Vendemmia 2020

Vendemmia 2020: cosa aspettarsi? La voce ai produttori italiani

Giovanni Angelucci
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    Sulle colline italiane è tempo di vendemmiare. Il lavoro di un anno intero giunge al verdetto e, come si sa, è il momento più importante per i viticoltori e per i loro vini. La magia del mondo vinicolo risiede proprio in questo, nell’essere in totale (o quasi) dipendenza dalla natura. Per quanto oggi i vignaioli siano tecnologicamente e culturalmente avanzati, non c’è evento naturale che si possa cambiare o sconfiggere. Al massimo si possono limitare i danni. Dal Trentino all’Etna, dalla Gallura alle Langhe, dalla Toscana alla Franciacorta, tuttavia, i produttori di vino sembrano essersi messi d’accordo: le piogge ci sono state e sono state puntuali e utili; il caldo estivo si è fatto sentire ma senza esagerare, la maturazione è arrivata nei tempi previsti e i grappoli sono sani. Le prossime settimane saranno quelle cruciali, ma, fatta eccezione per il Veneto, si è partiti da una base positiva dal punto di vista meteorologico.

    Secondo i recenti comunicati di Assoenologi, dal lato della produzione si stima una quantità in linea con quella dello scorso anno, quindi sempre leggermente inferiore alla media storica: “se infatti al Nord si prevede di stare nella media produttiva, al Centro-Sud alcuni fenomeni di stress climatico, seppur localizzati, possono causare un calo quantitativo. Caso a parte la Sardegna che lo scorso anno aveva visto la propria produzione fortemente ridotta a causa di un forte stress idrico e che invece quest’anno dovrebbe rientrare nelle medie storiche”. Quanto alle previsioni effettuate a fine agosto, quando la quasi totalità dell’uva era ancora sulle piante, la produzione nazionale di vino 2020 era stimata a 47 milioni di ettolitri, in lieve calo, quindi, rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri del 2019, ma facendo mantenere al nostro Paese la leadership di produttrice di vino.

    In questo articolo diamo quindi uno sguardo alla situazione dei primi momenti di vendemmia 2020 in Italia. Da Nord a Sud, passando per le isole, l’incognita è sempre la stessa: che annata è stata? Sarà ottima o da dimenticare? Quali vini si otterranno? Proviamo a fare un excursus tra le vendemmie appena cominciate, dando voce ad alcuni produttori locali.

    La difficile situazione in Veneto

    Valpolicella Veneto

    valpolicella.wines/facebook.com

    Il Veneto è una delle regioni tricolore del vino per eccellenza, la stessa che spesso detiene il primato per produzione (insieme alla Puglia), e che quest’anno è stata l’osservata speciale a causa dei disastrosi eventi atmosferici da cui è stata colpita a fine agosto e che hanno messo a dura prova i produttori. Infatti, grandine e vento hanno sferzato la fascia che va da San Pietro Incariano a Negarine e Pedemonte, più o meno la zona che era già stata colpita duramente anche all’inizio di giugno. Per questa ragione, abbiamo sentito il presidente Marchesini del Consorzio tutela vini Valpolicella. “Da una prima stima, riscontrata dai tecnici del Consorzio tutela vini Valpolicella e dagli enti regionali preposti, il violento nubifragio che si è abbattuto anche sulle terre dell’Amarone ha causato danni pesanti su un’area di circa 400 ettari, che equivalgono a quasi il 5% della superficie vitata complessiva della denominazione (8.300 ettari). In particolare, San Pietro in Cariano e Verona sono risultati i due comuni (su 19) significativamente danneggiati in termini di resa” afferma il presidente del Consorzio. “Stiamo collaborando con gli enti preposti anche per quantificare la perdita economica. L’area interessata è per fortuna circoscritta, ma allo stesso tempo violentemente danneggiata in vigna” conclude. Bisognerà però attendere il termine della vendemmia per avere un quadro completo di quali siano state le effettive conseguenze.

    La vendemmia nel Nord Italia

    È stata la zona del paese più colpita dagli eventi atmosferici, ma Amarone, Barolo e spumanti franciacortini vedranno comunque la luce. Vediamo qual è la situazione tra alcune delle più famose cantine del Nord Italia.

