La dieta Life 120 è sbagliata? Intervista al prof. Enzo Spisni

Matteo Garuti
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    Recentemente il nostro articolo su Adriano Panzironi e la dieta Life 120 ha stimolato un acceso dibattito, con molti lettori che hanno difeso questo regime alimentare, esaltandone gli effetti positivi riscontrati personalmente. Lo “stile di vita” proposto dal giornalista, del resto, era già stato aspramente criticato da più parti, e recentemente l’Ordine dei medici del Lazio ha denunciato l’autore per esercizio abusivo della professione.

    Ma cosa sappiamo esattamente della dieta Life 120 e delle teorie professate da questo giornalista? Per capire le ragioni di chi apprezza questo programma alimentare, abbiamo deciso di tornare sull’argomento, interpellando il professor Enzo Spisni, fisiologo della nutrizione dell’Università di Bologna, che ha espresso considerazioni interessanti e non scontate.

    La dieta Life 120 è sbagliata, ma…

    diete fai da te

    Prima di prenderne in esame i punti salienti, il professor Spisni ci tiene a precisare che la Life 120 non è una paleodieta, essendo ricca di carne e povera di carboidrati. Tutti gli studi finora realizzati sulle popolazioni di raccoglitori-cacciatori ancora esistenti – che vivono in condizioni molto simili a quelle precedenti all’avvento dell’agricoltura – evidenziano il consumo di quantità molto elevate di vegetali e di tuberi contenenti amidi, ovvero carboidrati complessi. La carne costituisce una parte marginale dell’alimentazione preistorica, e l’essere umano non si è evoluto mangiando soprattutto cibi di origine animale. Alla luce di queste evidenze, perciò, è sbagliato associare la dieta Life 120 alla nutrizione primitiva, che per di più non poteva certo contare sui moderni integratori, che il programma di Panzironi propone.

    Enzo Spisni afferma che l’elevata presenza di carne, peraltro, è il principale motivo che porta a ritenere la dieta Life 120 sconsigliabile. Gli alimenti di origine animale sono tre i più inquinati, mentre le carni rosse e processate sono state inserite fra i cibi potenzialmente cancerogeni. Col passare degli anni, quindi, la dieta di Panzironi potrà evitare alcuni problemi e causarne altri, perché mangiare troppa carne fa sempre male nel tempo, oltre a essere insostenibile ecologicamente. “Ritengo la Life 120 una dieta non salutare, anche se non voglio sminuire gli effetti positivi che alcune persone possono aver constatato abbandonando il loro regime alimentare precedente”, precisa Spisni. Ad ogni modo, l’intervistato sostiene che il programma di Panzironi nel lungo periodo non potrà prevenire le malattie croniche degenerative, favorite dall’avanzare dell’età. Peraltro, sappiamo che dalla celiachia e da patologie come la sindrome di Alzheimer non si può guarire, come invece sostengono i testimonial di Panzironi.

    integratori e diete

    Riguardo all’uso degli integratori nella Life 120, il professore sostiene che queste preparazioni rivestono soprattutto una funzione commerciale, non indispensabile ai fini della nutrizione. Tuttavia, dalle numerose analisi sulle abitudini alimentari dei pazienti condotte dall’intervistato, emergono spesso carenze di vitamine o di altri micronutrienti, sempre a causa delle abitudini sbagliate a tavola. “In linea generale, una dieta equilibrata e un fabbisogno normale non necessitano di integratori, ma è anche vero che le persone spesso non mangiano correttamente”. In questo senso, gli integratori possono avere un significato, perché le persone tendono a consumare sempre gli stessi cibi e alcune carenze si possono recuperare con questi prodotti. L’integrazione, però, dev’essere una fase momentanea, nella quale si sopperisce a determinate mancanze, che nel medio-lungo periodo si bilanciano con un cambiamento della dieta. Tuttavia, è chiaro che chi produce integratori ha tutto l’interesse ad avere clienti assidui e fidelizzati.

    La dieta mediterranea e l’equivoco sulla sua definizione

    dieta mediterranea

    Enzo Spisni si sofferma su una precisazione importante, per chiarire una questione relativa all’uso scorretto della definizione di dieta mediterranea. Questo stile alimentare, storicamente celebrato per la sua salubrità, nel programma di Panzironi viene criticato e sconsigliato, a causa dell’apporto elevato di carboidrati. La vera dieta mediterranea, però, pur essendo costituita per il 50-55% da questi nutrienti, non prevede affatto farine raffinate, ricche di glutine ad alta forza e ad alto indice glicemico, che in un passato recente non esistevano nemmeno.

