Azienda Pittaro E Museo Del Vino

g.lagonigro

di Giuditta Lagonigro. L’Azienda’ Vigneti Pittaro ‘ in quel di Zompicchia (frazione di Codroipo-Ud), dà un notevole contributo al mondo dell’enologia, da ben 500 anni.La famiglia Pittaro, infatti, friulana Doc, alleva viti sin dal secolo XV.Pietro Pittaro, enologo, è l’attuale proprietario di ‘Vigneti Pittaro’. La superficie vitata ha circa 350 km di filari , pari a circa 85 ettari, nella zona Doc Grave del Friuli.Il territorio vanta nobili e storiche origini, giacchè le prime testimonianze della coltura della vite risalgono all’epoca preromana.La repubblica di Venezia, poi, dal 1400 a 1700 contribuì allo sviluppo della viticoltura e quindi, favorì la produzione di buoni vini.Pietro Pittaro, respirando da sempre un’aria pregna di storia, si è fatto promotore, ormai da svariati anni, di una collezione di oggetti, collegati al mondo del vino, raccolti con amore e passione, tanto da dare vita ad un Museo, unico nel suo genere.Il Museo del Vino occupa più di 600 mq, all’interno della Cantina ed è diviso in tre settori, tutti di grande interesse.L’ampia sala al pianoterra ci accoglie con uno sfavillìo di luci : sono i riflessi di una splendida collezione di calici antichi: più di 100 i bicchieri d’epoca – stile Biedermeier -di provenienza Mitteleuropea- straordinariamente cesellati, e bicchieri di Murano, splendidi nella loro fragile evanescenzaI nostri occhi sono affascinati da ampolle, calici da Messa, boccali da vino di ogni genere, fino al bicchiere della staffa (quello esposto ha la forma di una testa d’animale), così chiamato perchè i cavalieri lo conservavano, appunto, nella staffa e lo usavano per un ultimo brindisi fatto in sella al cavallo, prima della partenza.A seguire bottiglie risalenti alla fine dell’800, con etichette dipinte a mano-curiose quelle a tema ornitologico, che riproducono gli uccelli del Friuli-; bottiglie con i tratti somatici di regine e re, deliziosa la coppia di bottiglie adornate di merletto, ‘soffiate’ in occasione del gemellaggio tra le isole di Merano e Burano.Ancora . anfore romane, ceramiche, maioliche.Suggestive le statue della Madonna dell’uva e di Sant’Urbano, protettore dei vignaioliAl primo piano un angolo dedicato alla memoria di un’artista, amica di Pietro Pittaro, al centro della sala un gondola con bicchieri di Murano e poi un succedersi di vetrine colme di tantissime testimonianze di epoche passate.Ancora bottiglie, cavatappi d’ogni forma, anche bastoni con cavatappi,-bellissimi quelli in miniatura che servivano per stappare le piccole bottiglie di profumi, sigillate con mini tappi di sughero, l ‘ladri’, strumenti per bucare le botti e poter assaggiare il vino, bicchierini di tutte le misure, particolarissimi i bicchieri di vetro da tasca, di forma semi piatta, con comoda custodia in paglia!Anche le bottiglie di gazzosa, fanno la loro bella figura, soprattutto quelle con una bilia di terracotta o di vetro,posta all’interno, che con la spinta del gas, rimaneva in alto e chiudeva la bocca della stessa bottiglia.Proseguiamo la nostra visita e andiamo nelle sale successive, laddove sono stati ricostruiti, anche con manichini, ambienti di vario genere.Un vecchio ufficio, con l’immancabile segretaria, custodisce macchine per scrivere davvero storiche, insieme ad una calcolatrice di cui non è semplice comprendere il funzionamento.Al centro della sala ammiriamo il Carro della Castellata- è una botte di origine bolognese che ha una capienza di 800l-.Poi, ci perdiamo tra la stamperia (per le etichette delle bottiglie),la bottega del bottaio,le pompe da travaso,il carro della vendemmia,la bottega del vetraio, un carro siciliano, slitte post belliche,il forno del distillatore (il forno interno risale al 1600), l’osteria !Alle pareti stampe che vanno dalla fine dell’800 agli anni 40, alcune delle quali sono quasi gli antenati degli attuali disciplinari per la produzione del vino.Centinaia sono gli attrezzi e gli utensili.Un viaggio indietro, nel tempo, da consigliare a tutti, bambini e adulti per rendersi conto di quanto duro fosse il lavoro ma anche di quanto geniali per alcuni versi, fossero i nostri avi!Ma tutto scorre e torniamo ai giorni nostri.La visita prosegue nella cantina dove, ammiriamo le barriques ma , ancor di più le puprites, tavoloni forati in cui vengono infilate le bottiglie durante la preparazione dello champagne.Pittaro produce un ottimo spumante ed è proprio questo che andiamo a degustare nell’Osteria, sempre all’interno della cantina.Tre sono gli spumanti dell’azienda: Millesimato, Brut, Rosè.Essi sono ottenuti con il procedimento chiamato Metodo Classico o Talento (lo stesso con cui i francesi producono lo Champagne), ossia con la presa di spuma in bottiglia .Le uve utilizzate sono :Chardonnay e Pinot bianco. Se l’annata dà uve particolarmente buone si prepara un vino base che servirà per uno spumante da invecchiamento, cioè un Millesimato.Ottimo il rapporto qualità prezzo.Interessanti anche gli altri vini prodotti quali lo Chardonnay,il Pinot grigio,il Riesling,il Sauvignon,il Friulano (ex Tocai),lo Chardonnay Mousquè(poco conosciuto),il Manzoni (incrocio tra Riesling e Pinot bianco),il Cabernet franc,il Cabernet sauvignon, il Merlot,il Refosco dal peduncolo rosso, l’Agresto (vino di maggior struttura), il Valzer in Rosa (moscato rosa),l’Apicio, (vino da dessert),Acquavite e Grappa d’uve.Vigneti PittaroVia Udine,6733033 Codroipo (Ud)Tel +39 0432 904726Mail :info@vignetipittaro.comwww.vignetipittaro.com

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