la dieta di Samantha Cristoforetti

La dieta spaziale di Samantha Cristoforetti

Silvia Trigilio

Ci fa sognare e schiattare d’invidia condividendo sul suo profilo twitter stupefacenti immagini del nostro pianeta. Ci ha mostrato come ci si taglia i capelli in orbita, ha fatto commuovere Giorgio Napolitano durante gli auguri di Natale e la vedremo anche a Sanremo, dove interverrà direttamente dallo spazio.
Sappiamo ormai molto di lei e delle sue giornate a gravità zero, ma soprattutto sappiamo molto della dieta di Samantha Cristoforetti, che ci viene raccontata e spiegata in una delle stanze del suo bolg Avamposto 42.

La sua passione per la buona tavola e l’attenzione per una sana alimentazione ci insegnano che mangiare bene si può, anzi, si deve, soprattutto nello spazio.
Ma quali sono gli alimenti che non possono mancare nella scorta di un’astronauta che in assenza di gravità vuole continuare a seguire la dieta mediterranea?

Uno chef stellare per Samantha

Se per un attimo avete pensato che gli astronauti vadano avanti a pillole e polverine, allontanate l’immagine dalle vostre menti: l’Esa (Agenzia Spaziale Europea) fa confezionare i pasti per il suo esercito spaziale dalla Argotec di Torino, un’azienda specializzata in ingegneria aerospaziale che produce Space Food, cibo spaziale.
Samantha Cristoforetti ha quindi un suo chef, che forse non sarà stellato ma di certo è stellare: è Stefano Polato, responsabile dello Space Food Lab, l’area di ricerca di Argotec che studia l’alimentazione per gli astronauti.

Samantha Cristoforetti mangia asparagi

Avamposto 42, il blog in cui la Cristoforetti racconta la sua missione, ha riservato un’area in cui si parla di cibo e alimentazione che si chiama, per l’appunto, Osteria. No, non pensate che non avendo niente da fare si sia messa a fare la food blogger ispirata da stelle e pianeti: la sua rubrica alimentare si tiene in piedi grazie al contributo di nutrizionisti, membri di Slow Food, e soprattutto grazie ai segreti che Stefano Polato ci rivela sulla dieta spaziale concepita per gli abitanti delle navicelle. E poi sì, troviamo qualche soffiata dell’astronauta su come si mangia nello spazio…

Gli astronauti siedono a tavola?

Samantha racconta che, nonostante l’equipaggio della ISS veda in media 15 albe al giorno, le vecchie abitudini sono dure a morire: continuano a consumare 3 pasti al giorno (se così si può definire), supportati dagli snack. A parte che nel weekend, gli impegni lavorativi raramente consentono ai membri dell’equipaggio di sedere a tavola tutti insieme.

equipaggio spaziale a tavola

Prima di mangiare, chiaramente non aprono il frigo per vedere cosa è rimasto: hanno a disposizione dei cibi già pronti per essere consumati che tengono in una sorta di dispensa divisa per categorie ( verdure e minestre, frutta e frutta secca, colazione, contorni, carne e pesce e via dicendo). Alcuni piatti sono già pronti per esser consumati, altri devono essere reidratati con acqua calda o con acqua a temperatura ambiente, altri ancora vengono scaldati in uno scaldavivande elettrico a forma di valigetta.

Infine, udite udite, di tanto in tanto arriva un pacco regalo da casa: ogni astronauta ha un bonus food composto da 9 borse di cui può scegliere il contenuto, che arrivano a bordo di un veicolo spaziale.

Una dieta spaziale

Stefano Polato ci spiega che il giusto apporto calorico ed energetico è indispensabile anche in microgravità, motivo per cui è stato necessario ideare pasti e spuntini ad hoc, i cui pezzi forti cono cereali, frutta e verdura. Il perché è presto detto: durante la trasferta spaziale le funzioni gastrointestinali degli astronauti subiscono dei cambiamenti e per evitare la stipsi è necessario un sostanziale apporto di fibre. Frutta e verdura (rigorosamente biologica) forniscono inoltre tutti gli zuccheri di cui l’equipaggio ha bisogno, in maniera assolutamente naturale.

La dieta di Samantha Cristoforetti è un modello alimentare impeccabile anche per chi, al contrario di lei, sta con i piedi per terra: non possiamo che parlarne ancora. Vi diamo appuntamento quindi alla seconda puntata, in cui vi forniremo tutti i dettagli di questa dieta spaziale

Fonti immagini: avamposto42.esa.int; flickr.com.

 

 

 

 

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *