ciclamato

Ciclamato

Adriana Angelieri

Si tratta di un dolcificante scoperto nel 1937, inizialmente utilizzato per rendere meno amare alcune medicine, soprattutto antibiotici e farmaci per l’infanzia. Anche il ciclamato, come la saccarina, ha un retrogusto amaro e spiacevole ma la cosa buffa è che se si aggiunge ciclamato alla saccarina, la miscela perde la sua amarezza. Così viene spesso utilizzato insieme ad altri dolcificanti di sintesi.
Negli Stati Uniti il ciclamato è vietato perché sospetto cancerogeno, ma è approvato in altri 55 Paesi, fra cui l’Italia. In realtà gli studi americani si basano sull’assunzione della sostanza da parte di ratti ed alcuni sostengono che il metabolismo umano sia differente, perlomeno per quanto riguarda tale sostanza, da quelli dei roditori. In ogni caso la FAO consiglia di non superare dosi relativamente basse, pari a 7mg per ogni chilogrammo di peso dell’individuo. In pratica non bisogna superare il litro circa di bevande dolcificate con tale sostanza. In letteratura si trovano sospetti di pericolosità di altro tipo, come fotosensibilizzazione, dermatiti, eczema e prurito diffuso.
di Gianluigi

Adriana Angelieri

Siciliana trasferita a Bologna per i tortellini e per il lavoro. Per Il Giornale del Cibo revisiona e crea contenuti. Il suo piatto preferito può essere un qualunque risotto, purché sia fatto bene! In cucina non devono mancare: basilico e olio buono.

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