bufale alimentari

Le 10 fake news alimentari più diffuse (e perché non sono vere)

Angela Caporale
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Indice

     

     

    Tra diete miracolose e cibi capaci di risolvere qualsiasi problema, sono sempre di più le bufale alimentari e, purtroppo, non parliamo del tipico prodotto caseario campano, ma del fenomeno delle fake news declinato anche tra cucina e supermercati. Dietro a promesse di felicità e salute, capita che si celino informazioni false e delle vere e proprie truffe, come nel caso della dieta Life 120. Il problema è, infatti, piuttosto grave perché le bufale alimentari possono avere conseguenze anche sulla salute, proprio per questo Coldiretti ha deciso di individuare le 10 fake news più diffuse per sbugiardarle, una volta per tutte.

    Bufale alimentari: la top 10 secondo Coldiretti

    fake news alimentari

    Questa peculiare classifica abbraccia alimenti molto diversi tra loro. La confusione è, infatti, trasversale e coinvolge cibi che fanno parte tradizionalmente della dieta mediterranea come il latte, ma anche prodotti che sono comparsi sul mercato solo negli ultimi anni, riscuotendo grande successo, come il kamut. Le fake news non risparmiano nemmeno la frutta, in prima linea ananas e banane, e la verdura, con tutti i dubbi che accompagnano quella che possiamo acquistare direttamente dal contadino.

    Vediamo, dunque, quali sono quelle che, secondo il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, vanno chiarite una volta per tutte perché potrebbero danneggiare la nostra salute, ma anche il settore agricolo.

    Ananas brucia-grassi

    ananas brucia grassi

    Partiamo da una leggenda metropolitana che un po’ ci dispiace negare, ma proprio perché si parla di salute e di dieta è importante fare chiarezza: l’ananas non brucia i grassi. Questa capacità si ritiene che derivi dalla bromelina, una sostanza che, secondo alcuni studi, è capace di scomporre le proteine contenute negli alimenti, facilitandone l’assorbimento e stimolando il metabolismo. Ciò che non viene detto è che la bromelina si trova nel gambo dell’ananas, che solitamente non viene mangiato.

    Ciò non toglie nulla alle effettive proprietà di questo frutto che, essendo ricco di calcio, potassio e vitamine e povero di calorie, è spesso consigliato a chi vuole seguire una dieta ipocalorica per perdere peso.

    Il no assoluto ai grassi

    Un’altra bufala alimentare molto diffusa, ma con possibili conseguenze negative sulla salute, è quella secondo la quale i grassi vadano completamente eliminati dalla dieta. Nulla di più sbagliato poiché, come sottolineano instancabilmente gli esperti del settore, un’alimentazione sana prevede un corretto equilibrio tra tutti i nutrienti. Il punto è, piuttosto, prestare attenzione a non eccedere la percentuale del 25/30% delle calorie giornaliere e preferire quelli di qualità come, per fare un esempio, l’olio extravergine d’oliva.

    Zucchero di canna per dimagrire?

    zucchero di canna

    Come abbiamo anticipato, tra le fake news in ambito alimentare quelle con maggiore risonanza sono strettamente connesse a diete e promesse di dimagrimenti che hanno del miracoloso. È il caso dello zucchero di canna a cui viene attribuita, talvolta, la proprietà di non fare ingrassare.

    Coldiretti sottolinea come, dal punto di vista nutrizionale, lo zucchero di canna raffinato, quello che troviamo in commercio più spesso o nelle caffetterie, abbia le stesse caratteristiche di quello bianco raffinato. La questione, guardando poi in particolare ai potenziali danni dell’uso smodato di questo ingrediente, cambia se impieghiamo la versione integrale, che mantiene intatto il contenuto di vitamine, sali minerali ed enzimi.

    Il Kamut, cereale dei faraoni

    Quando la parola “Kamut” è comparsa per la prima volta nella distribuzione in Italia, in molti si sono chiesti quale fosse l’origine di questo misterioso ingrediente utilizzato per pane, pasta e altri lievitati. Così si è diffusa la leggenda che si trattasse del “grano dei faraoni”, peccato che questa etichetta rappresenti un falso storico e una trovata di marketing. Il Kamut, infatti, è il marchio privato, registrato negli Stati Uniti, con il quale viene commercializzato il grano della varietà Khorasan che viene sì prodotto anche in Italia, ma quello che porta questo nome proviene unicamente dal Nord America. Nulla di più distante dall’Egitto e dalla civiltà dei faraoni!

    Bando a tutti i formaggi per gli intolleranti al lattosio

    formaggi

    Entrando, invece, nella sfera delle bufale a proposito di allergie e intolleranze, sono in molti a sostenere che siano da abbandonare tutti i tipi di formaggio. Coldiretti, tuttavia, sottolinea come la stagionatura prolungata di alcune forme può portare a una riduzione e addirittura alla scomparsa del lattosio, mutazione che consentirebbe anche a chi non riesce a digerirlo di mangiare questo formaggio. Inoltre, come specificato dal consorzio di tutela del gorgonzola DOP, tutti i prodotti che contengono meno di 0,1 grammi di lattosio su 100 di prodotto, come il famoso erborinato, si possono definire “naturalmente privi di lattosio”, ragion per cui è possibile consumarli in sicurezza.

