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I pesci del Lago Maggiore

Redazione

Le coste del Lago Maggiore sono l’ennesimo scrigno d’arte italiano, in più incorniciato da un paesaggio suggestivo anche nella stagione invernale. Oltre alle isole, meta ben presente nel carnet di viaggio dei turisti del Lago Maggiore, vi consiglio di visitare l’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno, il Complesso Monumentale del Sacro Monte di Ghiffa, Patrimonio UNESCO dell’Umanità, il Santuario della Madonna del Sasso a Orselina, il Colosso di San Carlo Borromeo (Sancarlone) statua di 35 metri d’altezza. Imperdibile il panorama dal monte Mottarone con vista su ben sette laghi: Maggiore, Orta, Mergozzo, Varese, Comabbio, Monate e Biandronno.La gastronomia lacustre è tutta da scoprire. E poiché la gastronomia a base di pescato fa la parte del leone, vi potrà essere utile una qualche informazione sui pesci di lago serviti nei ristoranti delle località rivierasche. Le notizie su questi pesci, naturalmente, valgono anche per quelli comuni altri laghi e italiano o acquistati nelle pescherie di città.Luccio (Esox lucius). Ha carni bianche gustose con pochissime lische, viene proposto ai ferri, in cartoccio, fritto, in umido e al forno dopo essere stato farcito con un ripieno di riso e prugne.Luccio Perca o Lucioperca (Sander lucioperca). È stato introdotto in Italia dall’Europa orientale tra il 1902 ed il 1908. Ha carni delicate e versatili, perciò è usato dagli chef per piatti creativi. Ottimo come ripieno di ravioli di pesce e accostato a salumi piemontesi o lombardi.Agone (Alosa fallax lacustris). Sia per l’aspetto che per il sapore assomiglia alla sarda di mare, perciò sul Lago Maggiore prende il nome di sardella. Ha un sapore particolarmente intenso, perciò in genere viene cotto sulla brace oppure fritto e marinato in una salsa fatta con olio e aceto.Coregone-Lavarello (Coregonus lavaretus). Si distingue per la delicatezza ed è molto apprezzato. La modalità di preparazione più diffusa lo vuole sfilettato, passato nell’uovo sbattuto, infarinato e fritto nel burro con foglie di salvia. Secondo un’altra antica, squisita ricetta del lago maggiore, viene fritto e poi condito un sugo di carne preparato a parte con rosmarino e salvia.Persico Reale (Perca fluvialis). Non va confuso con il persico africano ora molto presente sul mercato italiano. Entrambi i pesci sono venduti a filetti, quelli nostrani sono di colore bianco tendente al rosa, di dimensioni ridotte e sottili, gli africani sono molto più grandi, spessi e di colore rosa carico. Tradizionalmente si frigge nel burro dopo infarinatura e si serve con un risotto bianco, oppure viene impanato, fritto nel burro e poi irrorato con limone e cosparso di prezzemolo tritato. Ottimo anche al cartoccio e al forno.Cavedano (Squalius cephalus). Non è considerato di particolare pregio per via delle spine, viene preparato in umido con i piselli o tritato e trasformato in polpette. Trota e Anguille non hanno bisogno di presentazioni e ve le proporranno in numerose ricette.Ristoranti consigliati: Il Torchio, via A. Manzoni 20, Pallanza (Verbania); La Rosa dei Venti, Corso Italia 50, Stresa; Casa Bella, Via del Marinaio, Isola dei Pescatori 1, Stresa.

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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