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Lombardia sempre più “green”: approvata la prima legge sull’agricoltura urbana e il “vertical farming”

Angela Caporale
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    Città intelligenti, a misura d’uomo e sempre più green. Questo è il trend di sviluppo delle smart cities, gli spazi urbani dove abiteremo nel futuro e, in alcuni casi, già nel presente. Cosa significa nel concreto? Spazi verdi, orti urbani, mobilità sostenibile e valorizzazione di pratiche ed esperienze slow che rispettino l’ambiente e le persone. Il cibo è, in questo ambito di progettazione partecipata, uno dei fattori chiave. Non sorprende, dunque, che dopo l’adozione di una food policy da parte delle principali città italiane, Milano per prima e Roma più di recente, anche la Regione Lombardia ha adottato una legge regionale che approva nuove regole che facilitano l’agricoltura urbana.

    Agricoltura urbana: la nuova legge della Regione Lombardia

    Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 26 ottobre scorso, la Legge della Regione

    Lombardia regola l’agricoltura urbana, periurbana e metropolitana. Si tratta di una norma particolarmente innovativa in Italia che punta a stimolare la crescita dei boschi urbani e non soltanto. Ampio spazio è dedicato al riconoscimento dei “tetti verdi” – ovvero coperture vegetali realizzate sui tetti o sulle pareti degli edifici e destinate a scopi alimentari o anche ornamentali – da oggi autorizzati nella pianificazione urbanistica delle città e permette di insediare nelle aree cittadine le realtà che applicano il  “vertical farming”, nuove modalità di coltivazione fuori suolo di verdura in ambienti protetti.

    orti urbani

    Alison Hancock/shutterstock.com

    Triplice la finalità della legge:

    1. avvicinarsi al conseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale anche in città, stimolando il risparmio energetico e una maggiore disponibilità di alimenti a chilometro zero;
    2. sostenere le produzioni agricole sia convenzionali sia innovative e, in questo contesto, definire il “vertical farming” e supportare progetti che realizzano orti urbani, pubblici o privati, ma anche le coperture verdi degli edifici;
    3. riconoscere il valore non solo ambientale ma anche sociale delle aree agricole attorno alle città, definite periurbane.

    Che cos’è il “vertical farming”?

    Particolarmente rilevante è l’apertura della Regione Lombardia al “vertical farming”. Si tratta di spazi di coltivazione verticale dove la verdura si produce in ambiente protetto a ciclo continuo. Ciò è possibile grazie a una combinazione di varie tecniche fortemente innovative e interessanti proprio per la sostenibilità dei processi: l’acquaponica, l’idroponica e l’aeroponica.

    Oltre ai benefici di tipo ambientale, tra i vantaggi c’è il fatto che sono attività realizzabili anche in ambito urbano e addirittura nelle aree industriali da rigenerare. La Legge lombarda prevede che, seppur in questi spazi, le attività saranno riconosciute a tutti gli effetti come agricole.

    vertical farming milano

    NadiaMikushova/shutterstock.com

    Il “vertical farming” oggi ha un valore globale di oltre 2 miliardi di euro, ma secondo le previsioni è un mercato destinato a crescere: le stime parlano di un valore di 5,8 miliardi nel 2022. “Una opportunità anche economica per la Lombardia” ha commentato Fabio Rolfi, Assessore regionale all’Agricoltura, “con una attività che consente risparmio di suolo, acqua ed energia abbattendo l’utilizzo di sostanze chimiche ed attirando all’agricoltura nuove competenze professionali in grado di favorire anche il ricambio generazionale.”

    La norma, infatti, prevede che all’imprenditore che si occupa di “vertical farming” si applichi la stessa disciplina dell’imprenditore agricolo (quindi ex art. 2135 del Codice Civile) e dell’Imprenditore Agricolo Professionale. Ma non soltanto. Viene stabilito che sono compatibili con queste tecniche di coltivazione soltanto edifici già esistenti. In questo modo, la Regione Lombardia si propone di favorire la realizzazione di realtà di “vertical farming” nei centri urbani e di ridurre il consumo di suolo.

    Non solo boschi, ma anche incentivi per start up sostenibili

    La Regione Lombardia, grazie a questa legge, può adottare ulteriori misure a sostegno di giovani imprenditori agricoli e start up che scelgono di investire sull’agricoltura urbana sostenibile. In particolare, si potranno prevedere agevolazioni e misure di sostegno finanziario, priorità di finanziamento all’interno di bandi regionali e altre attività affini.

    Soddisfatto il Presidente della Regione, Attilio Fontana che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi che la Lombardia abbia saputo cogliere lo spirito dei tempi in anticipo, anche rispetto al legislatore nazionale. Noi vogliamo attrarre nuovi capitali e stimolare le start up, soprattutto nei grossi centri urbani e nelle immediate periferie. Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova legge è che punta molto sul versante della rigenerazione urbana, uno degli obiettivi strategici di questa legislatura regionale. Ridare vita a edifici dismessi, magari destinandoli proprio al vertical farming, significa salvaguardare il territorio evitando anche ulteriore consumo di suolo. Speriamo per questo che altre Regioni seguano il nostro esempio”.

    Conoscevate già queste innovative tecniche agricole?

    Passaporto friulano e cuore bolognese, Angela vive a Udine dove lavora come giornalista freelance. Per Il Giornale del Cibo scrive di attualità, sociale e food innovation. Il suo piatto preferito sono i tortelloni burro, salvia e una sana spolverata di parmigiano: comfort food per eccellenza, ha imparato a fare la sfoglia per poterli mangiare e condividere ogni volta che ne sente il bisogno.

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