Ma gli androidi mangiano con posate elettriche? Dal Giappone arrivano le bacchette hi-tech per ridurre il sale nel cibo

Alessia Rossi
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    Un proverbio popolare cita: “con l’olio e il sale, si fa buono anche uno stivale”. E come dargli torto? Tutto, con un pizzico di sale in più, è più buono. Eppure, come sappiamo, l’assunzione eccessiva di questo ingrediente desta particolari preoccupazioni per la salute, al punto che l’OMS ha più volte, nel corso degli anni, lanciato allarmi. Il traguardo sarebbe riuscire a ridurne il consumo del 30% entro il 2025: è questo uno dei nove obiettivi strategici del Piano d’Azione globale 2013-2020 per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili.

    E se potessimo limitare l’assunzione di sale usando delle posate, o meglio, delle bacchette? Una soluzione potrebbe infatti arrivare dal Giappone, con delle particolari bacchette elettriche che ricreano il gusto sapido senza però usare sale. Fantascienza? No, si tratta di un prodotto bizzarro ma innovativo, messo a punto dalla Scuola di Scienza e Tecnologia dell’Università di Meiji, insieme al produttore alimentare Kirin. Curiosi di scoprire come funzionano? Noi tantissimo, e ve lo spieghiamo subito!

    Troppo sale negli alimenti: l’allarme dell’OMS

    Quanto sale dovremmo consumare al giorno? Secondo l’OMS, meno di 5 grammi, che corrisponde a circa un cucchiaino da tavola. Quanto ne consumiamo? Secondo il Ministero della Salute italiano, 9,5 grammi gli uomini e 7,2 le donne. Il problema non è il sale che aggiungiamo mentre cuciniamo per insaporire i piatti o che fa parte naturalmente di alcuni alimenti, ma quello contenuto nei prodotti alimentari comprati, che consiste nel 64% del sale assunto. Questo eccesso, però, aumenta il rischio di insorgenza di alcune problematiche e patologie, come ipertensione, problemi cardiaci e ictus.

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    In Giappone, in particolare, il consumo giornaliero si attesta attorno ai 10 grammi, ed è per questa ragione che il Ministero della Salute giapponese ha proposto di ridurne l’assunzione a un massimo di 7,5 grammi per gli uomini e 6,5 grammi per le donne. Come ha riportato un ricercatore dell’azienda Kirin in un’intervista pubblicata sul Guardian, “per prevenire tali malattie, dobbiamo ridurre il sale. Se cercassimo di intervenire convenzionalmente, dovremmo eliminare il nostro cibo preferito dalla dieta o sopportare piatti insipidi”.

    Bacchette hi-tech che riproducono il gusto sapido

    Diciamocelo francamente, nessuno vuole mangiare piatti sciapi. Proprio per venire incontro sia al gusto che alla salute, la Scuola di Scienza e Tecnologia dell’Università di Meiji ha deciso di collaborare con il produttore di cibi e bevande Kirin per creare delle bacchette speciali. Il risultato è un prototipo – quindi non ancora in commercio – che ha riscosso parecchio interesse. 

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    A differenza delle classiche bacchette che siamo abituati a vedere, queste si collegano a un mini-computer che va indossato al polso, come un braccialetto o un orologio. I dispositivi funzionano a stimolazione elettrica, anche se, come specificano i ricercatori, gli impulsi sono talmente bassi da non influenzare il corpo umano. Ma come funzionano? 

    Gli ioni di sodio prodotti dal mini computer integrato riescono a raggiungere le bacchette “insaporendo” i cibi, seppur in maniera artificiale. In parole semplici, ci fanno percepire la sapidità e cambiano la percezione del gusto nella bocca, facendo sembrare gli alimenti più o meno salati.

    Meno sale, stesso sapore: cos’è emerso dai test

    Dopo aver creato il prototipo di queste posate hi-tech, i laboratori dell’Università hanno condotto una serie di test di riproduzione su un tester di 36 uomini e donne tra i 40 e i 65 anni che attualmente stanno riducendo l’assunzione di sodio, o lo hanno fatto in passato. Ai partecipanti hanno fatto assaggiare, tramite le bacchette, campioni che imitano il cibo normale (gel contenente lo 0,80% di sale) e campioni che invece imitano alimenti a ridotto contenuto di sale (gel contenente lo 0,56% di sale, quindi circa il 30% in meno). Dopo aver assaggiato il secondo, è stato condotto un test per valutare l’intensità del sale percepito. I tester hanno detto di aver sentito un miglioramento nel gusto generale del piatto, e dai risultati è emerso che il dispositivo migliora il gusto salato del cibo a basso contenuto di sodio di circa 1,5 volte

    Inoltre, lo studio ha confermato che l’intensità del gusto salato del campione che imitava il cibo a basso contenuto di sodio era la stessa di quella dell’altro campione, quando veniva applicata la stimolazione elettrica. Questo suggerisce che, quando si consuma cibo con il 30% di sale in meno, un dispositivo dotato di questa tecnologia può fornire un gusto salato equivalente a quello di un classico pasto.

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    Il cibo nel futuro sarà sempre più hi-tech?

    La strada è ancora lunga prima di vedere sul mercato queste bacchette, ma sicuramente la tecnologia si sta dimostrando una valida alleata nel migliorare le nostre condizioni di vita e di salute. Come scritto negli studi, l’azienda Kirin continuerà in futuro a sviluppare nuovi servizi che supportano la prevenzione delle malattie legate allo stile di vita, aumentando allo stesso tempo la soddisfazione alimentare per rendere le diete dei consumatori “più gustose, più piacevoli e più sane”.

    Non solo bacchette, però. Se avete qualche difficoltà a mangiare gli alimenti in questo modo, non preoccupatevi: molti altri studi e ricerche stanno portando alla creazione di posate altamente tecnologiche che, in qualche modo, aumentino i sapori dei cibi che stiamo mangiando diminuendo alcuni ingredienti “nocivi” per la salute, se consumati in grandi quantità. Come nel caso della forchetta elettrica che esalta i sapori del salato e dell’acido, sviluppata dalla professoressa Hiromi Nakamura, sempre dell’Università Meiji di Tokyo. O ancora, il cucchiaio elettrico prodotto nel 2020 dall’azienda SpoonTEK che stimola le papille gustative per aiutare a migliorare la percezione dei sapori del cibo a basso contenuto calorico.

    Insomma, secondo i ricercatori queste posate futuribili potrebbero supportare alcune persone nel condurre un’alimentazione sana ma a basso contenuto di sale o zuccheri, ma comunque saporiti. In futuro, quindi, il gusto sarà sempre più “elettrico”.

    Che ne pensate?

    È nata vicino a Bologna, ma dopo l'università si è trasferita a Torino per due anni, dove ha frequentato la Scuola Holden. Adesso è tornata a casa e lavora come ghost e web writer. Non ha molta pazienza in cucina, a parte per i dolci, che adora preparare insieme alla madre: ciambelle, plumcake e torte della nonna non hanno segreti per lei. Sta imparando a tirare la sfoglia come una vera azdora (o almeno, ci prova).

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