    Oggi, erroneamente, con questa definizione si intende un’alimentazione basata su pane, pasta e pizza, realizzati con semole, farine 0 e 00, alle quali, come abbiamo visto, si possono trovare ottime alternative. Sono molte in Italia le persone che si nutrono soprattutto in questo modo, ma bisogna tener presente le differenze sostanziali con l’antica alimentazione seguita nel bacino del Mare nostrum, studiata da Ancel Keys negli anni Cinquanta e Sessanta, e giustamente valorizzata per la sua valenza salutistica ed ecologica. In sostanza, la piramide mediterranea non è sbagliata, ma spesso la sua interpretazione e la relativa applicazione sono errate.

    Spisni parla di un caso significativo che chiarisce il quadro. Un recente studio sull’aderenza alla dieta mediterranea nelle varie nazioni del mondo, infatti, ha evidenziato che in Italia questo stile alimentare è seguito quanto negli Stati Uniti e meno che in India. Nel nostro Paese, pertanto, la vera dieta mediterranea è poco praticata e ci si nutre in gran parte di prodotti a base di carboidrati raffinati. Nel libro La dieta della tiroide dell’endocrinologa Serena Missori, pubblicato nel 2018, si afferma che le farine 0 e 00 dei grani moderni e i latticini, il latte in particolare, favoriscono l’infiammazione e sono fra le cause scatenanti delle malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto.

    Perché la dieta Life 120 funziona?

    abitudini alimentari sbagliate

    Anche se la dieta Life 120 è sconsigliabile, l’intervistato sottolinea l’importanza di comprendere il favore riscosso in molte persone che la seguono, un aspetto indispensabile, perché limitarsi a demonizzarla sarebbe superficiale e poco utile per chi desidera saperne di più. “È molto plausibile che ci siano persone alle quali la Life 120 ha giovato” afferma Spisni, perché prima, con tutta probabilità mangiavano ancora peggio, e passare da quello che facevano alla dieta di Panzironi è stato comunque un progresso. Chi ha commentato il nostro precedente articolo dichiarando con convinzione dei benefici, quindi, esprime senz’altro una parte di verità.

    Il professore monitora abitualmente i diari alimentari di molti pazienti e studenti, verificando le abitudini delle persone nell’arco di dieci giorni, e in questa frequente osservazione ha potuto constatare che mediamente in Italia si mangia male. L’uso di carboidrati raffinati, di farine 0 o 00 e di latticini, è spesso spropositato. Il problema, quindi, esiste ed è grave. In base ai dati a disposizione, sappiamo che mangiando come oggi fanno in tanti in Italia è probabile andare incontro a problemi di salute rilevanti. Nel nostro Paese l’aspettativa media di vita è aumentata, raggiungendo una soglia di circa 85 anni, ma il periodo effettivo in salute non ha seguito questa crescita positiva, fermandosi a 56 anni. Ciò significa che i quasi trent’anni successivi sono vissuti nella condizione di malati cronici, o comunque accusando complicazioni da non sottovalutare, puntualizza l’intervistato.

    Pertanto, l’eliminazione o la drastica riduzione dei cibi contenenti carboidrati, sostenuta da Panzironi, si può comprensibilmente tradurre in un miglioramento delle condizioni generali per tanti pazienti. D’altra parte, come precisa Spisni, stravolgere un’alimentazione fortemente sbilanciata porta quasi sistematicamente dei risultati positivi a breve termine, indipendentemente dal fatto che si stia proponendo un programma equilibrato o un piano complessivamente scorretto come la Life 120: le pessime abitudini seguite precedentemente saranno comunque abbandonate. Ma è proprio su questa evidenza che tanti presunti esperti si inseriscono, soprattutto sul piano mediatico, spesso proponendo diete sbilanciate, dettate più dal marketing che dal reale perseguimento della salute.

