Truffe Latte in polvere

Costoso e taroccato: le truffe del Latte in Polvere per bambini

Renzo Sanna

Il Guardian lo ha inserito tra i cibi più taroccati, sullo stesso piano di olio d’oliva e cacao. O meglio: tra i più taroccabili, a ben leggere tra le righe dell’articolo del giornale inglese. Perché dopo lo scandalo cinese della melamina non ci sono stati più gravi, massicci casi di intossicazione da latte artificiale per bambini, ma a spulciare tra le pieghe della cronaca, anche recentissima, ecco spuntare polemiche e inchieste su un prodotto sempre sulla graticola. Caro, in Italia in particolare, talora arricchito con additivi sospetti, da sempre contestato da un gran numero di associazioni. Ma mai in calo, nella penisola e nel mondo, quanto a vendite e consumo. E neanche quanto a frodi. Ecco le più importanti truffe del latte in polvere.

 

Lo scandalo italiano

Neonato latte artificiale

L’ultimo è made in Italy. È il frutto di un’inchiesta avviata nel 2014 dalla procura della Repubblica e dai nas di Pisa e arrivata di recente alla chiusura delle indagini. Ventitré fra pediatri, agenti di viaggio e dirigenti di aziende del settore sono accusati di corruzione in concorso e false fatturazioni, per aver favorito alcune case farmaceutiche inducendo i loro pazienti ad acquistare determinati prodotti piuttosto che altri.

In pratica, avrebbero sponsorizzato alcune marche in cambio di benefit di vario tipo. L’indagine era partita in seguito a una segnalazione anonima ai carabinieri di Livorno: secondo l’accusa venivano acquistati buoni viaggio presso agenzie compiacenti per un valore di decine di migliaia di euro che poi gli informatori scientifici “offrivano” sotto forma di voucher ai medici che in cambio proponevano i loro prodotti invece che quelli dei concorrenti. E ancora, i professionisti (alcuni piuttosto famosi) sarebbero stati omaggiati anche di smartphone, televisori, pc, condizionatori.

 

Latte tricolore nel mirino

Lo scandalo era servito a riportare d’attualità un problema che prezzi alla mano non sembra risolto: il latte artificiale venduto in Italia è tra i più cari al mondo. Era stata la trasmissione di Raitre Report a occuparsi per prima di quella che dai consumatori viene considerata la madre delle truffe del latte in polvere: la stessa marca, il medesimo tipo di prodotto il 300% più caro che in Germania. Era il 2000, con un aggiornamento dell’inchiesta nel 2003. Qualche anno dopo, siamo al 2005, oltre 9 milioni di euro di multa complessivi per 7 grosse case produttrici da parte dell’Antitrust, con l’accusa di aver creato un cartello ad hoc.

Nella primavera del 2014 il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha interrogato la stessa Authority sulla questione, qualche mese prima dello scandalo toscano, ma i prezzi non sembrano calati: fino a 40 euro per un chilo di prodotto, sempre parecchio al di sopra dello standard europeo. Le possibilità per spendere meno – alcuni gruppi di acquisto solidale nati nel nord Italia aiutano i genitori in tal senso – da qualche anno ci sono, e una recente indagine di Altroconsumo lo dimostra prezzi alla mano, ma sugli scaffali dominano sempre i prodotti più cari.

 

Latte in polvere taroccato o “arricchito”

Latte in polvere bambini

Secondo il Guardian, che ne ha parlato all’inizio del 2016, tra i sei alimenti più facilmente falsificabili c’è proprio il latte artificiale per neonati: adattando la confezione, ecco una polvere di scarsa qualità “travestita” da prodotto di marca. Un’abitudine nata di recente per venire incontro alle paure della Cina travolta nel 2008 dallo scandalo del latte alla melamina: almeno 6 neonati morti, 300mila intossicati. E così, i genitori cinesi assaltano gli scaffali altrui: lo scorso 11 novembre, giornata dei single, l’Australia era stata presa d’assalto online e letteralmente alleggerita di prodotti.

La stessa cosa era successa ad Hong-Kong all’indomani dello scandalo. Ma anche al di là del rischio cinese, le organizzazioni internazionali hanno trovato sostanze sospette nei più comuni e venduti tipi di latte in polvere, commercializzato dunque anche in Italia: per esempio l’idrossianisolo butilato o Bha (che secondo la Fda, il più importante organismo americano di controllo, è sicuro, mentre per altri, come lo Iarc, è cancerogeno), che l’associazione ambientalista Environmental working group lo scorso anno ha inserito tra i 12 più pericolosi, ribattezzati “la sporca dozzina”.

 

Il “no” delle mamme allo spot di Rosolino

Latte in polvere

Sempre nell’occhio del ciclone, il latte in polvere, anche se non sempre si tratta di truffa vera e propria. L’ultima bacchettata al latte artificiale è arrivata da parte di una serie di associazioni italiane, guidata da Ibfan, che ha chiesto al nuotatore Massimiliano Rosolino di ritirare il suo spot su un latte di crescita: “Il fatto che il committente abbia scelto lei quale testimonial per pubblicizzare e aumentare le vendite del prodotto – conclude l’appello – deriva ovviamente dall’ascendente che lei ha sull’opinione pubblica; lei è un grande campione di sport e, come tale, sa bene che, a volte e indipendentemente dalla propria volontà, si può anche sbagliare; ma i veri campioni si distinguono anche perché riconoscono gli errori e cercano di porre rimedio. Le chiediamo di ritirare la sua adesione a questa campagna pubblicitaria, sperando che in futuro lei possa scegliere di aderire a progetti che hanno come unico obiettivo la salute dei nostri bambini”.

 

 

 

Renzo Sanna

Sassarese che vive a Bologna. Per il Giornale del Cibo si occupa di agromafia, illegalità alimentari e attualità. Il suo piatto preferito sono le trofie al pesto (con patate e fagiolini, of course...) perché gli ricordano la sua mamma. In cucina non può mai mancare l'angolo bar, perché il cuoco deve avere sempre una seconda possibilità!

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