    Trentino Alto Adige

    Nella regione che regala ottimi Pinot Nero e vini aromatici, Anselmo Guerrieri Gonzaga, patròn della Tenuta San Leonardo (ad Avio, TN), parla di una splendida annata: “dopo le piogge di maggio, abbiamo avuto un’estate sorprendente: tantissimo sole, ma anche notti fresche e un’ultima spruzzata di pioggia a inizio agosto, giusto per dissetare le vigne.”

    Tenuta San Leonardo Trentino

    tenutasanleonardo/facebook.com

    Anche Andrea Moser è positivo in Alto Adige. Al comando tecnico di Cantina Kaltern, oltre 450 ettari vitati a Kaltern nel Südtirol, c’è da aspettarsi il meglio: “la pioggia è stata una sfida per i nostri viticoltori, ma l’estate ha messo le cose a posto e oggi la qualità dei grappoli ci fa ben sperare”.

    Lombardia

    In Franciacorta, secondo Giulio Barzanò della famosa cantina spumantisca Mosnel (Camignone, BS), “le piogge che hanno punteggiato l’annata hanno dettato la linea in vigna, imponendo un monitoraggio costante e tanti trattamenti”, specialmente per le aziende a conduzione bio, come Mosnel. “L’andamento climatico ha portato a una maturazione lenta e con interessanti complessità aromatiche. Ci troviamo davanti a una vendemmia ricca grazie alle ultime settimane soleggiate: già da qualche giorno, stiamo raccogliendo uve con un buon equilibro tra zuccheri e acidità che lasciano prevedere un ottimo millesimo”. Restando in Lombardia, e spostandoci sulle colline dell’Oltrepò Pavese, parla Ottavia Giorgi di Conte Vistarino (Villa Fornace, PV): “le piogge dello scorso autunno hanno ripristinato le riserve idriche dopo anni di carenza e quando si sono ripresentate in primavera sono state accolte bene dalle viti. L’anticiclone delle Azzorre ha portato tempo stabile e temperature non eccessive con una costante, ottima, escursione termica tra giorno e notte. Insomma, si sta preparando una vendemmia abbondante, sana e di buona qualità”.

    Piemonte

    Langhe vigneti

    Giorgio1978/shutterstock.com

    Nelle Langhe (Alba, CN), a detta di Pio Cesare, si registra un’annata non eccezionalmente calda e leggermente anticipata rispetto alla tradizione, a causa del forte anticipo primaverile. Federica Boffa, quinta generazione della proprietà: “il ciclo vegetativo ha avuto una partenza precoce, poi dalla seconda metà di aprile e per tutto maggio le temperature si sono abbassate, accompagnate da piogge anche abbondanti che hanno generato una buona riserva di acqua utile per affrontare l’estate, causando un rallentamento molto positivo della maturazione”. L’azienda inizierà a raccogliere le uve bianche – “sane e con una buona concentrazione” – già nei primi giorni di settembre, mentre per il Nebbiolo bisognerà ovviamente aspettare ottobre.

    La situazione della vendemmia in Centro

    In ogni previsione non può non compare la Toscana con i suoi meravigliosi vini. Diamo un’occhiata all’andamento della vendemmia di questa regione e all’Abruzzo.

    Toscana

    Grande attesa e interesse per la situazione in Toscana, dove regna il Sangiovese, ai blocchi di partenza per l’imminente vendemmia. Nel Chianti Classico, Castello di Querceto, dall’alto dei suoi vigneti tra i 400 e 520 metri s.l.m. di Greve in Chianti (Fi), parla di “uva sana e in fase di invaiatura, come deve essere!”. In Maremma il sole e il caldo di luglio e agosto sono stati accompagnati dal vento costante e da notti fresche. A Grosseto, Fattoria Le Pupille ha iniziato la vendemmia delle varietà bianche il 13 agosto: “mai così presto!” racconta Ettore Rizzi. “Le uve erano pronte, sane e mature. Il Sangiovese destinato al Morellino invece resterà ancora sulle piante per qualche settimana”. Castello di Brolio, nell’omonima località protagonista del Chianti, monitorando costantemente i suoi 240 ettari di vigneti, Francesco Ricasoli racconta: “le analisi sulle varietà precoci mostrano una maturazione nella norma, per gradazione zuccherina bassa, acidità e acido malico. Le uve si presentano toniche, equilibrate, di bell’aspetto. La quantità non sarà elevata ma la qualità molto buona”.