    Cibo, salute e prevenzione

    alimentazione sana e salute

    Al di là delle storture della Life 120, i pazienti dei nutrizionisti restano spesso sorpresi dall’efficacia insperata e sottostimata dei piani alimentari ben impostati. Il professor Spisni, che nella sua veste di docente universitario forma questi professionisti, conferma questo aspetto significativo. “L’alimentazione è stata sottostimata per anni, quando in genere si prescrivevano farmaci senza badare troppo alla dieta, che invece è un punto centrale della prevenzione delle patologie. Non conosco nessuna malattia che non sia migliorabile, se non totalmente prevenibile, grazie all’alimentazione”. Nel nostro approfondimento sull’immunonutrizione si partiva da questo interessante presupposto.

    Il professore cita un progetto di convergenza fra nutrizione e oculistica, che ha evidenziato le potenzialità di un’alimentazione mirata nel contrasto alle degenerazioni della retina su base genetica, che possono portare alla cecità. Pur non guarendo, trattandosi di malattie genetiche, si ha comunque l’opportunità di ritardare notevolmente i sintomi più gravi, su tutti la perdita della vista.

    dieta vegetariana

    Spisni ricorda che non ci sono cibi di per sé dannosi o miracolosi, ma è importante seguire un’alimentazione equilibrata, su base vegetale con prodotti poco industrializzati, perché “i processi industriali disperdono gran parte delle peculiarità protettive delle materie prime, aggiungendo invece caratteristiche pro-infiammatorie”. La linea da seguire, quindi, predilige sempre gli alimenti grezzi, come il riso integrale e le farine integrali, riducendo al minimo o evitando gli alimenti molto industrializzati e raffinati.

    La scelta migliore, perciò, non è la Life 120, e nemmeno l’alimentazione ancor più scorretta che alcune persone seguivano prima di intraprenderla, bensì una dieta bilanciata, che dà grandi vantaggi sul breve e sul lungo periodo.

    Riguardo alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, ci sono degli studi che dimostrano incidenze drasticamente ridotte sulla loro comparsa – addirittura fino al 90% in meno – nelle aree (definite Zone blu) dove l’alimentazione è più salubre. Secondo l’intervistato “si tratta di un dato sconvolgente, che ribadisce il valore di una dieta corretta”.

    Longevità e salute nelle Zone blu

    Spisni prosegue descrivendo la casistica delle cosiddette Blue zone, le aree geografico-demografiche del mondo nelle quali si vive più a lungo e in salute. Tra questi santuari della longevità, si possono citare la provincia di Nuoro in Sardegna e l’isola di Okinawa in Giappone, luoghi da tempo studiati per diversi aspetti comuni, fra i quali l’alimentazione.

    Chi vive nelle Zone blu, generalmente, assume quantità moderate di cibo e si nutre principalmente di prodotti grezzi e locali. Pur differenziandosi per determinate particolarità alimentari, inoltre, nessuna di queste autentiche diete della longevità prevede grandi quantità di carne, che invece favoriscono l’invecchiamento e la degenerazione fisica.

    Oggi, per di più, sappiamo che la nutrizione può cambiare l’espressione genica, variando completamente le prospettive di salute o di malattie. E sotto questo aspetto, i cibi di origine animale non hanno un profilo particolarmente favorevole. Gli aminoacidi ramificati, molto presenti nella carne, sono collegati a processi di invecchiamento cellulare, pertanto una dieta fortemente carnivora tende ad accorciare la vita.

    La formazione dei medici è sufficiente?

    medici e alimentazione

    In alcune critiche al nostro precedente articolo, chi diceva che la dieta Life 120 non è sbagliata puntava il dito contro le presunte storture della medicina ufficiale in ambito alimentare. Su questo aspetto delicato, Enzo Spisni offre alcune osservazioni interessanti e non scontate.

    Da un lato è vero che ogni tanto si palesano sui media figure prive di una reale formazione specifica, impegnate a proporre consigli sulla nutrizione, argomento nel quale inspiegabilmente tutti sono autorizzati a parlare, afferma l’intervistato. In questo senso, il caso della dieta Lemme è emblematico.

    Anche la formazione medica, però, non è esente da responsabilità e mancanze, in quanto storicamente ha trascurato l’alimentazione. Questa impostazione – che tende a privilegiare troppo l’uso dei farmaci rispetto alla prevenzione a tavola – continua a influenzare negativamente i programmi universitari, dove lo spazio per la nutrizione è ancora insufficiente.

