foglie di basilico su un tagliere

Trucchi in cucina: come conservare il basilico

Jacopo Cavicchioli
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Indice

     

     

    L’estate sta finendo, il caldo se ne va e… uno degli ingredienti che maggiormente impreziosisce la nostra cucina, con il freddo perde il suo profumo. Parliamo del basilico, una garanzia di freschezza e gusto ad ogni piatto, erbetta dall’odore inconfondibile e dalle diverse proprietà nutrizionali. Ce ne sono 40 varietà, le più note sono il basilico napoletano a foglia larga, e il basilico genovese a foglia stretta. Per crescere ha bisogno di sole e calore, e il bello dell’estate è che se ne trova in quantità, fresco e profumato al mercato, ma non d’inverno. Tuttavia, per conservare il basilico con il suo aroma terapeutico insaporitore delle nostre ricette, è possibile anche d’inverno. Ecco come.

    Come conservare il basilico: piccoli trucchi anti freddo

    foglie di basilico

    Congelare le foglie

    È il sistema più semplice e pratico per conservare il basilico tutto l’anno. Basta lavare le foglie, asciugarle bene e disporle su una teglia rivestita di carta stagnola. Dopo, mettete la teglia in congelatore per circa due ore e, una volta congelate, riponetele delicatamente in un contenitore a chiusura ermetica o in un sacchetto per alimenti, per poi conservare di nuovo nel congelatore. Quando ne avrete bisogno, prelevate dal contenitore la quantità giusta e avrete un basilico profumato per insaporire i vostri piatti.

    Basilico sotto sale

    Anche questo metodo vi permette di conservare il basilico a lungo, e se avete una dispensa fresca e spaziosa, potrete farvi un’abbondate scorta invernale. Una volta lavate e asciugate le foglie di basilico, disponetele in vasi a strati cospargendole con sale fino. L’ultimo strato deve essere di sale, poi schiacciate con un cucchiaino, ricoprite con un filo d’olio e chiudete il vasetto. Quando ne avete bisogno, potete prelevare le foglie dal vasetto e poi richiudere avendo cura di ricoprire con un po’ d’olio. E per le vostre ricette con il basilico, ricordate di non salare ulteriormente le pietanze per evitare di eccedere.

    Basilico sott’olio

    basilico sott'olio

    Questo trucco non solo vi permette di conservare a lungo il basilico, ma anche di preparare una base per cucinare velocemente il pesto. Lavate e asciugate il basilico, controllando che le foglie siano integre. Sterilizzate dei barattoli di vetro, seguendo le linee guida del Ministero della Salute, e inseriteci le foglie di basilico. Cospargete il recipiente di olio extravergine d’oliva fino a sommergere completamente le foglie. Chiudete ermeticamente e riponete il barattolo in frigo. Il basilico sott’olio è il metodo migliore per mantenere inalterati il colore e il profumo della pianta. Infatti, il basilico non può essere essiccato e tritato come altre erbe aromatiche poiché tende a scurirsi e perdere il sapore a contatto con l’aria. Una volta aperto il vasetto, però, ricordate di consumarlo al massimo entro due settimane.

    Basilico essiccato

    Tra i tanti metodi di conservazione del basilico, quello dell’essiccatura è sicuramente il più duraturo e per farlo vi consigliamo di utilizzare una delle due tecniche che vi proponiamo.

    La prima consiste in un’essiccatura più “naturale”, in quanto non utilizzeremo elettrodomestici. Per prima cosa dovete separare i ramoscelli di basilico e tagliare le singole foglie dal gambo più grande (lasciate circa 3 cm di stelo). Successivamente, dovrete lavare e pulire attentamente le foglie sotto l’acqua fredda, per rimuovere eventuali residui di sporco. Tamponate delicatamente le foglie utilizzando dei fogli di carta assorbente, per evitare che l’acqua ristagni. Una volta asciutte, raggruppate le foglie e legate insieme gli steli con un elastico o uno spago. Appendete i mazzetti con un gancio in una stanza aerata, cercando possibilmente di tenerle lontane da fonti di calore. Fate riposare per 10-14 giorni e il gioco è fatto!

