un gentiluomo a mosca

100 parole per Un gentiluomo a Mosca

Giuliano Gallini
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Giuliano Gallini

Indice

     

     

    Un gentiluomo a Mosca” è un romanzo dello scrittore americano Amor Towles edito da Neri Pozza nel 2017, cui voglio dedicare il mio “100 parole” di oggi. La rivoluzione russa è giovane, siamo nel 1922, e il Conte Rostov viene condannato – per la sua appartenenza a una classe sociale corrotta – agli arresti domiciliari a vita. Dove? Al Grand Hotel Metropole, il più lussuoso di Mosca. Da qui non potrà mai uscire e dovrà lavorare per mantenersi.

    Un gentiluomo a Mosca: la ricerca di una filosofia di vita nel “più bel ristorante della Russia intera”

    Il Conte prende con la necessaria pazienza la propria condanna. La sua filosofia personale gli impone di “governare le circostanze della vita, altrimenti saranno le circostanze a governare te” e cerca di vivere la sua nuova condizione senza drammi. La scrittura di Towles è lieve e affettuosa: e girando le sue pagine possiamo dimenticare ogni affanno entrando nello sfarzo del Metropole e divertendoci con le avventure del Conte Rostov.

    Le più memorabili delle quali, per un lettore de Il Giornale del Cibo, non potranno che essere quelle vissute nei due ristoranti del Metropole, tra cui il Bojarskij, “insinuato con discrezione nell’angolo nord orientale del secondo piano dell’hotel, il più bel ristorante della Russia intera.” Dopo esserne stato per anni cliente affezionato, il Conte ne diventerà maître, e insieme a lui potrete godere delle meravigliose mise en place e dei menù di sconvolgente bontà e creatività nonostante la penuria di prodotti di cui soffriva la Russia in quegli anni. D’altra parte, cucinare bene con materia prima di qualità e sovrabbondante è arte alla portata di ogni televisivo chef stellato, mentre farlo con scarse risorse…

    Il libro è raccomandato anche a chi sia alla ricerca di una filosofia di vita: secondo il Conte Rostov tutti noi dobbiamo infine adottare una struttura fondamentale, un qualche sistema ragionevolmente coerente di cause ed effetti che ci aiuti a dare un senso agli eventi grandi o piccoli della nostra esistenza. Una struttura lieve e affettuosa, naturalmente.

    Giuliano Gallini

    Direttore marketing strategico di CIRFOOD, vive a Padova e lavora tra Reggio Emilia e molte altre città italiane dove CIR ha le sue cucine. Ama leggere e crede profondamente nel valore della cultura. In cucina non può mancare un buon bicchiere di vino per tirarsi su quando sì sbaglia (cosa che, afferma, a lui succede spesso).

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