    Il professore riporta il caso di un master universitario di secondo livello su questi temi, dove gli alunni medici potevano constatare – e fortunatamente colmare – le lacune della loro preparazione. Non di rado il medico si preoccupa dell’alimentazione solo in concomitanza con l’assunzione di determinati farmaci, per evitare reazioni nocive. I cibi, però, interagiscono sempre con la nostra fisiologia, non solo se si prendono le medicine, e bisogna essere sempre attenti a cosa si mangia. “Per esercitare al meglio la professione, è molto importante avere un quadro preciso sulle potenzialità della dieta e delle correzioni nutrizionali nella prevenzione e nel miglioramento dei quadri patologici dei pazienti, anche se solo una parte minoritaria di medici padroneggia queste conoscenze” precisa Spisni. Molte persone, perciò, finiscono per consultare medici che non hanno avuto una formazione ottimale su questo settore.

    Ecco perché, sempre secondo l’intervistato, chi lamentava determinate inadempienze sollevava problemi realmente esistenti. “Ho un’ottima opinione dei medici, coi quali quotidianamente collaboro, ma tra medicina e nutrizione non ci deve essere distanza, ci sono tutte le basi scientifiche e conoscitive per unire queste discipline. Dobbiamo augurarci che in futuro i corsi universitari di medicina diano più spazio all’alimentazione”, conclude Spisni.

    Matteo Garuti

    Matteo è nato a Bologna e vive a San Giorgio di Piano (Bo). Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, alimentazione e illegalità alimentare. Il suo piatto preferito è il salmone, purché di qualità, "perché è un ingrediente nobile, versatile e dal gusto unico". Per lui in cucina non può mancare la creatività, "perché è impossibile farne a meno!"

    11 responses to “La dieta Life 120 è sbagliata? Intervista al prof. Enzo Spisni”

    1. Bruno says:

      Io non ho fatto studi universitari so che ”gli erbivori hanno lo stomaco fatto in una certa maniera noi in un’altra” per tanto penso che ”possiamo mangiare sia carni che vegetali” comunque sempre in quantità moderate per non incorrere in squilibri vari – poi se ci sono particolari esigenza date da patologie varie bisogna adeguarsi -//- in quanto agli ”integratori” se sono necessari e prescritti bene altrimenti credo che più che integrare rechino squilibri vari

    2. Finalmente qualche rappresentante della medicina ufficiale prende in seria considerazione il Life 120, e ammette che in molti casi funziona, almeno nel breve termine. Mi sembra già un passo gigantesco, vista la reticenza generale. Personalmente posso dire con certezza, che in soli 6 mesi di Life 120 ho praticamente risolto due patoligie che mi trascinavo da 20 anni: Rinite allergica e Cervicalgia. C’è da dire che io prediligo il pesce alla carne e tanta verdura cruda, evitando possibilmente le fritture e la carne bruciacchiata alla griglia. Qualche grammo di vitamina C al giorno non me lo faccio mancare e questo integratore penso che sia alla portata di tutti, perchè lo si può acquistare su Amazon a meno di 20 Euro al Kg. Ho 60 anni e non mi sono mai sentito così bene in vita mia. Per il lungo termine vi saprò dire, tra 20, 40 o 60 anni, se avrete la pazienza e la costanza di seguirmi.

    3. antonella cipriani says:

