Punto di Vista Torino

A cena con i Cocktails: a Torino, un inconsueto “Punto di Vista”

Giovanni Angelucci

Ricerca e tradizione, modernità e storia. È il Punto di Vista, non il solito ristorante. Avete mai pensato di cenare pasteggiando con cocktails di altissimo livello?  Forse no, e anche se lo aveste pensato probabilmente non avreste saputo dove andare. A Torino è possibile, e dove se non nella città più in fermento d’Italia.

 

Dal bar al ristorante

Punto di Vista

Amici sin da bambini, Luigi Iula e Salvatore Romano, avevano una passione innata per la cocteleria e sei anni fa hanno deciso di dar vita ad uno degli american bar più validi d’Italia, il Barz8. Un locale esclusivo situato ai piedi della collina torinese dove coniugare la mixology americana con l’europea, inserendo in ogni preparazione il loro amore per la cucina. Due grandi e veri amori, i cocktails e la cucina di qualità, così importanti da riuscire a farli convivere in un menù. Così, adiacente al Barz8, ora esiste anche un ristorante.

 

Il ristorante e la squadra

Punto di Vista bottiglie

Uscite dai soli schemi e dedicatevi a qualcosa di entusiasmante e sfortunatamente ancora inconsueto in Italia, il Punto di Vista in cui è possibile abbinare i piatti piemontesi alla migliore mixability made in Italy. Il loro punto di vista, quello dei due soci Gigi e Salvatore, e di una terza figura fondamentale e immancabile: lo chef Luca Tomaino con la sua cucina tradizionale reinterpretata con un personalissimo stile giovane e divertente, le cui basi ci sono e dimostrano solidità. Il Punto di Vista si esprime attraverso le proprie idee provocatorie (a tratti azzardate) applicate alla miscelazione, i cui prodotti vengono utilizzati secondo le tecniche della cucina come preparazioni lunghe, macerazioni, fermentazioni, infusioni, utilizzando materie prime meglio accolte in un piatto che non in un bicchiere.

 

La scienza del food pairing

 

Ed è proprio questo lo stupore cercato e trovato attraverso il food pairing, ovvero l’abbinamento dei sapori secondo la scienza; la disciplina culinaria che compara la catena molecolare aromatica degli alimenti in base ad affinità del tutto inaspettate. Non spaventatevi, ma preparatevi perché la scelta è davvero interessante (per di più a prezzi contenuti).

 

Il menù

Fassona

 

 

Si inizia con la battuta di fassone condita alla tartare e abbinata ad un gin tonic mediterraneo con profumi di pomodorini secchi, la terrina di fegato grasso d’oca con limone candito mele e pan brioche, i classici agnolotti del plin ai tre arrosti e i super ravioli di bull shot (contenenti un ripieno liquido, nonché il cocktail dal medesimo nome, brodo e vodka) con abbinamento consigliato base sherry, il petto glassato di faraona con mele e mandorle di Noto (vermouth o rum), e per dessert una pera al cubo o la sfera di cioccolato abbinate ad una preparazione con base rum.

Punto di Vista

 

Ovviamente per i tradizionalisti e i non avvezzi alle sperimentazioni c’è comunque anche una notevole carta dei vini con la possibilità di bere bene pure al bicchiere. La location è davvero confortevole e nulla è lasciato al caso, il servizio è affidato agli stessi proprietari che, eccellenti nella miscelazione, ottengono un ottimo risultato anche combinando attenzione e gentilezza verso il cliente. Inoltre il Punto di Vista è vivibile anche per un pre cena o semplicemente per una bevuta, la migliore di Torino.

E voi avete mai mangiato pasteggiando con dei cocktails? Conoscete altri ristoranti del genere?

 

Giovanni Angelucci

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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