Patate Selenella

Adriana Angelieri


In gergo merceologico si chiamano Commodity. Sono i prodotti comuni, di utilizzo diffuso, che non presentano grandi differenze tra una marca e l’altra. Per esempio, zucchero, sale, riso, cipolle, patate ecc. La scommessa dei produttori è riuscire a differenziare il proprio prodotto per poterlo vendere più caro. Selenella è una patata provvista di un nome proprio, e perciò è già diversa dalle altre innominate. Ma soprattutto è ricca di selenio, un micronutriente che fa bene alla salute. Fin qui tutto bene, non fosse che il selenio è diffusissimo negli alimenti comuni. Si trova nelle carni rosse, nel pollo, nel maiale, nelle frattaglie, nei pesci freschi e in quelli conservati, nei cereali, in formaggi, uova, farina, crusca, pane, grissini, biscotti. D’altra parte l’eccesso di selenio è dannoso per la salute e non è affatto prudente cercare di sovraccaricarsi di questo minerale. Insomma, la natura ce lo fornisce già alle giuste dosi con gli alimenti più comuni.
Lo slogan di Selenella recita: “Più la patata è buona, più si diventa intelligenti”. La mia domanda è : “È più intelligente chi mangia patate più costose perché addizionate di selenio che si trova dappertutto (e se si esagera diventa tossico) o chi mangia una patata normale pagandola la metà?”

Articolo di Martino Ragusa

Siciliana trasferita a Bologna per i tortellini e per il lavoro. Per Il Giornale del Cibo revisiona e crea contenuti. Il suo piatto preferito può essere un qualunque risotto, purché sia fatto bene! In cucina non devono mancare: basilico e olio buono.

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