      Life 120 non è un regime alimentare che esclude i carboidrati, semplicemente esclude quelli che hanno un impatto glicemico tale che determinare tutta una serie si risposte ormonali sfavorevoli per la nostra salute . A riguardo il ricercatore Panzironi spiega e descrive minuziosamente, meglio di un qualsiasi corso universitario, fisiologia e biochimica degli alimenti . Ovviamente solo un professionista che conosce bene la biochimica e la fisiologia , e magari ha fatto anche esame di anatomia e istologia può capire bene cosa spiega Panzironi . A prescindere dal nome della dieta , c’è un dato di fatto . I carbo ad alta densità non sono affini alla nostra genetica . Ci stonano da sempre su colazione con zuccheri serve per l’energia , a pranzo servono cereali perchè danno energia e così via … poi invece , da dare energia ti viene l’abbiocco , svogliatezza, pigrizia … se invece mangi vegetali e proteine , ti senti leggero ed energico . Che poi chi l’ha detto che Life 120 fa mangiare troppe proteine ? …. se mangi es. a pranzo insalata libera, vegetali cotti liberi, e 120-150 g (idem cena) , con un pò di olio e/o frutta secca , stai da Dio fino le 20.00 di sera … perchè? … perchè per via della fibra i nutrienti verranno assorbiti lentamente, glicemie stabili , insulina rimane a livelli basali , a scopo energetico verranno utilizzati i grassi … ecco perchè l’uomo ha la capacità d’ingrassare … i grassi dovrebbe essere il carburante principale … “è questo il punto — e solo questo” … questa è la condizione metabolica ottimale … niente , obesità , niente disordini ormonali (vedi diabete , tiroide ,ecc.), poi chiamate queste diete col nome che volete … ma se abbiamo vegetali , proteine e grassi abbiamo tutto ciò che ci serve …. in biochimica le proteine posso diventare zuccheri e zuccheri in grassi – ma gli zuccheri possono solo diventare trigliceridi . Le proteine hanno un ruolo plastico , i grassi idem e ancor di più … ma gli zuccheri ??? … insomma fin oggi si è demonizzato a lungo i grassi , poi negli ultimi tempi la carne e il pesce (anche per i residui tossici) … e invece i cereali (chiusi nei silos per anni assorbono minerali tossici) e gli alimenti amidacei ,non sia mai ad additarli !!! … anche i medici sembrano ciechi all’evidenza, perchè non può essere che la pasta e il pane facciano male ! vero ???… Soprattutto i maschi , non la percepiscono bene sta storia dei carboidrati perchè , avendo più massa muscolare riescono a gestirli meglio , ma poi gli effetti arrivano pure a loro . Eppure se vi fermate un attimo a riflettere con un pò più di obbiettività, potreste percepire il danno immane che stanno determinando i carboidrati …che siano integrali o meno sono sempre pericolosi ….
      dott.ssa CIPRIANI Antonella Dietista Nutrizionista

    4. Ho letto con molta attenzione cosa hanno detto sia il dott. Enzo Spisni che la dott.ssa Cipriani è sono venuto ad una conclusione che la dieta di Panzironi se seguita con criterio può ritenersi valida ma come dice il dott. Spisni ” bisogna vedere le conseguenze nel tempo “. A questo punto, da semplice cittadino sballottato da una metodica all’altra dico ” perché la scienza medica non fa una tavola rotonda, invitando anche Panzironi, e parla di questa faccenda confrontandosi appunto con Panzironi in modo che i poveri cittadini possano conoscere le verità che le due fazioni si contendono ? ” Io penso che lasciare andare senza nessun contrasto una certa metodica alimentare è sicuramente contraria alla salute delle persone ma anche, se non funzionale, può portare ad un aggravio sempre più considerevole alle spese della sanità per cure oltremodo in aumento.
      Spero che qualcuno comprenda il mio dire e possa cercare di informare in modo corretto sull’argomento noi poveri cittadini.

    5. Ignazio says:

      La Dottoressa Cipriani ci ha letteralmente illuminati, essendo una specialista in materia, sulla bontà della Life-120
      Grazie!
      Personalmente, da semplice cittadino, l’ho da subito considerata rivoluzionaria, facendo i miei complimenti a Panzironi, scrivendogli che occorreva darli il Nobel per la salute!
      Confesso che però, pur sforzandomi, non riesco a metterla in pratica completamente: i peccati di gola si pagano!
      Ma questa è colpa mia: spero con tutto ilo cuore di avere la forza di seguirla alla lettera il prima possibile, visto che mi cura dal diabete tipo ” e dall’ipertensione da molti anni!!!
      Grazie Mr. Panzironi, a te e a tuo fratello gemello, veri pionieri per il benessere del genere umano!
      Bravo, davvero, e tanti complimenti anche al gentile ed umile suo collaboratore Benedetto, che ora, credo, ne sappia all’incirca quanto Panzironi, avendo dovuto seguirlo e spiegarlo, con il giornalista, al mondo intero !
      Classe medica: sveglia!!!! Basta con le approssimazioni che danneggiano i vostri pazienti: studiate a ritmi serrati quanto ha detto e scritto Panzironi, vero docente dei…docenti !!!

    6. Cecilia says:

      I cereali erano esistenti in natura già nel paleolitico perchè se no dove trovarono i semi per iniziare l agricoltura? In natura ci sono tuttora riso selvatico , pisello selvatico ecc. La raffinazione e i pesticidi sono il danno ma questo danno lo subisce la carne le uova e di conseguenza anche la verdura.si anche la verdura sopratutto quela del contadino che viene concimata conletame che contiene cereali che mangiano gli animali.chi crade di non mangiare cereali è un illuso! Persino alle mucche d’alpeggio danno cereali!

