Regimi Alimentari

Alla scoperta delle “Tribù” Alimentari: 5 tipi di Dieta poco conosciuti

Ilaria De Lillo

Oggi il cibo è sulla bocca di tutti, ma nella pancia di pochi. Come osserva il professor Marino Niola nel suo libro “Homo dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari” parlando di ortoressia, tra filosofie e salutismi, scelte etiche, mode e regimi alimentari, il cibo è diventato il Dio moderno e ha spinto tutti a identificarsi in una tendenza alimentare specifica.

Tribù Alimentari

 

Da quello che mettiamo in tavola dipende la nostra identità (o i nostri super poteri?): se mangiamo verdure, carne, verdura e carne ma non i carboidrati, tutto tranne cose cotte, niente che non provenga da una filiera controllata ci sentiamo imbattibili. A pranzo e a cena ognuno di noi si comporta diversamente perché segue fedelmente una propria “religione del cibo” e cambia il suo ricettario, lo  arricchisce (o lo restringe drasticamente!) per combattere disturbi, prevenire malattie, trasmettere il buon umore, scacciare via ansia e stress. Ma quante e quali sono queste tribù alimentari? Leggendo il libro di Marino Niola ne abbiamo trovate alcune ancora poco note: vediamole insieme.

 

Alla scoperta dei Regimi Alimentari: quali sono le nuove “Tribù” del Cibo?

Vi ricordate gli 8 tipi di dieta senza carne? E la dieta dukan? Il rapporto con il cibo cambia ancora e le tribù alimentari si moltiplicano.

Ritorno al Paleolitico

Carne Cruda

 

Dopo vegani, crudisti e fruttariani, ecco che il popolo devoto al cibo si frammenta ulteriormente. Nascono i paleo ad esempio, che sfidano i cugini crudisti e tornano all’età della pietra. Mangiano secondo la dieta tipica del paleolitico: solo carne cruda, frutta secca, bacche, tutto ciò che si trova in natura e priva di trattamenti. Niente che sia coltivato o lavorato, no ai formaggi e ai cereali.

 

Vegetariani Liberali

Restando in tema di “evoluzioni”, un’altra novità è il vegetarianesimo liberale: gli appartenenti a questa tribù mangiano tendenzialmente tutto, ma solo se la provenienza è accertata, la qualità riconosciuta e la carne prodotta in sistemi di allevamento a norma.

 

 

Gli Alcalini

La terza novità riguarda gli alcalini: partendo dall’idea che alcuni alimenti una volta metabolizzati rilascino nell’organismo residui alcalini, questa tribù abolisce un consumo eccessivo di cibi acidi che alteri l’equilibrio del pH corporeo, costringendo i sistemi di omeostasi del pH ad intervenire causando problemi di salute. Nella dieta sono ammesse verdure crude, frutti a basso contenuto di zuccheri, legumi, cereali, tuberi e alcuni semi, e aboliti carne, pesce e crostacei, funghi, dolci. I super poteri? Prevenire il cancro, la fatica, l’obesità e allergie.

 

 

Lattofobi, No Gluten e Kosher Parve

Gluten Free

I lattofobi aboliscono latte e derivati, i no gluten tutti i prodotti contenenti glutine, ma una cosa accomuna queste tribù: la devozione al prodotto Kosher parve, ovvero tracciabile, nessuna contaminazione, completamente puro a garanzia di salute e benessere.

 

Come in uno stadio evolutivo stile Pokemon – alimentare, la strada dell’uomo moderno verso la tavola cambia di giorno in giorno e mentre invia un whatsapp e fa una conf call su skype, il cibo sulla tavola muta, le sue proprietà si diversificano. Può diventare virtuale o materializzarsi sulla mini serra sul balcone con certificazione bio fai da te, profumare di genuinità o di carcassa animale (per i freegan non vegani).

Avete mai sentito parlare di alcalini e vegetariani liberali? Cosa ne pensate di questi nuovi regimi alimentari?

 

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

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