Frutta in vaschetta

Frutta in vaschetta: possiamo fidarci?

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    Fresca, naturale e pronta da gustare: è la frutta in vaschetta, già pulita e confezionata per andare incontro alle esigenze del consumatore, che ha sempre meno tempo a disposizione, ma non vuole accettare compromessi quando si tratta di qualità. Se è vero infatti che negli ultimi anni gli italiani hanno riscoperto l’importanza di consumare assiduamente prodotti vegetali, è altrettanto vero che trasformare una mela in uno spuntino veloce da consumare rapidamente sul luogo di lavoro, tra un’e-mail e una riunione, non è affatto comodo. Ecco quindi la frutta confezionata, già sbucciata, tagliata e lavata, diventa un ottimo compromesso per chi va in cerca di uno snack spezza fame fresco e salutare.

    Alcuni di voi probabilmente si staranno chiedendo: di questi prodotti possiamo veramente fidarci? Quali controlli vengono effettuati prima del confezionamento, e per quanto tempo la frutta in vaschetta mantiene intatte le sue proprietà? Per chiarire questi e altri dubbi vediamo come viene e selezionata e lavorata la frutta di Fresco Senso, azienda bolognese che da quasi 20 anni ricerca le soluzioni più sicure per produrre frutta fresca confezionata.

    Perché la frutta in vaschetta è così richiesta?

    Frutta in vaschetta Fresco Senso

    La frutta in vaschetta è un prodotto sempre più richiesto sul mercato: una ricerca condotta nei mesi scorsi da Food Insider rivela che oltre il 60% del campione intervistato acquista frutta confezionata almeno una volta a settimana e che ben il 90% sceglie questi prodotti perché veloci da consumare o pratici da impiegare in altre preparazioni. Il 35%, invece, li acquista perché non producono scarti, una gran comodità per chi vuole consumare la frutta anche fuori casa.

    Quanto è fresca la frutta in vaschetta?

    Sulla praticità della frutta in vaschetta non c’è alcun dubbio, ma la qualità è davvero identica a quella della frutta fresca?

    Per capire come funziona questa filiera e quali garanzie offre meglio, ci siamo rivolti a Fresco Senso, una realtà italiana all’avanguardia e specializzata nella frutta confezionata. Nello stabilimento di San Pietro in Casale la frutta locale, appena raccolta dai campi dei produttori di Agribologna, arriva e viene trasformata in giornata nel rispetto delle più scrupolose norme igieniche e mediante l’utilizzo di impianti a basso impatto ambientale, grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici.

    Vediamo dunque da dove arriva la frutta di Fresco Senso e come viene lavorata e confezionata.

    Da dove arriva la frutta di “Fresco Senso”?

    Provenienza frutta

    La maggior parte della frutta confezionata da Fresco Senso viene coltivata in Italia, dalle aziende del consorzio Agribologna, in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Grazie alla filiera corta, Fresco Senso assicura qualità costante e sicurezza alimentare, con controlli fitosanitari accurati, ma non è tutto. Meno passaggi tra produttore e consumatore, infatti, significa anche riduzione dei tempi di consegna: la frutta arriva quindi allo stabilimento sempre fresca e con il giusto grado di maturazione.

    Per quanto riguarda la frutta tropicale, come l’ananas – a fettine o rondelle -, il mango – intero, a cubetti o a fettine con spicchio di lime – e la papaya, i mix macedonia ai frutti esotici (cocco, mango e uva; ananas e mango) proposti da Fresco Senso, si tratta di frutta acquistata direttamente dai produttori locali di Centro e Sud America, incoraggiando l’adozione di standard produttivi che innalzano i livelli di sicurezza e rendono più sostenibili le coltivazioni.

    Lavorazione e confezionamento

    Lavorazione Fresco Senso

    Quando la frutta arriva nello stabilimento Fresco Senso, per prima cosa viene sottoposta a controlli qualitativi.

    La frutta fresca da lavorare viene quindi introdotta nella vasca di sanificazione, per poi essere pulita, pelata e tagliata. Queste operazioni sono altamente meccanicizzate, mentre il confezionamento viene effettuato manualmente per un’ulteriore garanzia di qualità. I frutti più delicati, però, come ad esempio i mirtilli e gli altri frutti di bosco, oppure la papaya, sono lavorati a mano dall’inizio alla fine.

    Tutto il personale coinvolto nelle operazioni è altamente specializzato per questo tipo di lavoro e viene controllato scrupolosamente dal punto di vista igienico-sanitario.

    La frutta Fresco Senso viene confezionata senza conservanti: le basse temperature e il mantenimento della catena del freddo, dalla produzione agli scaffali del supermercato, assicurano la durata della frutta confezionata.

    Quanto “dura” la frutta confezionata?

    Per determinare la scadenza di questi prodotti vengono effettuati degli studi sulla shelf life, la “vita commerciale” degli alimenti, ovvero il periodo in cui, in determinate condizioni (nel caso della frutta confezionata, per esempio, è necessario che il prodotto sia refrigerato), la qualità e la sicurezza dell’alimento sono garantite. La frutta confezionata di Fresco Senso si conserva per 6 giorni, negli scaffali refrigerati o nel frigorifero di casa.

    La bag Fresco Senso: frutta prêt-à-porter

    Labag

    La frutta confezionata è una scelta frequente per un numero sempre maggiore di consumatori che, come già detto, cercano prodotti freschi, sicuri, ma allo stesso tempo facili da consumare e poco impegnativi dal punti di vista degli scarti che si producono. E cosa c’è di più pratico di una confezione apri e chiudi, dotata di manico, come la nuova Bag Fresco Senso? Una novità ideale da portare con sé per avere a disposizione uno snack sano e già pronto da gustare. Si può scegliere tra melone arancione, mix di meloni, ananas tronchetto, ananas in stick e cocomero, una varietà particolare appositamente selezionata dopo tre anni di ricerche per non rilasciare acqua in eccesso e per essere ancor più croccante di quella convenzionale.

    Siete pronti allora per un break salutare e gustoso a base di frutta? Scoprite  la varietà di Fresco Senso dando un’occhiata al sito, e nei reparti ortofrutta di supermercati ed ipermercati.

     

    I contenuti di questo articolo sono stati prodotti da Noetica senza alcun coinvolgimento della redazione de Il Giornale del Cibo

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