Cibo e musica

Musica abbinata al Cibo: un pezzo Jazz per ogni Piatto

Marco Bini

Azzeccare i giusti abbinamenti a tavola è fondamentale. Il contorno che si sposa al meglio con le carni o con il pesce, il vino che esalta il gusto di ogni portata, la presentazione che valorizza forme e colori oltre ai sapori. Perfino gli abbinamenti cromatici tra le stoviglie, la tovaglia e l’ambiente circostante possono fare la differenza tra un pasto qualsiasi e un momento speciale.

Tra i tanti binomi che si incontrano a tavola, quello fra musica e cibo è uno dei più creativi e suggestivi, sia che si parli del sound che accompagna un momento conviviale sia che si tratti di vera e propria musica fatta con ingredienti commestibili. Curare l’atmosfera sonora è il tocco magistrale che rende una cena esattamente come la desiderate, unendo i commensali molto più di tante conversazioni.

 

Sonorità moderne per una raffinata serata tra musica e cibo


Tra i generi musicali che più spesso vengono accostati alla buona tavola spicca il jazz. Non un genere perfettamente definito, ma un contenitore di suoni che accoglie i più grandi talenti della musica moderna da tutto il mondo. Genere musicale che calza a pennello per un’occasione speciale o per un intimo tête-à-tête. La voce di Norah Jones sembra fatta apposta per una serata di luci soffuse e sapori ricercati e delicati: come primo una zuppa o una vellutata, e per secondo una portata di pesce. Per dessert un dolce a base di fragole, che per la dolcezza si sposano benissimo con i toni gentili della voce della cantante newyorchese. Con un menù (e una playlist) così, solo un imprevisto clamoroso può rovinare la serata.

 

Cena gourmet sulle note di Miles Davis

Viene considerato unanimemente uno dei geni della musica moderna. Miles Davis è il trombettista che dopo aver inventato uno stile non si fermava e ne inventava un altro, ogni volta spiazzando e sorprendendo. Così anche una cena sulle note del funambolico musicista americano deve evitare a ogni costo la monotonia. Sapori contrastanti nei singoli piatti e tra una portata e l’altra, proprio come Davis era solito fare da un disco all’altro. Vedi ad esempio i suggerimenti della pagina World Recipes di Expo 2015, dove dolce e salato, frutta e carne convivono nella stessa ricetta.

Dolce e salato

Iniziate con un piatto dall’aspetto più tradizionale, giocato sul sempre interessante contrasto dolce/salato. Poi, come Davis mise da parte i vecchi schemi del bebop inventando sonorità più libere, anche voi portate in tavola qualcosa di spiazzante, scegliendo per il secondo un contrasto di consistenze, ad esempio un piatto di carne servito con frutta. Per finire ci vuole qualcosa di elettrizzante, come l’ultima stagione di Miles Davis a base di tastiere e amplificatori: un dessert preparato con il contributo di ingredienti salati, i salumi ad esempio. Un viaggio tra i sapori che lascerà il segno.

 

Paolo Fresu, tra musica e cibi dal mondo


Ci vuole un talento di casa nostra per fare il giro del mondo a tavola. Il trombettista sardo Paolo Fresu si distingue per le numerose collaborazioni con musicisti di tutto il mondo alla ricerca di un incontro fra diverse sonorità e culture. Quale migliore sottofondo musicale per una serata alla scoperta dei sapori di tutti i continenti, magari osando anche in questo caso con i contrasti? Potete iniziare con i tacos con guacamole e salsa piccante, per stemperare con un piatto di riso basmati servito con verdure al curry (o in alternativa utilizzate il cuscus invece del riso) per finire con un dolce a base di cocco. Il giro del mondo è servito, a tavola e in filodiffusione!

Praline Cocco

 

Questi sono solo alcuni suggerimenti musicali per la vostra cena speciale: avete altri artisti da suggerire, e con quali abbinamenti fra musica e cibo?

 

Marco Bini

Nato a Vignola vive e lavora tra Modena e Bologna Per il Giornale del Cibo si occupa di cibo e cultura e approfondimenti. Il suo piatto preferito sono i tortellini in brodo, “perché come li fa mia nonna non li ho trovati da nessuna parte” Per lui In cucina non può mancare “la voglia e il tempo per cucinare, altrimenti moriremmo di surgelati”

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