Samantha Cristoforetti

La dieta di Samantha, puntata II

Silvia Trigilio

Della dieta spaziale di Samantha Cristoforetti e del suo chef stellare, Stefano Polato, abbiamo già parlato: nella scorsa puntata vi abbiamo detto quanto cereali, frutta e verdura siano importanti in assenza di gravità, e in che modo vengono assunti dagli astronauti in missione. Ma non vi abbiamo ancora svelato grazie a quali alimenti la Cristoforetti riesce, persino sullo spazio, a sventolare la bandiera della sana alimentazione, al punto da diventare un’icona di Expo.

 Cristoforetti e arance

Manteniamo la promessa e lo facciamo in questo articolo in cui, grazie alle dettagliate informazioni che Stefano Polato ci dà in Avamposto42, ricostruiremo i pasti di questa donna celestiale

Gli snack

Come anticipato nella scorsa puntata, il ruolo degli spuntini è importantissimo per fornire l’apporto energetico di cui gli astronauti hanno bisogno per svolgere il loro lavoro, e per questo è stato necessario ideare degli snack capaci di apportare energia a lunga durata.

Da ciò che leggiamo appare subito evidente che lo chef stellare ce l’ha a morte con i dolcificanti ottenuti da procedimenti chimici, e con le merendine che (al di là delle esperienze spaziali) contengono in genere cereali raffinati, conservanti e coloranti. La sua alternativa sono gli snack a base di frutta e verdura biologica, in grado di darci tutti gli zuccheri di cui abbiamo bisogno, ma in maniera assolutamente naturale.

 Sgranocchiando Smoothie di frutta e Power Bar…

Se la memoria non vi tradisce, ricorderete anche che le fibre sullo spazio sono importanti più che mai, a causa delle irregolarità a cui vanno incontro le funzioni gastro-intestinali, e per questo era necessario trovare delle soluzioni pratiche e allettanti: Polato ci è riuscito.

Lo Smoothie di frutta pensato da Argotec ad esempio contiene (non bisogna essere intuitivi per capirlo) frutta a gogò: infatti altro non che una sorta di frullato in formato snack, che contiene mele, pere, fragole e un pizzico di cannella.

Snack Argotec

Ma il vero fiore all’occhiello sono le Power Bar, le barrette energetiche pensate per lo spazio, ricche di bacche di Goji, dal forte potere antiossidante: i mesi a bordo della ISS, infatti, comportano un invecchiamento cellulare accelerato che dev’essere compensato da una scelta alimentare accurata. Mela essiccata, frutta secca e semi oleosi, come quelli di sesamo, ricchi di micronutrienti, sono gli altri segreti di questi spuntini dal forte potere energetico.

 La zuppa spaziale firmata Slow Food

Zuppa di legumi Slow Food nello spazio

Si diceva che le fibre, soprattutto per gli astronauti, sono importanti, e lo sono anche i sali minerali. Quella che vedete in foto è una zuppa spaziale. Nel senso che è stata pensata per essere portata e consumata nello spazio, certamente. Ma è anche una zuppi dei Presìdi Slow Food, e contiene la piattella canavesana, la lenticchia di Ustica, la fava di Carpino e il cece nero della Murgia carsica. Altro che bandiere piazzate sullo spazio!

Che piacere c’è nello spazio senza caffè?

Argotec Lavazza ISSpresso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E arriviamo al caffè: questa è ISSpresso, la macchinetta che Lavazza e Argotec hanno regalato alla nostra astronauta. Viene introdotta una capsula di caffè, l’acqua viene poi aspirata e portata in pressione da un particolare sistema elettrico, attraversa un tubo d’acciai capace di resistere alle pressioni spaziali, et voilà: il caffè viene bevuto con una cannuccia.


Ora che conosciamo la dieta di Samantha Cristoforetti, c’è da stupirsi se ha realizzato un videomessaggio per Short Food Movie, il progetto di Fondazione Cinema per Roma e Centro Sperimentale di Cinematografia che promuove Expo 2015 nel mondo?

Fonti immagini: http:twitter.com; flickr.com; argotec.it

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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