    Castello del Terriccio Toscana

    Foto di Castello del Terriccio

    Dal Castello del Terriccio, nei pressi di Bolgheri, il titolare Vittorio Piozzo di Rosignano racconta: “le premesse per questa annata sono molto soddisfacenti ma, come ogni anno, sono determinanti le condizioni climatiche di questo mese di settembre. Abbiamo iniziato la vendemmia il 20 agosto, quindi con circa una settimana di anticipo, con le uve bianche Viogner e Sauvignon Blanc. Nella seconda settimana di settembre è iniziata anche la raccolta delle varietà a bacca rossa Merlot e Sirah. Mentre le selezioni del Cabernet e Petit Verdot, varietà principali che compongono il nostro Lupicaia, seguiranno dopo la metà di settembre”.

    Abruzzo

    Da Tenuta I Fauri (Chieti) della famiglia Di Camillo, Luigi afferma: “si preannuncia essere l’annata del Pecorino. Un buon germogliamento e uve sanissime. Produzione in termini quantitativi in linea con la 2019. Ottime anche le previsioni per il Montepulciano in quanto la maturazione fenolica procede con un andamento regolare. Ci si aspetta rossi di grande struttura e di conseguenza anche i Cerasuoli. Una bella vendemmia finora!”.

    La vendemmia nel Sud Italia e nelle isole

    Spostiamoci più a Sud, in Puglia, e nelle due grandi isole italiane, Sicilia e Sardegna, per scoprire come sta andando la vendemmia e cosa aspettarsi.

    Puglia

    In Puglia, secondo Coldiretti, le previsioni della vendemmia 2020 sono ottime, con una produzione nella norma e qualità straordinaria, ma con un leggero calo delle quantità del 5% rispetto al 2019. “Abbiamo forti aspettative” dice il presidente Savino Muraglia, considerato che la Puglia da gennaio a marzo 2020 segnava un aumento delle esportazioni del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati Istat. “Va recuperato il terreno perso durante il lungo periodo di chiusura, promuovendo le 27 Doc, 4 Docg e 6 Igp denominazioni di vino Made in Italy che la Puglia offre”. Per Giovanni Aiello, enologo e produttore dell’omonima azienda nella zona sud-ast del barese, in Valle d’Itria: “per ora sembra una buona vendemmia: si sono ridotte le rese in vigna, ma la qualità è aumentata. Settembre anomalo, non ha piovuto praticamente mai, la sanità e maturazione delle uve è perfetta: il temporale di inizio agosto ha evitato stress idrici. Insomma, pare proprio una gran bella annata (per ora)”.

    Sardegna

    Vigneti Siddura

    siddura/facebook.com

    I feedback parlano di vendemmia ottima. In Sardegna, dall’azienda Siddùra, dicono: “abbiamo avuto le piogge nel momento ideale, le piante sono prosperose e ricche di frutto. Pensiamo sarà un buon raccolto. Il tempo poi ci sta assistendo grazie a escursioni termiche ideali, perché durante la notte le temperature stanno scendendo, e questo avrà la sua influenza soprattutto sotto l’aspetto aromatico e sull’acidità”.

    Sicilia

    Anche sull’Etna, a Passopisciaro (Castiglione di Sicilia, CT), si registra “un’annata fresca con uno sviluppo fogliare fuori dell’ordinario. Prevedo una ottima annata” afferma il direttore Vincenzo Lo Mauro. Ma per parlare di vendemmia è troppo presto, di solito raccogliamo in novembre”.

    Sperando che il meteo non riservi grandinate o avvenimenti disastrosi all’ultimo, come già  accaduto, non ci resta che attendere il termine delle vendemmie e avere una fotografia generale dei vini di annata 2020 che berremo nei prossimi anni. In bocca al lupo a tutti i viticoltori italiani!

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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