bicchieri di spumante

I migliori spumanti italiani (per brindare al 2020)

Giovanni Angelucci

Indice

     

    Che Natale sarebbe se non stappassimo i vivaci spumanti pre, durante e post cenone della Vigilia o pranzo del 25 dicembre? Le bottiglie con cui fare “il botto” sono tantissime in Italia, a cui si sommano le etichette dei vini frizzanti prodotti in tutto il mondo. Noi italiani, però, siamo molto tradizionalisti, motivo per cui scegliamo di bere bollicine tricolore prodotte da Nord a Sud. Infatti, in quest’articolo ci soffermeremo sui migliori spumanti italiani, secondo noi, per salutare il 2019 e accogliere al meglio l’anno che verrà!

    Migliori spumanti italiani: la nostra top 10 con cui brindare al nuovo anno

    Prima di svelarvi la nostra lista dei migliori 10 spumanti italiani, facciamo un passo indietro e vediamo perché si brinda proprio con le bollicine. La maggior parte delle storie si basa su credenze popolari che, però, spesso, nascondono grandi verità. Si dice, infatti, che in passato il rumore del tappo che saltava dal collo della bottiglia, con un“botto”, spaventasse gli spiriti maligni, liberando così il luogo dalle influenze negative. Va da sé che ogni volta che facciamo partire un tappo, addirittura sciabolando secondo la difficile tecnica del sabrage (al riguardo, è nata la Sabrage Academy di Francesca Negri), l’applauso e i sorrisi seguono spontanei, per non parlare poi del fortunato che viene colpito e che, secondo leggenda, da lì a un anno convolerà a nozze.

    Le proposte di Berlucchi 

    spumante berlucchi 2019

    Berlucchi

    La Guido Berlucchi, azienda fondatrice e leader nella produzione del Franciacorta dal 1961, ha più di una proposta per il Natale. Da un lungo affinamento nelle storiche cantine del ‘600, prende vita la linea dei millesimati e della Riserva Berlucchi: il primo è Palazzo Lana Extrême Franciacorta Riserva 2008, un 100% Pinot Nero proveniente dai vigneti Quindicipiò e Brolo, acquistabile in cofanetto da sei bottiglie; poi, il Berlucchi ’61 Nature Millesimato (in tre varianti senza dosaggio), tra cui spicca il meraviglioso Blanc de Blancs 2012 (100% Chardonnay), colmo di struttura, sapidità, potenza e persistenza, e  anche il 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero, e il Rosè Pinot Nero in purezza.

    Parosé 2014 – Mosnel

    Quest’anno, l’azienda franciacortina di Lucia e Giulio Barzanò propone l’annata 2014 di Parosé, un pas dosé deciso e spigliato, elegante a prima vista, fine ed equilibrato in bocca. Il Pinot Nero utilizzato proviene dal vigneto “Giardino”, un piccolo appezzamento situato proprio accanto alla villa di famiglia: 43 mesi sui lieviti, zero dosaggio, si presenta con le nuance di frutti rossi e leggera speziatura. Il sorso è inebriante, con un buon nervo acido e la giusta sapidità a reclamare il sorso successivo. Ecco che Pinot Nero e Chardonnay si uniscono in armonia.

    Extra Brut Rosé 2015 – Moser

    Moser extra brut 2015

    Moser – Rosé Extra Brut 2015

    Solo 5000 bottiglie per questo elegante Pinot Nero di Moser Trento: 40 lunghi mesi di affinamento sui lieviti danno vita a un Trento DOC Rosé millesimato color pesca, pieno di energia. Siamo nel Maso Warth, dove l’annata scelta ha regalato un apporto acido-zuccherino notevole, con un ottimo corredo di aromi. Il naso e la bocca sono perfettamente in linea:la ricchezza olfattiva si rintraccia con un frutto spiccato in bocca, per una bevuta intensa dentro e fuori pasto.

    Cuvée ‘More Brut e Cuvée ‘More Pas Dosé – Castello di Cigognola

    Ci troviamo nei dintorni di un castello del XII secolo, quello di Cigognola dell’omonima azienda sulle colline dell’Oltrepò Pavese, dove Gabriele Moratti esalta il Pinot Nero. Per Natale (e per sempre) stappate una di queste due etichette: il freschissimo Pas Dosé per chi vuole bere il territorio nella sua purezza, o il Brut, più ampio e tondo, con maggiore polpa, perfetto a tutto pasto (Pinot Nero e Meunier).