    7. Da quello che ho capito, due sono i fattori da considerare
      Il primo, che il cambio di alimentazione, con un giusto apporto di vitamine, proteine e vegetali, migliora notevolmente la salute.
      Il secondo, che sicuramente la dieta Panzironi se seguita per un determinato periodo, produce dei benefici incontestabili. Claudio Danesino
      Bisogna tenere conto che l’abuso di qualsiasi tipo di alimento produce effetti catastrofici sulla salute.
      Mia personale esperienza è che i carboidrati sono dannosi per il mio organismo. Appena mangio pasta mi arrivano i pruriti e mi si gonfia l’addome in modo evidente.
      Sono anche convinto che l’abuso di carni nella dieta produce effetti non positivi a lungo termine.
      Come già detto precedentemente da altri lettori, perchè non fare della Dieta un tavolo rotondo tra medici e dietologi, dove porre sul tavolo le esperienze molteplici e così creare un vademecum salutare tenendo conto di ogni aspetto necessario per una corretta alimentazione e per prevenire l’insorgere di diverse patologie, nonchè per guarire attraverso un’alimentazione sana?

    8. Giorgio Brausi says:

      Io ho iniziato da appena 1 mese con la Life 120 (senza integrazione), con risultati che ritengo per me eccezionali!!!
      Per la prima volta, dopo 15 anni di diabete con insufficienza renale e piede diabetico, ho più che dimezzato la glicemia alla mattina, ma nel pomeriggio/sera è diventa normale (sotto i 100), i gonfiori a polpacci e caviglie sono quasi spariti. Così come sono spariti completamente i forti e continui dolori alle gambe.
      Certamente continuo a prendere i farmaci (15 pillole al giorno) perché mi rendo conto che non devo interrompere la terapia (vedremo in seguito il da farsi).
      Ma il grosso merito di Panzironi è stato quello di avermi ‘svegliato’ dal torpore mentale, ridandomi una speranza che ormai sembrava perduta nel capire che potevo affrontare con successo questa terribile malattia, fornendomi uno strumento fondamentale: la libertà di non fermarmi a quello che mi veniva raccontato dai medici.
      Dopo aver scoperto Life 120, ho passato le mie ferie su internet, alla ricerca di articoli, ricerce, documenti, testi, video, ho acquistato libri, ecc. su carboidrati, proteine, vitamine, grano, glutine, ormoni, aminoacidi, e via discorrendo, ed ho capito che ciò che divulga Panzironi è realtà, ed è lì davanti agli occhi di tutti, alla portata di tutti.
      O per meglio dire di tutti quelli che ‘vogliono’ vedere, capire, aggiornarsi, scoprire, mettersi in discussione.
      Mi complimento con la dott.ssa CIPRIANI Antonella Dietista Nutrizionista che, ‘fuori dal coro’ (come molti altri medici, fortunatamente che ‘vogliono vedere’) conferma i concetti portati avanti (non sono farina del suo sacco) da Panzironi.

      Se vi racconto cosa mi sono sentito dire dai vari diabetologi delle ULSS viene da rabbrividire (!!!) se si pensa che noi, poveri malati, mettiamo la nostra vita nelle loro mani e loro, con la massima superficialità, ci consigliano il modo migliore per peggiorare la nostra salute. L’ultima diabetologa, mi ha detto: ‘Guardi che lei deve mangiare la pasta.” La penultima, 6 mesi fa, quando gli ho detto che mi ero accorto che se a mezzogiorno non mangiavo la pasta, la glicemia si abbassava a 80/90, mi ha detto: “Allora deve dimezzare la pillola di Diamicron, ma solo quando non mangia pasta”. Mi aspettavo che mi dicesse che la pasta dovevo eliminarla.
      Ce ne fosse stato uno, dico uno, che mi avesse spiegato quello che spiega Panzironi, il mio problema avrei iniziato a risolverlo 10 anni fa e, probabilmente, non mi sarebbe venuta l’insufficienza renale e le altre conseguenze.
      E invece niente! Avanti con la solita cura (metformina, insulina, diamicron, omega3, …)
      Adesso sono proprio curioso di sapere alla prossima visita diabetologica cosa mi diranno quando gli mostro che al pomeriggio/sera ho la glicemia che varia da 80 a 100.

