin Potts, va via entusiasta”, racconta il responsabile Peace Kitchen Italia, Gen Ohhashi.
E continua “la cosa a cui teniamo di più è ricreare l’atmosfera casalinga, i nostri piatti può riprodurli chiunque, sono i piatti con cui siamo cresciuti e che prepariamo con prodotti giapponesi facilmente reperibili in Italia.”

Un gruppo affiatato e giovane che lavora con solennità e impegno, in grado di trasmettere una cultura così lontana in modo naturale e accessibile a tutti. Il Giappone non è mai stato così vicino come questi mesi, grazie a Peace Kitchen.

E voi conoscete la cucina del Sol Levante? Vi siete mai imbattuti nelle ricette giapponesi?

 

Foto di Lance Henderstein

 

Giovanni Angelucci

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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