    Se invece non avete voglia di aspettare e cercate una soluzione più veloce, potete sempre utilizzare il forno. Il metodo è simile al precedente ma, dopo aver staccato i ramoscelli, dovrete separare le foglie di basilico dallo stelo, senza danneggiarle. Procedete poi con il lavaggio sotto l’acqua corrente fredda e l’asciugatura con carta assorbente. A questo punto, preriscaldate il forno alla temperatura più bassa possibile (50-60 °C sarebbe l’ideale) e successivamente disponete le foglie su una teglia in maniera uniforme e senza sovrapporle. Infornate per 20 minuti. Al termine della cottura, lasciate riposare il basilico nel forno spento per una notte: il mattino seguente, le vostre foglie essiccate saranno pronte.

     

    Ora che sapete come conservare il basilico fresco tutto l’anno, sicuramente vi è venuta voglia di cucinare: avete visto quante idee con il basilico nel nostro ricettario? Cosa ne dite di questi meravigliosi gnocchi di patate al basilico con ragu bianco ai funghi?

     

    Articolo redatto in collaborazione con Ilaria De Lillo.

    Nasce a Mirandola, vive a Mirandola ma lavora a Bologna. Per Il Giornale del Cibo crea contenuti. Il suo piatto preferito sono le tigelle modenesi perché gli ricordano le cene con gli amici, ma soprattutto perché si possono farcire con qualsiasi ingrediente! In cucina non può mancare: una buona compagnia e una bottiglia di Lambrusco rigorosamente Grasparossa o Sorbara.

    14 responses to “Trucchi in cucina: come conservare il basilico”

    1. RENZACCIO says:

      con il basilico mi son imparato a fare il pesto alla genovese…. foglie di basilicomazzo + 100 gr. mandorle + 100 gr.pistilli+ 200 gr. parmigiano+2 aglio si mette tutto al robot da cucina all’ultimo 100 ml di olio + 1 succo di limone e rimacini ancora …..cacci tutta una crema profumatissima la metti in un foglio di carta di forno e la giri facendola diventare una grande caramella …… la metti per tre ore in frizer dopo la tiri fuori e la tagli a fette ,in modo che ogni volta ne prendi una fetta , richiudi tutto e la metti in frizer ….

    2. Rosamaria says:

      Chiedo a Renzaccio di quantificare in grammi il basilico, dato che lo prenderò dal mio orto.
      Eppoi come dispone le fette in frigo, le tiene divise con carta forno in un sacchetto o scatolino?
      Grazie per l’attenzione
      Rosamaria

    3. Renzaccio, mi spiace ma per il pesto genovese non servono le mandorle ma i pinoli. Serve mezzo pecorino e mezzo parmigiano grattugiati, un pizzico di sale grosso. Il limone non mi risulta assolutamente e nemmeno sbattere tutto nel frullatore. Ilpesto si fa nel mortaio.Ah, non si dice “mi sono imparato” in italiano!

    4. furio says:

      Renzaccio… non se l’è imparata bene ! ora gliela imparo io : 100gr basilico – 60/70gr parmigiano – 30/40gr sardo stagionato ( molto ) – 50/60gr pinoli – 1/2 teste d’aglio – sale grosso – olio EVO riviera ligure qb.
      le indicazioni variano sul gusto personale e sul tipo di prodotto, se + o – forte, il sardo ad es. può essere molto forte quindi mettine un po’ meno ecc. Se vuole può congelarlo, io lo faccio solo con foglie e olio, il resto lo aggiungo al momento. ciao

    5. panda says:

      e il basilico deve essere quello genovese a foglia piccola profumatissimo…infine dettaglio di non poco conto ..si chiama pesto perche è una salsa fredda che si ottiene pestando nel mortaio di marmo in maniera da non riscaldare gli ingredienti … un dettaglio ..i pinoli devono essere buoni , quindi niente roba cinese io uso quelli della Tenuta di San Rossore ..eccellenti

    6. Lilli says:

      La ricetta ligurenon prevede il pecorino nel pesto.
      Io non amo i pinoli, uso gli anacardi, uso il frullatore (vorrei vedere con la quantità che faccio come posso usare il mortaio!). Porziono il pesto nei bicchierini di plastica da caffè e congelo. Il pesto si può fare anche, appunto, con gli anacardi, con le mandorle, con le noci, con le noci brasiliane,…. ho provato tutto, il gusto cambia un po’ ma sempre buono. I miei amici lo gradiscono molto.
      “Mi son imparato” è un tipico modo di dire meridionale. Come “te lo imparo io” invece di “te lo insegno io”.
      Quando scongelo il pesto, a discrezione aggiungo della ricotta e amalgamo bene. Slurp!