      Concludo affermando che Panzironi ci sta regalando una delle cose più importanti: la libertà di informarci e quindi di scegliere, di non accettare quello che ti viene detto da un medico come ‘oro colato’. Oggi sono molto più informato su ciò che riguarda la mia salute, sui cibi che mangio e sugli effetti che questi hanno nel mio organismo, quindi sono più consapevole di come devo comportarmi e perché. Questo lo devo a Panzeroni.
      Fino a due mesi fa ero scoraggiato e preoccupato del fatto che a 64 anni la sola aspettativa che avevo era che, presto o tardi, mi avrebbero amputato i piedi o addirittura le gambe.
      Oggi sono un’altra persona, che pensa al futuro con fiducia ed ottimismo, suffragato e confortato dai risultati reali che sto vivendo giorno per giorno.
      Vi auguro tanta salute.

    9. Manuel says:

      Anche io sono stato incuriosito da questo regime alimentari Life 120. Ho cominciato da due mese senza integratori e devo dire che sento un benessere generale che non avevo prima. Proprio per questo a breve comincerò anche con gli integratori. Ancora non posso parlare molto in quanto sono appena all’inizio ma vedo già che il mio peso sta scendendo (non sono obeso, ho la classica pancetta).
      Sto cercando in tutti i siti possibili testimonianze di persone che abbiano avuto un risultato negativo con il Life 120 ma al momento ho trovato soltanto testimonianze positive, molto positive o neutre.
      Sostengo anche io l’idea della tavola rotonda con Panzironi per un confronto diretto. Sarebbe molto utile per informare correttamente il pubblico e non sentire semplicemente critiche su basi teoriche un po’ confuse.
      Se qualcuno con esperienze dirette negative con Life 120 legge queste righe la prego di esporle qui. Qualcuno che possa affermare qualcosa del tipo: “Dopo varie settimane di Life 120 sono dovuto tornare a mangiare come prima perché ho avuto questi problemi….”
      Grazie dell’attenzione.

    10. Lory 52 says:

      Ho letto le varie recensioni e deduco che non si è letto attentamente l’articolo del Dott. SPINZI il quale in modo imparziale ed equilibrato ha messo alla ribalta gli effetti positivi, a breve termine, e quelli negativi, a lungo termine della dieta life 120. E ci ha spiegato il perché (se si legge attentamente). Inoltre il prof. ci ha spiegato che i carboidrati vanno si assunti, ma con moderazione per via degli effetti malefici della raffinazione. Non credete che mangiare troppa carne o pesce o latticini ci possa condurre in futuro ad avere patologie ancora più serie se consideriamo il fatto che anch’essi sono soggetti a manipolazioni per intensificarne la quantità d’immissione sul mercato? Io ci andrei cauta…E credo anche che molti pazienti non sappiano fare i pazienti. I diabetologi consigliano ai pazienti diabetici di mangiare la pasta solo una volta a settimana ma quasi sempre questi consigli non vengono seguiti e si preferisce cercare strade alternative che promettono miracoli. Mio marito è uno di essi. Ora vuole seguire la dieta Panzironi e non si è accorto che in effetti questa dieta si allinea a quella del suo diabetologo, tranne il pane che deve mangiare con moderazione quotidianamente. Seguendo scrupolosamente la dieta del suo diabetologo la sua glicemia è scesa drasticamente e l’emoglobina glicata è nella norma. Dunque, è inutile rincorrere falsi miti ma per stare bene bisogna attenersi alla legge dell’equilibrio che ci invita a usare con moderazione il cibo.

    11. Massimo Piilucci says:

      Io sto seguendo lo stile di vita Lift 120 da circa 2 mesi, ed ho perso 7 kg., pesavo 89 kg. Ed ora ne peso 82 kg.
      Non capisco perché si dice che con questo metodo si mangiano troppe proteine!
      Noi del metodo Life 120 mangiamo il giusto apporto proteico che serve al nostro corpo, cioè 1 grammo per ogni kg. Corporeo è il resto verdure a volontà è un frutto, non capisco dove sta il problema.
      Anche io ho problemi di colesterolo e trigllicedi alti, fra poco farò le analisi e vi saprò dire (speriamo bene).

      Buona Salute a Tutti

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