    Barthenau Rosé – Hofstätter 

    Un signor metodo classico, rosé, ottenuto da uve Pinot Nero. L’altoatesina tenuta Hofstätter di Termeno, in provincia di Bolzano, propone un Rosé con cui esalta l’anima della realtà Barthenau, situata nella zona di Mazon, la più vocata area di Pinot Nero in Italia (e nel mondo). A produrlo è il polivalente Martin Foradori, che ci ha da sempre abituati a grandi vini. In questo spumante brut, si rintraccia tutta la concentrazione e il profumo dei grappoli piccoli e spargoli del vitigno scelto, con una bollicina ben presente e vitale e un profilo olfattivo di grande struttura. L’unico formato esistente è la magnum da 1,5 litri.

    Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry – Ca’ di Rajo

    prosecco Ca' di Rajo

    Ca’ di Rajo

    Qualcuno ha difficoltà a scegliere il Prosecco come un vino a tutto pasto, io stesso preferisco un Franciacorta o uno Champagne. Ma dipende dai casi, come per quello del giovane e talentuoso Simone Cecchetto, che produce valide etichette. L’Extra Dry, con i suoi profumi agrumati e freschezza, è perfetto come aperitivo, accompagnando egregiamente verdure pastellate, fritture e pesce crudo. La cantina trevigiana Ca’ di Rajo è stata tra l’altro uno dei gifting sponsor degli International Emmy Awards, andati in scena lo scorso 25 novembre.

    Metodo Classico Pas Dosè – Cantine Fina

    Sulle colline dell’entroterra di Marsala, vista mare, la famosa azienda siciliana produce numerosi vini eccellenti, tra cui lo spumante Pas Dosè 36 mesi, un metodo classico strutturato e cremoso da uve Chardonnay (in predominanza) e Pinot Nero. L’armonia e la mineralità, insieme agli aromi agrumati e floreali che riprendono l’anima salmastra del mare, ne fanno un ottimo compagno di ricette a base di pesce, dai crudi alle ricche preparazioni siciliane.

    Spumante Brut – Tenuta I Fauri

    Nel cuore della provincia di Chieti, respirando l’aria della Majella e quella frizzante del Mare Adriatico, i fratelli Di Camillo, Luigi e Valentina, ci hanno ormai abituato a vini interessanti e territoriali, identitari dei due giovani abruzzesi. Forti sugli autoctoni regionali, producono anche uno spumante da uve Chardonnay e Pecorino, che si presenta con le sue note di frutta declinate dalla pesca all’ananas, con un’acidità spiccata e una buona persistenza. Un’altra eccellenza, tanto che sono state prodotte solo 9000 bottiglie.

    Etna Rosato – Cottanera

    Vino color “buccia di cipolla”, come lo definisce il produttore Francesco Cambria di Cottanera. Prodotto a Castiglione di Sicilia, è un 100% Nerello Mascalese che si esprime con uno spartito tutto floreale. Regalando emozioni e godibilità, al naso sono lampanti i glicini e le rose, insieme al corredo delle erbe aromatiche mediterranee. Un vino profondo e suadente, portatore sano di tutte le caratteristiche tipiche del suolo vulcanico. Una bollicina molto gastronomica.

    Mai Sentito! – La Staffa

    spumante Mai sentito!

    Mai Sentito!

    Il giovane Riccardo Baldi produce nelle Marche, a Staffolo, vini estremamente territoriali e soprattutto bevibili. L’ultimo nato da uve Verdicchio – con una piccola aggiunta di Trebbiano – è il “Mai Sentito!”. Non è uno spumante, ma un vino frizzante rifermentato sui lieviti (metodo ancestrale), in grado comunque di regalare quel brio che i bevitori ricercano nelle etichette dedicate alle festività. Un vino immediato e appagante, facile da bere e dalla spiccata sapidità, genuino come Riccardo.

     

    Questi erano solo alcuni dei nostri consigli per i migliori spumanti italiani con cui brindare durante le Feste e da abbinare alla nostra selezione di panettoni artigianali. Diteci, avete già scelto le bollicine con cui accoglierete il nuovo anno?

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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