Il Gusto Della Vera Pizza Napoletana

Redazione

Martino durante l'evento

Una serata della Compagnia del cibo sincero di Ribera
Il gusto della vera pizza napoletana
Accompagnata da vino e pietanze riberesi
di Adriano Mascarella

«Io vedo nel turismo il lavoro ideale per le nuove generazioni del sud», ha detto l’imprenditore napoletano Paolo Coppola, durante la serata dedicata alla pizza organizzata dalla Compagnia del cibo sincero di Ribera. E ha spiegato perché: «Ti costringe a parlare almeno una lingua straniera ed è un lavoro dinamico. Inoltre, noi del sud, abbiamola dote naturale dell’accoglienza. Sappiamo già come far sentire a casapizzaiolo all'opera propria la gente che viene da fuori». Alla serata “Pizza napoletana verace & Vini siciliani”, Venerdì 15 aprile presso la pizzeria dell’hotel Miravalle c’erano più di 150 persone, per imparare come si la la “pizza Stg” (specialità tradizionale garantita), ovvero la pizza napoletana doc. Il maestro pizzaiolo Felice Acunzo ha spiegato la ricetta dell’impasto e i modi tipici per condire la pizza. Naturalmente ha preparato pizze per tutti gli ospiti: la margherita, la marinara, una speciale con carciofi e ricotta locali e altri gusti. «La pasta della pizza napoletana – ha spiegato Acunzo – lievita per 8 ore e si usa pochissimo lievito».
Paolo Coppola è un imprenditore che ha deciso, una decina di anni fa, di ristrutturare una villa di proprietà della sua famiglia nel quartiere Vomero di Napoli. Oggi la villa ospita un Bed & breakfast (in realtà sono 4 b&b con 16 camere) che ha avuto «circa 16 mila ospiti in 8 anni». Coppola ammette «non dirò mai che Napoli è pulita» ma bisogna «saper presentare quello che la città offre e non cadere nelle banalità dell’immondizia». Si è stupito delle nostre «eccellenze», riferendosi alle bellezze naturali del territorio di Ribera e dei dintorni. Martino pezzi di pizzaRagusa, presidente nazionale della Compagnia del Cibo sincero, ha intrattenuto i commensali raccontando la storia della pizza napoletana e confrontandola con la pizza che si fa a Ribera nelle pizzerie e a casa. È riuscito perfino a farsi svelare dal maestro Acunzo la dose di lievito per impastare la pizza napoletana, «fra 4 e 8 grammi per ogni chilo di farina, a seconda della stagione. Lui usa soltanto la farina doppio zero, ma c’è chi, rispettando il disciplinare Stg aggiunge fino al 15 per cento di farina di rimacinato». I soci della Compagnia del

Cibo sincero hanno portato delle pietanze tipiche locali, preparate a casa o presso i pasticcieri o fornai di Ribera: arancine di riso, sfincioni, scacciate dolce e salate, sfoglie, crostate, cassate siciliane, cannileri
di Pasqua, froscia, pignulati, ‘mpignulati, torte all’arancia. Durante la serata è stato servito il vino delle Tenute Piazza, prodotto a Ribera: il bianco, il rosso e il passito. Martino Ragusa ha sottolineato l’ottimo abbinamento fra la pizza e il vino, troppo spesso sostituito dalla birra nelle serate in pizzeria. Il barman Nicola Cicore ha servito alcuni aperitivi a base di vino e arancia, alcuni guarniti anche con fragoline fresche di Ribera.

L’articolo è stato pubblicato anche sulla rivista Momenti di Ribera.

 

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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