cosa mangiano i siciliani in spiaggia

Tradizioni al mare: cosa mangiano i siciliani in spiaggia?

Giulia Ubaldi
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Indice

     

    Oggi vogliamo parlarvi di un simbolo dell’estate italiana: il contenitore termico che si porta in spiaggia.  La tradizione vuole che tanto a nord (basti pensare alla riviera romagnola) quanto a sud, al mare si vada con una borsa frigo ben fornita di ingenti quantità di cibo, perché, in fondo, “non si sa mai”, quindi via con teglie di lasagne, cotolette, focacce… Ma queste usanze sono davvero rimaste o nel tempo si sono “alleggerite”? Siamo andati a indagare sulle coste siciliane, in particolare sulla spiaggia Marianello di Licata, dove la famiglia Bulone e la famiglia Zuccaro ci hanno svelato cosa mangiano i siciliani in spiaggia affinché un pranzo sia davvero degno di essere chiamato tale. Dunque, siete pronti? È vivamente consigliato mantenersi leggeri prima di proseguire con la lettura di questo articolo.

    Cosa mangiano i siciliani in spiaggia: tradizioni che vanno, tradizioni che restano

    cibo in spiaggia

    Foto di Giulia Ubaldi

    C’è chi ha abbandonato le impegnative e abbondanti tradizioni alimentari di famiglia, optando per un pranzo più light: è il caso di molte giovani coppie, che preferiscono panini leggeri con prosciutto, pomodoro o al massimo frittate; oppure insalate di riso integrali e cous cous con tonno, pomodoro, capperi, mais e uova. Questa, ad esempio, è la scelta di Angela, che ci confessa persino di essere riuscita solo così a tornare al mare: “Quando ero piccola – racconta – non ci andavo nemmeno in spiaggia, proprio per evitare quei pasti!

    C’è anche chi è rimasto fedele alla tradizione e al mare ci va solo se munito di grandi borse frigo, portando con sé utensili vari, padelle, fornelli e tutto il necessario per la brace. Infatti, ciò che rende il pasto in spiaggia un vero e proprio fatto sociale totale, degno di essere raccontato, è l’organizzazione: le abitudini che si tramandano da anni, i ruoli ben precisi di ognuno seppur mai istituiti, la viscerale importanza della convivialità. Insomma, in generale, il tempo che ancora viene dedicato al cibo e alla sua preparazione, in fondo solo ed esclusivamente in vista del piacere di stare insieme, non solo tra amici e familiari, ma anche con i propri vicini di “baracca”. Per chi non lo sapesse, la baracca è la casetta in legno sulla spiaggia che si prende in affitto, attrezzata proprio per i pasti. I meno organizzati, invece, si “limitano” a un tavolino pieghevole, se non addirittura alla sola borsa frigo. Così, nell’era del fast e del light, del veggie e del vegetarian, noi vi raccontiamo i piatti più pesanti e impegnativi che abbiamo trovato in spiaggia.

    Cotoletta con parmigiana

    Si inizia così, con una cosa leggera: una cotoletta di pollo, fritta e impanata alla milanese, ma con l’aggiunta di parmigiana di melanzane, pomodoro e prosciutto perché da sola potrebbe risultare “un po’ asciutta”, visto il caldo presente in spiaggia. Così, con l’aggiunta della parmigiana, il piatto risulta più “fresco” e “meno stopposo”, in particolare grazie alla presenza del sugo di pomodoro.

    cotoletta con parmigiana

    Foto di Giulia Ubaldi

    Lasagne o pasta al forno

    Tra i più fedeli, la teglia di pasta al forno o di lasagne non manca mai: che sia “solo” con ragù e formaggio, di solito mozzarella, oppure che contempli anche l’aggiunta di uova, polpettine più elaborate di carne, besciamella e salumi vari, la pasta al forno o la teglia di lasagne è il simbolo per eccellenza dell’estate mediterranea al mare, soprattutto della domenica. Si tratta di un vero e proprio piatto sociale, che per sua natura viene preparato solo in vista della condivisione con più persone. Di solito non avanza, ma se avanza Loredana Bulone ci intima: “il giorno dopo, fredda, è diecimila volte più buona!”

    lasagne

    Foto di Giulia Ubaldi

    ‘Mpalavittati

    Siamo sul mare, quindi si continua con una grigliata di pesce fresco, che cambia di volta in volta seguendo la stagione e la disponibilità del giorno: polpo, cozze, seppie, orate, triglie, spada. Di solito è il capo famiglia che la mattina presto si reca in pescheria o nei vari baracchini presenti sulle strade per comprare la migliore selezione di pesce fresco. A non mancare mai sono le sarde, molto diffuse nella parte occidentale dell’isola; in particolare, a Licata, le sarde vengono ‘mpalate negli mpalavvittati, un piatto di cui vi parleremo spero molto presto: si tratta di una preparazione tradizionale in cui le sarde vengono imbottite con pangrattato, aglio, limone, alloro, prezzemolo e ‘mpalate, cioè cucite con un filo che le tiene insieme legandole al ripieno, per poi essere fritte in abbondante olio.

    mpalavittati

    Foto di Giulia Ubaldi

    Stigghiole

    Ma non tutti potrebbero gradire o accontentarsi solo del pesce, quindi è sempre meglio preparare anche un po’ di carne arrostita. Così, è la volta di alette di pollo, salsicce, costolette e stigghiole, ovvero intestini di agnello ripieni di formaggio, prosciutto, mortadella e prezzemolo. Per contorno non manca mai anche un po’ di verdura, come patate, melanzane, peperoni o zucchine alla griglia, ma anche insalata verde, pomodori o fagiolini.   

    stigghiole

    Foto di Giulia Ubaldi

    Panino con la nutella

    Il pasto è accompagnato da bevande di ogni tipo, per tutti i gusti: casse di birra ghiacciata, vino bianco, vino rosso, bibite e acqua a volontà. Infine, un pranzo così non può che concludersi con un classico: il panino con la nutella.

    Non penserete mica che sia davvero finita qua, vero? Come dice Loredana, si inizia, si finisce, ma poi si continua!

    Giulia Ubaldi

    Antropologa del cibo, è nata a Milano, dove vive e scrive per varie testate, tra cui La Cucina Italiana, Scatti di Gusto, Vanity Fair e le Guide Espresso. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole, perché per lei sono diventati un'idea platonica: "qualsiasi loro manifestazione nella realtà sarà sempre una pallida copia di quella nell'iperuranio". Nella sua cucina non mancano mai pistilli di zafferano, che prima coltivava!"

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