    7. Giotgio says:

      Devo dare assolutamente ragione a Renata Morselli,il vero pesto Genovese va con i PINOLI e non con le mandorle,quelle vanno bene per la Mandorlata liquida.

    8. Giorgio says:

      Comunque chi ha la fortuna di abitare a Genova,
      il Basilico di Pra c’è tutto l’anno.Abito a Genova!!!

    9. Tiziana vecchia cuoca says:

      Una zia genovese mi ha insegnato come conservare il basilico per poi fare il pesto. Buttare in acqua bollente le foglie, solo il tempo di raccoglierle poi con un colino, lasciarle raffreddare un minuto , fare delle palline grandi come quelle da ping pong e metterle in freezer a congelare separatamente (va bene un piatto o un contenitore di alluminio); quando sono congelata riporle in un sacchetto di plastica. Quando si vuole fare il pesto, si prende una pallina, la si lascia scongelare e si procede secondo i gusti. Provare per credere. Le foglie congelate senza “scottatura” diventano grigiastre e amare.

    10. Angela says:

      Tiziana ma le palline di basilico si possono usare anche per metterlo nel sugo? Rimane l’aroma?

    11. Lu says:

      Mandorle al posto dei pinoli… Approvato e provato.. No invece a noci, da provare nocciole… Ma come far durare le piantine di basilico?!?!?

    12. Elena says:

      Lilly stai dicendo un’eresia! Il pecorino nel pesto genovese ci va eccome e ci vanno SOLO i pinoli. Varianti con altri ingredienti non sono pesto genovese, ma pestati di basilico o qualsiasi altro ingrediente tipo i pomodori secchi.

    13. Lino says:

      Che il vero pesto alla genovese richieda solo pinoli è corretto.- Che ci voglia anche il pecorino è corretto (in quantità minore rispetto al parmigiano ).- Che ci si possa mettere il padano al posto del reggiano è una questione di gusto , così come e una questione di gusto mettere una parte di pinoli e una di anacardi ( o SOLO anacardi ,visto che sono più economici dei pinoli ).- Noci, nocciole, mandorle non sono contemplate nella vera ricetta ( sono eventualmente delle personali modifiche che possono piacere a chi le fa) ma dato che sono piu’ economici dei pinoli qualcuno li mette.-
      Per quanto riguarda infine i grammi di ogni componente ……..se andate in rete, troverete mille ricette ORIGINALI che hanno ognuna grammi diversi per ogni componente!!! Ho provato a ” pesare ” il pesto fatto da mia moglie ( che lo ha sempre fatto “a occhio” e il risultato è questo : 60 foglie di basilico che, pesate sono risultate 10 (dieci !) grammi
      70 gr di anacardi ( sono genovese e se posso risparmiare …..) 60 gr di pinoli – 45 gr. parmigiano reggiano -15 gr. pecorino sardo stagionato – 82 gr. olio extra vergine oliva ( ingrediente che dovrebbe essere rigorosamente ligure) – uno spicchio d’aglio e sale q.b. ( ingrediente che se il pesto è fatto nel mortaio, come si dovrebbe, va messo a grana grossa).- Abbiamo ottenuto cirva 285 gr di pesto ( non essendo paziente l’abbiamo fatto con il frullatore badando a non riscaldare, e quindi con piccoli colpi anzichè con frullatura veloce) .- Ho voluto poi, fare i conti per curiosità .- Provate anche voi e ditemi come fanno certe persone a comprare il pesto di certe industrie a meno di 30 € al kg. e dire che è buono !!!

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