    Naturalmente queste considerazioni valgono in termini generali e non sostituiscono il parere di un medico: va da sé che ciascun caso può presentare delle caratteristiche peculiari e, dunque, è consigliato, per chi soffre di questo tipo di intolleranza, consultarsi sempre con uno specialista prima di integrare qualsiasi alimento a rischio nella propria dieta.

    La regina delle bufale: il latte fa male

    latte fa male

    Uno dei luoghi comuni a proposito della dieta più diffusi riguardano proprio il latte: sono in molti a sostenere che sia dannoso per l’organismo poiché destinato alla crescita in tutti gli animali, tranne l’uomo che è il solo a consumarlo per tutta la vita. La questione è decisamente più complessa e per approfondirla vi consigliamo l’intervista con il professor Enzo Spisni, fisiologo della nutrizione dell’Università di Bologna, che aiuterà a capire se effettivamente il latte fa bene o male. In sintesi, è vero che l’uomo è l’unico mammifero a consumare questo alimento anche in età adulta, ma è stato anche il solo il cui genoma si è modificato per poter tollerare il lattosio anche dopo i primi anni di vita. Dunque, attenzione a demonizzare questo alimento che non fa male a chi non soffre di intolleranze specifiche. Meglio, però, non esagerare con il consumo, ma ciò semplicemente perché il latte è una bevanda di origine animale ad alta densità calorica e spesso ricca di grassi.

    La carne fa sempre male e va evitata in ogni caso

    carne fa male

    Anche quando si parla di carne, a maggior ragione alla luce degli studi effettuati sui nitriti e nitrati impiegati nella conservazione dei salumi, la verità sta nel mezzo tra i toni allarmistici di chi metterebbe al bando ogni tipo di carne e chi, invece, ne consuma troppe porzioni alla settimana. Esistono rilevanti pubblicazioni scientifiche che confermano come la carne rossa, se cotta ad alte temperature e ancor di più se tra i conservanti ci sono nitriti e nitrati, è connessa (ma non in maniera esclusiva) allo sviluppo del cancro al colon-retto e altre patologie come diabete, infarto e malattie cardiovascolari.

    Tuttavia altri studi come, per esempio “European Prospective Investigation into Cancer and Nutrion” realizzato dall’UE insieme all’IARC e all’AIRC, dimostrano che il consumo di carne rossa, non di più di una o due volte alla settimana, comporta alcuni preziosi benefici al nostro organismo, fornendo proteine ad alto valore biologico e nutrienti specifici. Se vi interessa approfondire la questione, non possiamo che consigliarvi questa intervista realizzata sempre al professor Spisni.

    Banana = potassio, arancia = vitamina C

    banane e arance

    Le bufale alimentari non risparmiano nemmeno la frutta: è convinzione comune che le banane siano gli alimenti più ricchi di potassio che possiamo trovare sul banco ortofrutticolo. Purtroppo, non è così: il podio degli alimenti che più di tutti forniscono questa preziosa sostanza all’organismo è formato da spinaci crudi, rucola e cavolini crudi.

    Rispetto alle banane, sono ben più ricchi di potassio i kiwi che, tra l’altro, detengono un primato anche per quanto riguarda il contenuto di vitamina C. Non si tratta del frutto che ne contiene la maggior quantità, ma l’apporto vitaminico specifico è ben maggiore di quello dell’arancia che, invece, viene sistematicamente associata alle sue proprietà.

    Nell’Unione Europea tutti seguono le stesse regole

    L’attenzione di Coldiretti, infine, è attratta dalle bufale che riguardano alcuni aspetti tecnici, amministrativi e legali della distribuzione degli alimenti in Italia. Non tutti sanno che, infatti, in Italia esistono spesso regole produttive più rigorose rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea: per esempio, esiste il divieto di produrre pasta con il grano tenero, oppure quello di impiegare la polvere di latte per la preparazione dei formaggi. Tutti elementi che caratterizzano il made in Italy e che, spesso, vengono sottolineati anche in sede europea per alzare l’asticella della qualità e tutelare quanto viene prodotto nel Belpaese.

    I prodotti del contadino sono meno controllati

    verdura contadino

    A conclusione della carrellata di bufale alimentari, una questione che tocca molto da vicino chi vive coltivando frutta e verdura. In molti credono che quanto acquistato direttamente dal contadino sia meno controllato di quello che si trova al supermercato. Peccato che si tratti dell’ennesimo falso mito poiché, in Italia, tutti i produttori agricoli che sono parte della rete Campagna Amica, promossa da Coldiretti, sono sottoposti agli stessi identici controlli, indipendentemente dal mercato di destinazione. Al contrario, comprare frutta e verdura direttamente dal produttore spesso è garanzia di maggiore freschezza e prova dell’origine 100% italiana della nostra spesa.

    Vi siete mai imbattuti in queste o altre bufale alimentari? Raccontateci quali e come le avete svelate!

    Angela Caporale

    Nata a Udine, vive e lavora a Bologna come giornalista freelance. Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara, perché le viene proprio bene in tutte le sue varianti. In cucina, per lei, non può mai mancare una compagnia ciarliera, un dolce da condividere e un buon bicchiere di vino bianco.

    3 responses to “Le 10 fake news alimentari più diffuse (e perché non sono vere)”

    1. Giorgia says:

      Non sapevo che le banane contenessero poco potassio al contrario dei i kiwi che però sapevo pieni di vitamina c, infatti quando sono giù di ferro ne mangio un po’ di più.

      Grazie delle Info molto utili

      Giorgia

    2. Mattia says:

      Brava Angela, molto interessante!

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