Circa un anno fa, il Dana-Farber Cancer Institute ci dava la grande notizia: miracolose sono le proprietà della frutta secca, che non solo non fa ingrassare, ma aumenta le aspettative di vita. Avete letto bene: smettete di fumare e cominciate a mangiare frutta secca, e a meno che non vi piombi addosso qualche vicenda disgraziata, vi assicuriamo che potrete godervi a pieno la pensione. Gli effetti miracolosi arrivano soprattutto dalla frutta a guscio, che riduce del 29% il rischio di morte per malattie cardiache, e dell’11% la possibilità di decessi per tumori.

Qualche mese fa è stato il Canada a rincarare la dose: le noci sono un potente antidoto contro la sindrome metabolica, ovvero contro disturbi quali ipertensione, iperglicemia, colesterolo alto e girovita, che oltre una certa soglia possono degenerare in malattie cardiache, cardiovascolari e ictus.
Questo cosa vuol dire? Che dobbiamo darci al consumo sconsiderato di frutta secca per arrivare all’età di Mosè? Non esattamente…

 

Frutta secca ed essiccata: le differenze

A qualcuno la precisazione apparirà scontata, qualcun altro potrebbe non essersi mai posto il problema. Con frutta secca ci riferiamo genericamente a quei prodotti che hanno perso la loro umidità, attaverso un processo che può essere naturale o artificiale. Mandorle, noci, pistacchi, nocciole e arachidi rientrano nella categoria della frutta secca naturale.
Altra cosa è la frutta essiccata, frutto di un processo di disidratazione: ne fanno parte fichi secchi, uva passa, e simili.
Entrambe fanno bene alla salute, ma è bene non eccedere con le quantità.

La frutta secca è un attentato calorico?

La frutta secca naturale è fatta soprattutto di grassi, in percentuali che oscillano tra il 50 e l’87%. In altri termini, è una bomba calorica: 100 g contengono 500/700 calorie.
Quella disidratata invece è composta prevalentemente da zuccheri: troviamo dalle 200 alle 300 calorie ogni 100 grammi.
Quindi, tutti d’accordo con il fatto che sono portentose le proprietà della frutta secca, ma intendiamoci: è meglio non sforare i 30 grammi al giorno, se non vogliamo annullare i sacrifici della dieta.

Consigli per gli acquisti

Per trarre il massimo vantaggio dalle proprietà della frutta secca, e sortirne solo ed esclusivamente gli effetti benefici, è consigliabile stare in guardia al momento dell’acquisto, e mantenere lo sguardo vigile su aspetto, confezione ed etichetta. Partiamo dal caso della frutta già sgusciata, che ha una capacità di conservazione inferiore, e che per questo viene spesso imbottita di conservanti e antiossidanti da cui è bene prendere le distanza, se vogliamo essere coerenti con il nostro progetto di godere beatamente della nostra pensione.

Per essere più precisi, nel caso della frutta secca le sostanze più gettonate sono i solfiti, a proposito dei quali apriamo una brevissima parentesi: non è ancora stabilita con certezza la quantità che nei soggetti allergici o intolleranti provoca reazioni, ma al momento è stimata tra i 20 e i 50 g. Tenetelo a mente quando leggete l’etichetta.
Per quanto riguarda la frutta secca con guscio invece, controllate che sul fondo della confezione non vi siano briciole di segatura, perché in genere sono indice di “occupazione abbusiva”: un parassita potrebbe aver trovato comodo il vostro potenziale pasto.

Frutta secca e aflotossine

Un breve accenno, infine, va fatto al nemico numero uno della miracolosa reputazione della frutta secca: le aflotossine. Cosa sono? Presenze scomode che arrivano quando le muffe decidono di bombardare gli alimenti, sebbene loro presenza sia considerata legale entro i margini compresi tra i 4 e i 10 microgrammi per chilo, sono sostanze potenzialmente cancerogene.
Vi diciamo di più: sono indistruttibili: nessun processo di cottura o tostatura riesce ad annientarle.
L’informazione non vi spaventi: l’esortazione ad essere accorti non mina quello che la ricerca scientifica sostiene sulle miracolose proprietà della frutta secca.

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