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Cosa sono i lamian cinesi e dove assaggiarli

Giovanni Angelucci
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    La cucina cinese, in Italia, è ormai diventata “di casa”. Nelle città, impazzano gli indirizzi cinesi, e fortunatamente per gli avventori e gli appassionati i menù che parlano orientale stanno migliorando anno dopo anno. Il merito va soprattutto a imprenditori e a veri cuochi, cinesi e giapponesi, che mettono in tavola una cucina di livello, rifacendosi a quella autentica di casa propria. Dimenticate il riso alla cantonese e gli involtini primavera, super popolari ma “finti” e fuorvianti: tra le proposte che stanno trovando consenso anche in Italia c’è un piatto tipico, mai in voga come ora, cioè gli antichi e prelibati lamian cinesi. In quest’articolo, scopriamo insieme cosa sono e dove poterli assaggiare.

    Lamian cinesi: cosa sono

    lamian cinesi

    La zona d’origine dei lamian è Lanzhou, capoluogo della provincia nordoccidentale di Gansu, e per quanto riguarda il significato del nome si vede che “la” in cinese significa “tirare”, mentre “mian” invece sono i tagliolini ottenuti. I lamian, quindi, sono dei noodle di farina di grano e acqua che vengono lavorati a mano con energia, a partire da un’unica pagnotta. Da questa, si ottengono matasse, che, con la forza delle mani e delle braccia, sono più volte sbattute contro il piano di lavoro, poi tirate per conferire all’impasto la massima elasticità (le consistenze sono molto importanti per il palato cinese) e tagliate solo quando viene raggiunta la lunghezza desiderata. Si trova spiegazione di questi movimenti già in un codice della dinastia Ming del 1504.

    Ricette e varianti dei lamian da provare

    lamian cinese

    Sono numerose e diverse le tipologie di ricette a base di lamian, tra le più frequenti e apprezzate compaiono sicuramente i lamian saltati insieme ad altri ingredienti come gamberi, carne e verdura, in brodo con frutti di mare, oppure quelli saltati nel wok con uova e pancia di maiale cotta al forno e sfilacciata, o ancora quelli con uova e gamberi. Se li volete più “leggeri”, senza uovo, ci sono quelli con sole verdure (carote, peperoni zucchine, sedano, germogli di soia e cavolo cinese). Infine, da provare c’è la variante in brodo ai frutti di mare, dove i noodle si combinano a gamberi, calamari, vongole veraci, pak-choi e funghi shitake.

    Lamian cinesi: dove mangiarli in giro per l’Italia 

    I lamian compongono un piatto che non si trova in tutti i ristoranti cinesi: infatti, in Italia sono ancora pochi quelli che li propongono nel proprio menù. Quindi, scopriamo insieme dove poterli assaggiare, in quattro delle città italiane principali.

    Bon Wei a Milano, l’autenticità è di casa

    Di sicuro il capoluogo lombardo è la città con più offerta e qualità in fatto di lamian. Di ristoranti etnici a Milano se ne trovano tantissimi. Nel 2010, nella capitale italiana della cucina moderna, della cosiddetta “fusion” e dei sapori provenienti da tutto il mondo, ha aperto Bon Wei, un ristorante cinese dall’alta proposta e dall’autenticità indubbia. Qui, lo chef Zhang Guoqing e il figlio Le, direttore del ristorante, permettono di viaggiare attraverso le otto regioni gastronomiche della Cina rimanendo seduti al tavolo. I piatti più tipici del paese d’origine tra tradizione e modernità, tra cui compare un apposito menù dedicato ai lamian. Qui potrete ordinare i lamian tradizionali dello Shandong, prima sbollentati in acqua e poi saltati nel wok con un trito di carne di maiale, cipollotto e una salsa di fagioli gialli, rinfrescati da una julienne di cetriolo.

    Il Lamian Bar a Roma, grande varietà

    lamian bar

    Nella capitale c’è il Lamian Bar, in via dei Conciatori, insegna orientale dedicata agli spaghetti cinesi. La firma è di Gianni Catani, che qualche anno fa aveva già dato forma alla sua passione per la Cina aprendo il Dumpling Bar di successo (sempre a Roma). Versioni classiche o saltate con condimenti che variano ogni due settimane: alla base, verdure, gamberi oppure manzo, salsa pechinese e piccante.

    A Firenze il Kung Fu Lamian, la cucina originale

    Nella città dell’arte il Kung Fu Lamian (Via Zanobi) propone i suoi lamian rigorosamente fatti a mano nella cucina a vista. È lo chef Zhou, originario di Lanzhou e “maestro” produttore di spaghetti, ad occuparsene. La tipologia offerta varia da 5 a 8 “tirate” e, quindi, variando la lavorazione della pasta varia anche la consistenza, determinandone anche lo spessore. Da provare la versione servita in brodo in cui il manzo viene bollito per cinque ore con oltre dieci spezie diverse ad aromatizzare il piatto.

    Mood, Ramen Ya Luca e Kokoroya: 3 proposte a Torino

    In via Cibraio, la capitale sabauda ospita il ristorante Mood con la sua appagante espressione asiatica. Tra i tanti piatti compaiono anche i lamian: i più gettonati sono quelli con anatra e verdure in brodo. Per una bona scorpacciata che sa di oriente potrete optare anche per Ramen Ya Luca, in via San Domenico, e Kokoroya, invia Piave.

     

    Diteci, conoscevate i lamian cinesi? E voi, dove li mangiate?

     

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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