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Coltivare il cavolfiore

Redazione

cavolfiore rosa

 

Devo ammettere che coltivo il cavolfiore perché dispongo di molto spazio. Il cavolfiore è una pianta bella a vedersi, facile da coltivare, versatile in cucina e squisita nel piatto. Ma è anche ingombrate in larghezza per la dimensione delle foglie, necessita di un vaso grande e cresce lentamente. Una volta raccolta la prima infiorescenza, non ne ricaccia altre. Malgrado questi inconvenienti, coltivatelo se avete spazio, scegliendo le varietà colorate verdi e viola o quelle candide. Va tenuto presente che il cavolfiore sopporta il freddo ma non le gelate. Perciò dove gli inverni sono molto freddi è meglio coltivare le varietà precoci per raccolta autunnale.

Famiglia. Bassicacee (Brassica oleracea L. var. capitata L.)

Terreno. Metà terriccio ricco di humus e metà terreno di campo. Più il 15% di stallatico terricciato. Oppure stallatico pellettato o concime biologico granulare alle dosi consigliate in etichetta per le brassicacee.

Vaso. Di almeno 40 centimetri di diametro e circa altrettanti di profondità.

Nutrimento. A parte la concimazione iniziale, nutritelo ogni tre settimane con un concime organico biologico alle dosi consigliate in confezione.

Acqua. Ha bisogno di irrigazioni costanti soprattutto nella prima fase di crescita. Dall’autunno in poi, si può allentare l’attenzione grazie all’aumento dell’umidità atmosferica e delle piogge.

Esposizione. Al sole. Un detto contadino dice che ” il cavolfiore deve stare con la testa al sole e i piedi nell’acqua”.

Semina. Da maggio ad agosto. Seguendo le istruzioni per ciascuna varietà riportate in etichetta.

Trapianto. Mettete le piantine a dimora in estate da giugno ad agosto. Se avete seminato, trapiantate quando le piantine hanno 6 foglie.

Cura. Esaminate periodicamente la pagina inferiore delle foglie per individuare eventuali bruchi di cavolaie. Se ci sono o vedete grappoli di piccolissime uova gialli rimuovete con le mani. Coltivare poche piante, è il metodo più biologico e efficace.

Consociazioni. Con rosmarino, salvia, lattuga, spinaci, sedano, pomodoro, e rosmarino. Evitate la vicinanza di patata, aglio e cipolla.

Varietà. Tra le varietà bianche, consiglio la Palla di Neve, da trapiantare a giugno e raccogliete da ottobre. Solo chi ha molto spazio può permettersi il gigante di Napoli, di un bel bianco candido. È medio-tardivo, può essere raccolta da gennaio a marzo.
Molto ornamentali sono le varietà viola, da trapiantare a giugno e raccogliere a novembre-dicembre.
Le mie preferite per la delicatezza del sapore sono le varietà verdi come il verde di Macerata che ha il grande pregio di resistere a lungo sulla pianta. Si raccoglie in novembre-dicembre.
Verde è anche il cavolfiore romanesco, detto anche broccolo Romano, che si distingue per un fiore composto da tanti i piccoli coni appuntiti che danno un po’ l’effetto di una pagoda. molto bello a vedersi. Si trapianta a luglio e si raccoglie da ottobre.

Raccolta. La raccolta si esegue da ottobre a maggio a seconda delle cultivar. L’infiorescenza (corimbo) si raccoglie quando è ancora compatta e i singoli fiorellini si aprano e quando le cime son ancora compatte.

Ciclo. Biennale coltivato come annuale.

di Martino Ragusa

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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