Gustare l’arte della pasticceria europea più antica ma in versione vegetale non è missione impossibile: infatti, preparare da sé brioches vegane, come il pain au chocolat, il pan brioche ed infine il classico krapfen sarà il fine ultimo della nostra odierna missione.

Le sostituzioni alle ricette classiche, come nel caso dei croissant vegan, riguarderanno naturalmente il burro, presente in quantità esosa nelle preparazioni tradizionali,  e le uova, ma il gusto sublime rimarrà tale e quale.

Brioches vegane: 3 ricette classiche rivisitate e buonissime

Pain au chocolat

pain au chocolat

La brioches vegan per eccellenza? il pain au chocolat, ossia un croissant di pasta sfoglia dolce di forma allungata che ricorda vagamente una baguette con un cuore di meraviglioso cioccolato fondente.

Ingredienti

  • Farina di manitoba 130 g
  • Zucchero mascobado 20 g
  • Sale integrale marino 1 pizzico
  • 1 ½  cucchiaio di fecola di patate
  • Latte di farro 200ml
  • Lievito secco ½ bustina
  • Burro di soia 60 g
  • Cioccolato fondente 1 tavoletta intera

Per spennellare

  • Latte di farro 50 ml
  • Olio di girasole 2 cucchiai

Procedimento

  1. Ponete la farina e lo zucchero in una terrina quindi fate sciogliere il lievito nel latte. Aggiungete il tutto alla terrina. Lentamente impastate con le mani sino ad ottenere un panetto di pasta liscia ed elastica quindi fate riposare in frigo per circa 12 ore. 
  2. Tirate fuori dal frigo l’impasto quindi fatelo riposare per un’ora, stendetelo aiutandovi con un matterello formando una sfoglia rettangolare lunga e stretta, come a ricordare una baguette. 
  3. Ponete nel suo centro il burro di soia e richiudete l’impasto a partire dai lati come per chiudere un pacchetto. 
  4. Stendete nuovamente l’impasto con il mattarello, ripiegate e ripetete di nuovo per una terza volta quindi rimettete in frigo per un’ora. 
  5. Passato il tempo ripete l’operazione e riponete di nuovo in frigo. 
  6. Infine, stendete di nuovo la sfoglia e ponete la tavoletta di cioccolato divisa per la sua lunghezza nel centro della sfoglia e, come avete fatto per il burro precedentemente, ripiegate come per chiudere un pacchetto. 
  7. Ricoprite con la carta forno una teglia, ponete un mix di olio di girasole e latte di farro sul fondo aiutandovi con un pennello da pasticcere, adagiate il vostro pain au chocolat e spennellate la superficie con questa soluzione quindi cuocete a 180°C (forno ventilato) per circa 25 minuti. 
  8. Servite leggermente calda e bon appetite!

Il pan brioche

pan brioche vegan

Il pan brioche, altra brioches vegan che sperimenteremo, non è propriamente da considerarsi un dolce avendo infatti un sapore molto simile al classico pane in cassetta, ma molto più soffice e delicato, un vero e proprio pane lievitato morbido e naturale.

Ingredienti

  • Farina di manitoba 250 g
  • Latte di avena 20 g
  • Zest di ½ limone
  • Fecola di patate 4 cucchiai
  • Zucchero mascobado 20 g
  • Burro di soia 120 g
  • Lievito secco per pane ½ bustina
  • Sale integrale marino un pizzico

Per spennellare

  • Latte di avena 50 ml
  • Olio di girasole 2 cucchiai

Procedimento

  1. Ponete la farina assieme allo zucchero, alla fecola, allo zest ed al lievito quindi aggiungete il latte a temperatura ambiente ed il burro leggermente ammorbidito. 
  2. Lavorate il tutto sino ad ottenere un impasto compatto e molto morbido. Adagiate la palla di impasto in una terrina coperta con un canovaccio e fate lievitare un paio d’ore in un luogo caldo e senza correnti d’aria. 
  3. Ora ricavate delle palline della grandezza di palle da golf. 
  4. Foderate uno stampo da plumcake con della carta da forno e con delicatezza, unite le palline una accanto all’altra, creando due o tre file a seconda della grandezza della vostra teglia. Premetele tra loro, creando un’unica forma e quindi fate lievitare per un’altra ora almeno. 
  5. Spennellate la superficie con una miscela fatta di olio e latte e ponete in forno preriscaldato a 150°C (forno ventilato) per 25-30 minuti. 
  6. Una volta pronto, lasciate raffreddare il vostro pan brioche e gustatelo accompagnandolo con della marmellata ed un cappuccino di soia oppure con una mousse di tofu speziata come fosse del formaggio fresco.

l krapfen

krapfen vegan

Infine il krapfen, brioche vegan di pasta lievitata e fritta, ricchissimo di dolcezza fuori e dentro, utile a fugare per sempre il pregiudizio del binomio costante tra alimentazione vegana e carotina bollita, insomma celebrazione della libertà di essere vegan concedendosi qualcosa di estremamente ricco e calorico.
Vediamo allora insieme la ricetta!

Ingredienti

  • Farina di manitoba 200 g
  • Amido di mais 2 cucchiai
  • Fecola di patate 2 cucchiai
  • ½  bustina di lievito secco
  • Zucchero mascobado 35 g
  • Vaniglia baccello 1 cm
  • Zest di ½ limone
  • Sale integrale marino 1 pizzico
  • Burro di soia 45 g
  • ½ bicchiere di latte di soia
  • Olio per friggere qb
  • Marmellata qb
  • Zucchero a velo qb

Procedimento

  1. Fate scaldare il latte con la vaniglia poi lasciate raffreddare e rimuovete la porzione di baccello dal latte. 
  2. Ponete la farina, la fecola e l’amido in una terrina, unite lo zucchero, il sale, il burro ammorbidito, lo zest ed il lievito quindi aggiungete il latte tiepido e con un cucchiaio mescolate per bene. 
  3. Create un impasto liscio ed omogeneo, ponetelo in una terrina coperta con un canovaccio e lasciate lievitare per circa un paio d’ore. 
  4. Ora create i krapfen veri e propri: create delle palline della grandezza simile a quelle da ping pong e adagiatele su una teglia ricoperta di carta da forno. 
  5. Fatele lievitare per un’altra ora circa quindi scaldate abbondante olio e friggete uno alla volta i vostri krapfen. 
  6. Usando una siringa da pasticceria potrete riempirli, una volta freddi, con marmellata o crema pasticcera vegan o creme spalmabili vegan a piacere e spolverare la superficie con lo zucchero a velo.

Queste brioches vegane si conservano per non più di 2 giorni in frigorifero ed a temperatura costante.

Fateci sapere com’è andata!

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A proposito dell'autore

Carmela Kia Giambrone

Carmela è nata a Bergamo e vive poco lontano da Milano. È una giornalista e si occupa da molti anni di alimentazione naturale, autoproduzione, ambiente e sostenibilità, tematiche che tratta anche nel suo blog equoecoevegan.it. "Adoro l’hummus di ceci e le patate, sotto ogni forma possibile", dichiara, mentre gli elementi che non devono assolutamente mancare in cucina per lei sono il coraggio ed un buon frullatore ad immersione, "perché l’improvvisazione necessita certo di idee ma soprattutto di strumenti pratici da utilizzare".

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